Blood Brothers non è solo il titolo di una canzone di Bruce Springsteen, ma anche il nome di una delle tribute band di maggiore successo del celebre cantautore rock americano. Nati 11 anni fa a Livorno, per iniziativa del carismatico frontman Francesco Zerbino, i Blood Brothers hanno dunque già superato il decennio di attività. Proprio considerata la loro longevità, ma anche la loro capacità di replicare fedelmente la musica di Springsteen, i Blood Brothers sono ad oggi la più acclamata tribute band springsteeniana d’Italia. Lo Zerbo, come è pubblicamente noto Francesco Zerbino, e i suoi compagni di viaggio negli anni hanno anche raggiunto risultati notevoli. Risultati che riferiscono sia alle statistiche, sia alla qualità del loro lavoro.
Dal batterista Zerbo ai Blood Brothers
Lo Zerbo si è appassionato alla musica di Springsteen già in giovane età. “Ricordo quando suonavo le canzoni di Bruce in riva al mare. Eravamo solamente io e il libro delle sue canzoni.” Poi, diplomatosi al Conservatorio e specializzatosi nelle percussioni, Francesco ha dapprima militato nella band Just Married. Ha poi girato l’Italia e mezza Europa con la band Pipelines, che proponeva musica surf californiana. Lo Zerbo suonava la batteria, ma già sperimentava la voce nei cori surf, tipici dei Beach Boys e delle altre celebri band del genere. La successiva esperienza come direttore artistico di una discoteca gli ha consentito di mettere in pratica la sua innata aspirazione all’aggregazione e di vivere la bellezza della musica come elemento pulito di energia collettiva. Energia che ritrovò, come nuova folgorazione, nel celebre concerto di Springsteen a Firenze nel 2013, rimasto negli annali come uno dei concerti più “bagnati” di sempre. Francesco non era ancora cantante né chitarrista, ma fu in quell’occasione che intuì che, nel ruolo di frontman in una band, poteva più agevolmente trasmettere quell’energia di cui si sentiva naturale portatore.
2013: nascono i Blood Brothers
Così, proprio nel 2013, Zerbo portò in sala prove alcuni musicisti professionisti per un progetto ambizioso: una grande tribute band di Bruce Springsteen. “All’inizio fu difficilissimo, tanta fatica e pochi soldi, trattenere quei bravissimi musicisti non fu semplice. Ognuno aveva la sua vita privata e le sue aspettative musicali. Alcuni di loro non erano nemmeno fan del Boss. Ma io tentai di fare da aggregatore, cercando di trasmettere tutta l’energia che sentivo dentro e intorno a me. Forse fu proprio questo a raccogliere sempre più interesse, la cosa funzionava.” Il tanto tempo trascorso in sala prove ha portato la band ad avere un numero enorme di canzoni in repertorio. I concerti della band, come quelli di Springsteen, sono divenuti vere e proprie maratone rock. Le scalette dei Blood Brothers possono cambiare, anche drasticamente, da uno show a quello successivo. Una duttilità che accomuna molto la band ai fratelli maggiori della mitica E Street Band.
Come la E Street Band
I Blood Brothers hanno sempre replicato fedelmente la struttura della E Street Band, almeno di quella pre-1984. Nonostante i componenti siano cambiati nel tempo, tuttavia la line-up è sempre stata composta da batteria, basso, organo/fisarmonica, pianoforte, sax, chitarra solista e voce/chitarra ritmica/armonica. Per alcuni anni è stato introdotto anche l’ottavo elemento: la corista femminile. In questo modo la band andava a replicare la line-up della E Street Band dal Born In The U.S.A. Tour fino allo scioglimento del 1989. Anche in questo i Blood Brothers rappresentano la perfetta tribute band di Springsteen. Negli ultimi anni lo Zerbo, con la sua caparbietà e la sua professionalità, ha anche colmato una differenza sostanziale con Bruce. Infatti, dopo essere stato chitarrista puramente ritmico, ha sviluppato una buona tecnica anche da solista.
I componenti della band
Sono tanti i musicisti che, per pochi concerti o per tante stagioni, hanno suonato nei Blood Brothers. La formazione attuale vede all’opera i seguenti musicisti:
- Francesco Zerbino – voce, chitarre, armonica – dal 2013
- Lorenzo Del Ghianda – tastiere, organo hammond, fisarmonica – dal 2013
- Manuele Vanzi – pianoforte, tastiere, backing vocals – dal 2014
- Luca Pasquadibisceglie – batteria – dal 2016
- Lorenzo Marianelli – chitarre, backing vocals – dal 2020
- Alessio Niccolai – basso – dal 2023
- Mattia Mazzola – sassofono – dal 2024
I numeri dei Blood Brothers
Alla data del 21 dicembre 2024 i Blood Brothers sono arrivati a sommare 234 concerti che in 11 anni significano oltre 20 concerti in media all’anno. Considerando, però, la lunga pausa imposta dalla pandemia, si può intuire come la frequenza reale sia di gran lunga maggiore. Un risultato pregevole, tenendo conto che, per quanto Springsteen sia molto seguito anche in Italia, non raccoglie nel nostro Paese i favori di un pubblico di vastissima scala, come succede per gli italiani Vasco Rossi, Ligabue o 883, giusto per citare quelli che vanno per la maggiore. I Blood Brothers sono anche segnalati sul sito internazionale Setlist.fm, che raccoglie milioni di dati e statistiche sui concerti di tutto il mondo. Secondo questo sito, i Blood Brothers sì attestano attualmente a 234 concerti, nei quali hanno suonato 196 canzoni totali, di cui oltre 150 di Springsteen e oltre 40 di altri artisti (per lo più cover suonate dallo stesso Bruce nei suoi concerti). La canzone più suonata è Badlands (227 volte), seguita da Born To Run (225), Hungry Heart (191), No Surrender (180), Dancing In The Dark (169), Born In The U.S.A. (160), Thunder Road (138), Because The Night (131) e The River (122).
Il miracolo con Letter To You
Ma non è solo sulla quantità che i Blood Brothers si fanno notare. Anche la qualità è rilevante. E perfino la meticolosità. Sì, perché i Blood Brothers si sono segnalati alla cronaca per una sorta di miracolo musicale, quando nel 2020, nelle piene limitazioni dovute alla pandemia, hanno preparato le 10 canzoni dell’album Letter To You in una sola settimana, dopo l’uscita dell’album di Springsteen. Quella sera di quattro anni fa la band organizzò una diretta online, durante la quale eseguì tutto l’album nell’esatta sequenza dei brani che lo compongono. Peraltro, la performance sorprese non soltanto per la velocità di preparazione, ma anche per la qualità dell’esecuzione. Un fatto che non passò inosservato. Il celebre magazine Backstreets ne scrisse con toni entusiastici. Ma la straordinarietà della performance fu colta anche dallo stesso entourage di Bruce Springsteen. Infatti, alcuni componenti della E Street Band, oltre al produttore Ron Aniello, condivisero sui loro canali social la performance dei Blood Brothers, insieme alle loro personali congratulazioni per una esecuzione di tale qualità.
Il Blood Brothers Fan Club
La bravura dei Blood Brothers è sancita anche da un altro elemento fortemente significativo. Infatti la tribute band ha un proprio fan club che, pur essendo composto per lo più da fan di Springsteen, è nato per seguire e supportare nello specifico la band italiana. Sorto nel febbraio del 2016, il Blood Brothers Fan Club conta attualmente circa 2.900 iscritti con un gruppo facebook particolarmente attivo. Il sodalizio organizza gli ormai tradizionali ritrovi annuali. Nella prima metà di ottobre viene organizzato un sentitissimo raduno dei fan. Nel weekend antecedente il Natale è invece in programma tutti gli anni una festa natalizia. Il fan club si occupa anche di informare gli iscritti su tutte le notizie inerenti i Blood Brothers. Inoltre, organizza le trasferte per assistere ai concerti della band. Da segnalare, infine, l’ormai consolidato sostegno dei Blood Brothers e del loro fan club all’associazione emiliana Onconauti, diretta dal dottor Stefano Giordani. L’associazione assiste, psicologicamente e operativamente, i malati di cancro e i loro parenti nel percorso di cura.

ASCOLTA THUNDER ROAD SUONATA DAI BLOOD BROTHERS
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c’è un errore nell’articolo quando si parla del conerto di letter to you suonato dal vivo nel novembre 2020 e non nel 2021. Io fra l’altro c’ero.
Saluti Davide Pasquadibisceglie
Ciao Davide, hai pienamente ragione e ho già corretto l’articolo. grazie