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Brilliant Disguise, Bruce Springsteen

Aggiornato il 14 Ott, 2022 | Words and Music |
brilliant disguise

Brilliant Disguise è la nona traccia dell’album Tunnel Of Love di Bruce Springsteen (1987) e ne è stata il primo singolo, pubblicato in anteprima rispetto al lancio del disco. Accompagnata da un video girato in un semplice soggiorno domestico, Brilliant Disguise è una delle canzoni più autobiografiche dell’album, scritta nella fase in cui Springsteen stava sperimentando la crisi matrimoniale con la prima moglie, l’attrice e modella Julianne Phillips, sposata solo due anni prima. Bruce, che da un lato stava conoscendo la ricchezza portata dall’esplosione della sua fama a livello planetario, d’altro canto temeva di aver sbagliato nella scelta della donna che aveva sposato ma, forse e ancora di più, di essere un uomo con incertezze e zone d’ombra che in precedenza aveva nascosto a se stesso, catturato dagli strenui sforzi della sua carriera musicale. Brilliant Disguise, intensa ballata semiacustica a tempo medio, è la canzone simbolo di quella fase irrequieta.

LE DUE FACCE DI UN TRAVESTIMENTO

Il secondo lato di Tunnel Of Love è per gran parte autobiografico. Da Two Faces a When You’re Alone troviamo uno Springsteen che si strugge per la propria situazione. Soprattutto uno Springsteen che scruta dentro se stesso e scopre una persona diversa da quella che pensava di essere (lo canterà apertamente nella successiva One Step Up). Un uomo solo, molto più solo di quanto abbia mai creduto di essere. E, peggio, un uomo con un lato di inaffidabilità (i due volti della precedente Two Faces). In questo quadro la vita di coppia diventa maledettamente difficile. Tutto ruota intorno a un concetto: la fiducia. Che va a braccetto con la fedeltà. Brilliant Disguise (leggi qui la traduzione) affonda le unghie su questi elementi. Il travestimento e la maschera sono simboli della simulazione: fingere di essere qualcuno, ma essere qualcun altro. Non è una festa di carnevale, però. E’ un matrimonio che va in frantumi.

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INFEDELTA’

Dunque, dietro il brillante travestimento dei due protagonisti, si nasconde qualcosa. Entrambi sono vittime e carnefici del destino della loro relazione. Non è un caso che Springsteen ponga la domanda del ritornello prima a lei, poi a se stesso. Lei mostra segni di infedeltà. Lui la vede di nascosto nella periferia della città, poi sente qualcuno chiamarla dalla base del salice piangente (albero che non sembra scelto a caso). Infine lei cela qualcosa sotto il suo cuscino. Lui è sopraffatto dall’incertezza ma, esaminando il profondo del suo animo, capisce di non essere esente da colpe. Mentre lei recita la parte della donna innamorata, lui recita la parte dell’uomo fedele, cosa che evidentemente non sente di essere. Traspare, senza che venga mai citata, l’ombra del tradimento. “Voglio sapere se sei tu quella di cui non mi fido, perché sono dannatamente sicuro che non mi fido di me stesso” dichiara apertamente Bruce.

TRA LUCE E BUIO

Emerge in Brilliant Disguise il contrasto tra la luce e il buio. La luce del giorno potrebbe mettere in risalto i problemi e le magagne nella coppia, ma entrambi sono abili nel nascondere la polvere sotto il tappeto. Così, a colpi di finzioni e di travestimenti le cose sembrano funzionare. Tutto cambia nell’intimità della notte. Paradossalmente è proprio nel buio, quando le cose teoricamente non si vedono, che emergono le difficoltà. La coppia condivide lo stesso letto, cerca l’intimità dopo una serata fuori a ballare, ma è in quelle ore piccole che ci si rende conto che le cose non funzionano. E arriva, cruda, la resa dei conti. Tutto si svela chiarissimo, ma permangono indecisioni e incertezze. Al punto che l’uomo si autocommisera in uno dei versi di Bruce più significativi di sempre: “Dio abbia misericordia dell’uomo che dubita di ciò di cui è sicuro.”

UN MATRIMONIO NATO MORTO?

“Ci ho provato davvero tanto, amore, ma proprio non riesco a capire cosa ci faccia con me una donna come te.” Versi di ordinario sconforto che però acquisiscono una rilevanza enorme, se incollati alla situazione di Bruce e Julianne. Quel matrimonio fece storcere il naso a tanti, a cominciare dagli ammiratori del Boss. Il working class hero per eccellenza, ora ricco sfondato, si sposava con la ragazza del jet set, non con la donna della porta accanto. Al di là dell’attrazione, cosa poteva esserci in una coppia così eterogenea? Anche Springsteen arrivò a chiederselo: quei versi di Brilliant Disguise posero esplicitamente il problema. Cosa ci faceva una donna come Julianne, sofisticata e alla moda, con un uomo di strada, proveniente dai ceti più umili, a suo agio con jeans e t-shirt? Interessante il parallelo con Better Days: cinque anni dopo Bruce si vedrà come un uomo ricco che si finge nei panni dell’uomo povero, ma quelli saranno giorni migliori, perché al suo fianco ci sarà davvero la donna della porta accanto: Patti Scialfa.

LA SOLITUDINE IN MOVIMENTO

Un altro interessante parallelo ci porta a Hello Sunshine. In Brilliant Disguise Bruce si definisce un pellegrino solitario, vedendosi solo e in movimento, pur in una situazione di coppia. L’elemento del movimento in solitudine è tornato centrale nel primo singolo di Western Stars. Dopo quasi trentacinque anni ritroviamo pienamente i turbamenti e le incertezze che già colpivano Bruce a metà degli anni ’80: “Sai, ho sempre amato le città solitarie, le strade vuote, nessuno in giro, ti innamori dell’essere solo e finisci per esserlo.” Un altro elemento curioso è la presenza di una zingara. Springsteen canta di essere stato all’altare con la sua sposa, ma subito dopo cita la zingara che ha predetto loro un futuro roseo, sbagliando. Perché la zingara e non un prete? O forse Springsteen vede nel prete che recita la formula nuziale una specie di fallace zingaro veggente?

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LA SENSAZIONE DELLA CANZONE PERFETTA

In pochi pensano a Brilliant Disguise come a una delle più belle canzoni di Springsteen. Eppure, personalmente, mi ha sempre dato l’impressione di un equilibrio perfetto dei suoni, dalla base ritmica alle partiture di chitarre e organi, per arrivare alla linea di canto. Il pezzo si presenta come una ballata a tempo medio molto piacevole all’orecchio. Un riff di chitarra e sintetizzatori gioca su semplici variazioni su un singolo accordo e rappresenta il motivo musicale principale della canzone. La base ritmica, retta da Max Weinberg alla batteria e dallo stesso Springsteen al basso, è molto ordinata per tutta la durata del pezzo, senza stacchi e con rarissime rullate. Bruce suona anche tutte le parti di chitarra, da quella acustica, che rimane alla base di tutto il brano, ad almeno due chitarre elettriche che intervengono corpose ma sempre pulite. Agli organi e al pianoforte danno man forte Danny Federici e Roy Bittan. Originale l’inserimento di battiti in controtempo su un suono che simula lo schiocco delle dita. La voce di Bruce, che non prevede controcanti, è sommessa ma roca e sporca. Un’ intensa interpretazione di sofferenza, con momenti di rabbia che coincidono con l’inciso, in cui Springsteen sale di un’ottava nei vocalizzi, sprigionando la proverbiale potenza della sua voce.

Curiosità

La rilevanza di Brilliant Disguise in Tunnel Of Love e dell’intera discografia di Springsteen mal si sposa con l’esiguità relativa delle sue esecuzioni dal vivo. Bruce l’ha eseguita raramente con i suoni pieni della E Street Band e qualche volta in più negli one man show, prevalentemente alla chitarra e più raramente al pianoforte. In compenso la canzone fu accompagnata da una videoclip davvero originale, benché apparentemente ordinaria. Girato tra le mura domestiche (ma si scoprirà che il set fu ricreato in una spiaggia del New Jersey), il video in bianco e nero ritrae Springsteen con lo sguardo serio e fisso verso la telecamera, come a voler guardare dritto negli occhi la donna a cui si rivolge. L’originalità sta nel fatto che la telecamera, molto lentamente, stringe sul volto di Bruce e, ancora più, sul suo sguardo, cogliendo ogni dettaglio della sua espressione rabbiosa e pensierosa allo stesso momento.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Brilliant Disguise e l’album Tunnel Of Love di Bruce Springsteen?
  • Dalle magliette strappate al completo elegante con camicia. Bruce ha cambiato look, ma in Brilliant Disguise torna in jeans e camicia a quadrettoni. Se hai vissuto da fan quel periodo travagliato, ricordi le tue sensazioni?
  • Incertezze, sfiducia, infedeltà, tradimenti. Le difficoltà di una coppia. Hai esperienze da raccontare?
  • Brilliant Disguise, una canzone dal grande equilibrio musicale. Riesci a sentirlo? Qual è la tua opinione?

 

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Dario Migliorini

 

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Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

2 Commenti

  1. ANNA MARIA

    quanti spunti di riflessione su una materia in fondo comune a tutti!
    mi chiedo perchè tra i tanti appassionati di bruce che virtualmente conosciamo sono pochissimi quelli che pensano di scrivere due righe in questo splendido blog.
    e alla fine sono sempre io che “apro” le danze, e sono sempre pochi quelli che seguono. sta diventando un dialogo solo fra me e te!
    dunque, partiamo da julianne. beh, voi fan storici avete assistito in diretta al drammone passionale. immagino la tempesta che ha scatenato, e meno male che al tempo non c’era facebook, se no sai quanti gruppi avrebbero chiuso i battenti per faide e guerre tra gli iscritti.
    io ho dovuto ricostruire la storia un pò alla volta, cercando e spulciando notizie qua e là. ma il lockdown è stato lungo e di tempo e n’era.
    e alla fine non c’è stata più differenza tra me e i fan storici, anzi, forse per me il quadro della situazione è stato subito chiaro.
    che dire? ho subito amato patti, un pò ho lavorato di immaginazione, ma su molte cose penso di averci preso, e se sbaglio qualcosa correggimi pure.
    io ho immaginato una ragazzina, forse vicina di casa, forse compagna di scuola, una di quelle ragazzine di tanti film americani, e non solo, che ancora in piena infanzia si innamorano del bambino appena incontrato, o del compagno di giochi, o quello della porta accanto. non conoscono la vita, non conoscono l’amore, ma appena l’hanno visto hanno deciso che quello sarà l’uomo giusto per loro. un pò alla rossella o’hara per capirci. ma poi la vita si incarica di scombussolare i tuoi sogni, a volte li trasforma in incubi, a volte ti fa aprire gli occhi troppo tardi, come è successo a rossella.
    poi ogni tanto il miracolo scoppia. e così è successo a patti!
    lei ha deciso che bruce era il suo uomo e ha messo in atto tutte le classiche strategie che servono in questi casi.
    lui suonava “in a rock’n roll band”? e dai anche lei a studiare musica, a imparare a suonare, e anche a cantare, con quella improbabile vocina così simile a un miagolio!
    forse andava a vedere i suoi primi, ingenui concerti nelle feste scolastiche, forse sgomitava per farsi vedere mentre ballava al ritmo di quella musica, forse gli lanciava occhiate di fuoco, che lui è riuscito a ricambiare solo dopo qualche annetto, al concerto a torino dell’88 per esempio.
    ha sopportato pazientemente che sposasse quella bella senz’anima, andando perfino al suo matrimonio, perchè era sicura che alla distanza avrebbe vinto lei. conosceva bene, lei sì, bruce e sapeva che quello che cercava nella donna della sua vita era cuore e anima, non bellezza.
    il loro matrimonio è stato felice? ma sicuro! dopo la lunga guerra di conquista, raggiunto il suo obbiettivo, patti ha fatto di tutto per farlo funzionare, non poteva farsi venire il minimo dubbio di aver sbagliato o meno.
    mi sono fatta un film, che dici? mah… ho solo provato a mettermi nei suoi panni, fortunata donna! ma la fortuna c’entra poco. come dicevano gli antichi romani? faber est suae quisque fortunae.

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    • Dario Migliorini

      Cara Anna Maria, grazie come sempre per il commento e grazie anche per l’apprezzamento per quello che faccio. Vedrai che chi l’ha dura, la vince.
      Mi piace la tua visione di come è andata tra Bruce e Patti. Ha certamente qualcosa di fantasioso e di romanzato, ma ha molti spunti vicini a quello che deve essere successo realmente. Del resto Patti veniva dalla stessa zona del New Jersey, ha qualche anno in meno di Bruce e bazzicava per lo shore, sperando di fare carriera nella musica. In effetti si sa che Patti e Bruce si erano già incontrati degli anni 70, ma al momento ognuno andò per la sua strada. Ma evidentemente Bruce si era tenuto il numero di telefono 😉😉

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