Blinded By The Light, Bruce Springsteen

Scritto e pubblicato da

Dario Migliorini

“Madman drummers bummers and Indians in the summer with a teenage diplomat, in the dumps with the mumps as the adolescent pumps his way into his hat”. Con questa specie di scioglilingua apparentemente privo di significato, inizia la discografia e la produzione lirica di una dei più grandi e prolifici cantautori della storia del rock. Blinded By The Light è la prima canzone del primo album di Bruce Springsteen. Sarà anche il primo singolo, ma si rivelerà un flop nelle chart. Non è in realtà la prima canzone incisa da Springsteen con il primo embrione della E Street Band. Al contrario la canzone fu scritta e registrata in fretta e furia poco prima del rilascio di Greetings From Asbury Park, N.J. su pressione della CBS, convinta che nessuna delle canzoni già registrate per l’album avesse le potenzialità di una hit radiofonica. Oltre a Blinded By The Light, anche Spirit In The Night originò da quella richiesta.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Per stessa ammissione di Springsteen, Blinded By The Light nacque in modo anomalo. Bruce raccolse una serie di versi con l’aiuto di un rimario, di cui evidentemente abusò, visto che la metrica del testo prevede non solo rime tra i vari versi ma anche giochi di parole e paronomasie all’interno dello stesso verso. Ne è un esempio proprio quel secondo verso, in cui compaiono strettamente connesse le parole dumps, mumps e pumps. Ma ci sono tanti altri casi in cui questo esperimento linguistico si ripete.

Come quando si cammina per strada

In realtà sarà proprio Springsteen a spiegare che tante delle immagini dipinte in Blinded By The Light, seppur in modo colorito e romanzato, hanno un riferimento alla sua situazione giovanile. Così uno dei batteristi pazzi e vagabondi del primo verso non può che essere Vini Mad Dog Lopez; gli Indiani erano la squadra giovanile di baseball in cui Bruce militava. Gli orecchioni a cui si riferisce il secondo verso è un problema che si diffuse davvero tra la band in quegli anni. Le sorelle al silicone citate dopo il secondo ritornello sono le ballerine artificialmente maggiorate di un locale di striptease ad Asbury Park. La fantasia del giovane Springsteen e il fedele rimario hanno fatto il resto. In merito a Blinded By The Light Bruce ha dichiarato: “È come quando cammini per strada, le mie canzoni dicono esattamente quello che vedi, solo che è una visione distorta.”

Fuggitivi nella notte in cerca del sole

I tanti protagonisti di Blinded By The Light, questa sorta di Babele di strada, hanno in comune una caratteristica: la loro vita si svolge di notte. È in quel momento che loro si sentono liberi di vivere e di scappare. Al punto che, come vampiri o come lo stesso demonio (così si può tradurre la parola deuce ricorrente nel ritornello), vengono accecati dalla luce del giorno. Ma, come recita il verso finale, è proprio là dove c’è il sole che ci si diverte. Là dove il giovane uomo di Born To Run, due anni dopo, progetterà di portare la sua Wendy. Il ragazzo di Blinded By The Light, destinato come gli altri personaggi a vagare nella notte e a narrare tutto ciò che incontra, sa che è nella luce del sole che si può trovare la risposta. Ma il sole, guardato troppo insistentemente e da vicino, rischia di accecare.

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

Lo stesso Springsteen ha dichiarato che le canzoni del primo album, in primis Blinded By The Light, furono ideate prima come testo e poi come musica. Uno schema che già dal secondo album Bruce abbandonerà, iniziando a comporre prima la musica. In Blinded By The Light Bruce appunta tante immagini e inizia a sviluppare una metrica che si incastri nei quarti di un motivo musicale che gli sembra appropriato. Il risultato è un funkie-rock che sembra una festa di strada, nella quale Vini Lopez è davvero pazzo e persino Garry Tallent vive, come succederà anche e soprattutto in The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle, un livello di sana follia che verrà incanalata su binari molto più stabili negli album successivi. La E Street Band è nella sua primissima formazione. Springsteen suona la chitarra in stile funky con una mano destra che viaggia a velocità sostenuta, mentre le sue corde vocali vibrano ancora più vorticosamente. Le tastiere stanno per una volta solo a tappeto, senza sfruttare i virtuosismi di David Sancious. Blinded By The Light è anche una delle due sole canzoni di Greetings From Asbury Park, N.J. nelle quali compare il sax di Clarence Clemons (l’altra è proprio Spirit in The Night). Del resto Big Man si era appena unito alla band e gli altri pezzi dell’album erano già stati incisi senza di lui. Dal secondo album, pubblicato lo stesso anno, il mitico sassofonista diventerà centrale.

 

Curiosità

Se il singolo di Springsteen fu un flop, la cover della Manfred Mann’s Earth Band, quattro anni più tardi, raggiunse il numero uno negli Stati Uniti. Una versione molto diversa dall’originale che, a quanto si narra, Springsteen non amasse per nulla.

Nel 2019 ha avuto notevole successo al botteghino il film Blinded By The Light, regia di Gurinder Chadha, storia di un ragazzo pakistano trasferitosi in Inghilterra che, folgorato da Bruce e dalla sua musica, supera l’isolamento, dovuto anche alla discriminazione che subisce per la sua provenienza.

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Blinded By The Light, Bruce Springsteen

Scritto da Dario Migliorini

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome
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Gen 21, 2021

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4 Commenti

  1. Giuseppe

    Eccellente e circostanziata Recenzione. come ormai è consuetudine per Dario Migliorini, del Brano di apertura del 1″ Album di Bruce. Interessante e Simpatico anche il film omonimo, che include, a mio modesto parere, uno dei migliori sketch, sulle note di BTR.

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  2. Dario

    Grazie Beppe. È uno dei brani più difficili da interpretare, sembra proprio che Bruce abbia appuntato una serie di immagini e personaggi e abbia infarcito la canzone. Il primo verso è tutto un programma.

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  3. Corrado

    Sempre ben fatte e stimolanti le tue recensioni. Ciao Dario

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    • Dario Migliorini

      Grazie Corrado, sono contento di essere utile alla comunità springsteeniana e musicale in genere. A presto

      Rispondi

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