Backstreets, Bruce Springsteen

Backstreets – Bruce Springsteen
Scritto e pubblicato da

Dario Migliorini

Backstreets è la quarta traccia dell’album Born To Run, da molti considerato uno dei più importanti della storia del rock. Nonostante la compresenza di capolavori come la title track, Thunder Road e Jungleland, Backstreets ha una rilevanza tale da assurgere a una delle più solide pietre miliari della corposa discografia di Bruce Springsteen, al punto da essere stata valutata dal magazine Rolling Stone come la sesta miglior canzone assoluta dell’artista americano. Ballata rock per nulla banale negli arrangiamenti musicali che Springsteen e la E Street Band le hanno cucito addosso, Backstreets è anche la prima canzone sull’amicizia, argomento che verrà ripreso anni più tardi in altri brani come No Surrender, Bobby Jean, Brothers Under The Bridges, Blood Brothers, solo per citare quelle più esplicite sull’argomento. Sulla natura di questa amicizia si è discusso a lungo in quanto resta misteriosa l’appartenenza di genere del/della coprotagonista a cui il narratore si rivolge.

DUE AMICI AD ASBURY PARK, NEW JERSEY

Metà degli anni ’70, siamo ad Asbury Park, sulla costa atlantica del New Jersey. Mentre la cittadina vive il suo periodo più buio, messa a ferro e fuoco dagli scontri razziali e abbandonata dal turismo proveniente da New York e dall’entroterra, i ragazzi del posto provano a sopravvivere tra le macerie di un luogo che visse anni prima epoche gloriose. In questa situazione si forma una nuova amicizia, quella tra Terry e il narratore di Backstreets (leggi la traduzione qui). Un’amicizia che nasce sotto i peggiori auspici, considerando “l’estate soffice e infestata”, nella quale i protagonisti “sono consumati dal calore” e “stanno cercando invano di respirare il fuoco nel quale sono nati”. Ma anche per questo quel rapporto diventa viscerale, intenso, di forte condivisione. Dalle notti trascorse dormendo in spiaggia all’ascolto della musica dei propri miti, stando abbracciati sulle macchine nei parcheggi dove gli innamorati si appartano, questa amicizia tende evidentemente ad assumere un approccio fisico, quasi promiscuo (se non carnale, anche se non sono presenti riferimenti sessuali espliciti).

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Lei o lui?

Complici l’ambiguità di un nome, Terry, che può essere sia maschile sia femminile, e la neutralità della lingua inglese in gran parte degli aggettivi e dei sostantivi, si è a lungo discusso sull’appartenenza di genere di Terry e, di conseguenza, sulla natura del rapporto tra i due protagonisti. Leggendo le prime due strofe il luogo comune farebbe pensare alla forte amicizia tra due uomini. Anche il primo ritornello, pur parlando di amore, potrebbe lasciar intendere un significato più ampio di affetto e di “volersi bene”. Ci sono due ragazzi che condividono un’intensa amicizia e si frequentano giorno e notte nelle spiagge e nei vicoli di una cittadina che non offre granché come alternativa. Poi arriva l’inciso e tante cose cambiano.

Un’amicizia promiscua

Nell’inciso e poi nell’ultima strofa il rapporto tra i due protagonisti acquisisce caratteri di forte intimità, lasciando intendere che quella vivace amicizia abbia raggiunto anche un carattere di promiscuità fisica, se non sessuale. Già la seconda strofa suggerisce qualcosa: i due protagonisti si rannicchiavano nelle loro auto, ascoltando musica e aspettando che succedesse qualcosa. Nell’inciso, dopo versi di favolosa poesia (leggeteli e rileggeteli, lasciando che il vostro cuore si attorcigli su se stesso), si narra di un addio repentino e il protagonista dice di aver odiato Terry, ma anche un lui misterioso, evidentemente qualcuno che si è portato via l’amica (o l’amico) con sé. Infine, nell’ultima strofa, i due protagonisti si ritrovano a distanza di tempo. Evidentemente la fuga in avanti di Terry non ha avuto esito felice. Allora Terry e il narratore, sdraiati uno addosso all’altro, rimuginano sui loro fallimenti, su quello che avrebbero voluto essere e che non sono diventati e sul tradimento che li aveva separati.

Un confine sottile

Se qualcuno ha visto in Backstreets la storia di una relazione omosessuale o, quantomeno, un’amicizia così forte da assumere anche un carattere di amore platonico, la mia lettura porta molto più comunemente verso il rapporto intricato tra un uomo e una donna. Un’amicizia così vigorosa e carica di sentimento da correre il rischio di sfociare in un qualcosa di diverso: attrazione, forse anche seduzione. Qualcosa di così intenso da riportarli insieme nell’epilogo, mentre prendono atto dei loro fallimenti. Del resto alcuni indizi bibliografici e biografici portano inequivocabilmente verso questa lettura. Springsteen ha spesso usato i termini she e her riferendosi a Terry durante i suoi speech dal vivo; inoltre c’è chi sostiene che Bruce sia stato ispirato nella stesura di Backstreets dalla sua relazione con Diane Lozito, sua fidanzata di qualche anno prima. La possibilità di una sanguigna ma disinteressata amicizia tra un uomo e una donna viene spesso dibattuta: è affascinante osservare i casi in cui si genera un’amicizia forte, quasi simbiotica, tra due persone di sesso opposto. Da un lato la necessità di preservare le distanze fisiche di una sincera amicizia, dall’altro il confine, spesso molto sottile, verso qualcosa di più intenso che può sfociare nell’attrazione fisica. Ancora: da un lato l’esigenza di autonomia sentimentale, quindi la possibilità che in quel rapporto possano (sub)entrare altre persone, dall’altro quel senso di attaccamento che può trasformarsi in possessività e in gelosia.

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UN TUMULTO ANCHE MUSICALE

Backstreets è una lunga cavalcata rock di oltre 6 minuti, che diventeranno ancora di più dal vivo, quando Springsteen deciderà di proporne versioni più lente e solenni. Tutto comincia con un’introduzione musicale maestosa, nella quale Roy Bittan, da poco unitosi alla E Street Band, dà subito prova della sua classe, suonando sia l’organo hammond sia il pianoforte. In quel primo minuto solo musicale, fanno la loro apparizione di puro ricamo anche la chitarra elettrica di Springsteen e il basso di Garry Tallent (a proposito: sentite cosa combina Tallent per tutto il brano). Anche l’altro neo arrivato, Max Weinberg, non è da meno con la batteria. Una delle caratteristiche peculiari di Backstreets è proprio la particolare ritmica giocata su tom e timpano nelle strofe e il classico ritorno sul rullante solo nei ritornelli e nell’inciso. In questo modo la canzone trova molta dinamica. A questo contribuisce anche la scelta di suonare e cantare l’inciso su una tonalità superiore. Se tutta la canzone è notevole, indubbiamente l’introduzione e l’inciso ne rappresentano i momenti più pregiati (l’inciso peraltro unisce all’intensità musicale la grande drammaticità del testo). Dopo di esso e prima dell’ultima strofa Springsteen incide anche uno splendido assolo di chitarra, tra i suoi migliori. Coinvolgente anche l’idea di chiudere la canzone con un’affannosa ripetizione del verso “hiding on the backstreets” su un tempo di marcia ad intensità crescente, che infine sfocia nel tema finale che altro non è che la ripresa del motivo musicale di apertura.

Curiosità

Il dibattito sul genere sessuale di Terry incide solo marginalmente sulla bellezza e sull’intensità del messaggio contenuto della canzone. In qualche modo ce lo ha confermato lo stesso Springsteen che, al di là dell’aver scritto il brano in origine pensando a una coppia di amici di sesso diverso, ha spesso dedicato la canzone dal vivo a sue amicizie maschili. È successo in occasione della morte del fidato assistente Terry Mc Govern (anche per la coincidenza del nome), è successo anche con Danny Federici. Quando il suo tastierista morì, Bruce gli dedicò Backstreets, in memoria dei tempi in cui i due amici frequentavano Asbury Park, cullando il sogno di diventare come i loro eroi. Ma a differenza degli amici della canzone, loro lo sono diventati davvero.

 

Dario Migliorini

 

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Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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2 Commenti

  1. Claudia

    Credo che questo sia il pezzo che amo più visceralmente., il mio punto debole per quanto riguarda Bruce. Chi non lo ama non sa di quali bombe atomiche è capace. E Backstreets é una di queste.
    Splendida recensione, esaltante l’analisi di una parte del mio DNA.
    Grazie, Dario. Come sempre.
    Claudia

    Rispondi
    • Dario Migliorini

      Grazie a te, Claudia. Non è una recensione nuova, ma in attesa della pubblicazione di una nuova domani mattina, ho deciso di fare rigirare Backstreets in onore della nostra chiacchierata dell’altro giorno. A presto

      Rispondi

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