A noi Italiani può sembrare strano, così fermi nella logica di mitizzazione del classico e dell’elitario e di banalizzazione ciò che è più popolare, ma lo Stato del New Jersey, un’istituzione pubblica che ha molto più rilievo e potere di una nostra regione, ha deciso di istituire il Bruce Springsteen Day, un giorno dell’anno dedicato a Bruce Springsteen. Non un eroe di guerra, non un letterato del passato, non un illuminato politico, non un musicista classico, ma molto più semplicemente UN CANTAUTORE ROCK. L’istituzione del Bruce Springsteen Day, che cadrà il 23 settembre (data di nascita di Bruce), è stata ufficializzata dal governatore del New Jersey, Phil Murphy, per celebrare quello che è comunemente ritenuto il più grande figlio musicale del New Jersey, benché sia stato preceduto da un tale Frank Sinatra e seguito da un certo Jon Bon Jovi. Il Bruce Springsteen Day è stato annunciato nel corso dell’American Music Honors che si è tenuto al Bruce Springsteen Archives and Center For American Music della Monmouth University.

La motivazione

“Bruce Springsteen è uno dei musicisti del New Jersey più iconici, influenti e riconoscibili di tutti i tempi”, ha detto Murphy. “Per questo è importante riconoscere a Bruce tutto ciò che ha fatto e che continuerà a fare, dal donarci la sua musica al prestare il suo tempo alle cause a lui più vicine, inclusa la realizzazione dell’Archives and Center For American Music, un archivio che ispirerà i cantautori e i cantanti di domani. Lo ringraziamo per aver mostrato al mondo cosa significa vivere secondo i nostri valori del New Jersey. Sono per questo onorato e orgoglioso di indire, nel giorno del suo compleanno, il Bruce Springsteen Day”.

La cultura popolare

Il clamoroso riconoscimento del Bruce Springsteen Day, ancora più significativo perché dedicato a una persona viva e vegeta, proprio nel momento in cui è nel pieno di un ennesimo tour mondiale, suggerisce alcune riflessioni. Intanto che in America la musica popolare è considerata al rango della cultura più elevata. Questo perché, in una storia breve come quella americana, la musica popolare non è un fattore marginale ma qualcosa di estremamente centrale. Dai canti degli schiavi neri nei campi di cotone alla canzone di protesta, fino alla rivoluzione culturale del rock, la musica popolare è parte più che integrante, direi fondamentale, della cultura americana. Le migrazioni, la cultura on the road, le trasgressioni, il mito del sogno americano, la sofferenza e la redenzione: tutti elementi che portano la musica al centro dell’essenza americana. E il New Jersey ha dedicato a un cantautore popolare, non a un letterato o a un musicista classico, questa importante onorificenza.

Il ruolo di Bruce

Il secondo argomento di riflessione si lega a quanto Bruce Springsteen sia entrato nella cultura, nella letteratura e anche nella vita di tanta gente. E questo non solo per la sua onestà, per la sua credibilità e per il suo carisma. Soprattutto per averci detto con le sue bellissime canzoni che nella vita bisogna crederci e lottare, che si può sbagliare, ma che si può anche rimediare e risorgere. Per questo serve sempre alimentare la speranza. Uno dei suoi celebri versi recita: “Non puoi accendere un fuoco senza una scintilla” (da Dancing In The Dark, 1984). Ecco, quella scintilla si è accesa: Bruce ha legato il rock a una visione di vita e non all’autolesionismo verso cui era scivolato nei fragili anni Settanta.

Bruce mette d’accordo tutti

Il generale favore che Springsteen raccoglie tra gli americani è ancora più significativo se si pensa che, sia dal punto di vista musicale sia dal punto di vista politico, Bruce ha intrapreso anche strade che hanno diviso i suoi ammiratori. Per ciò che riguarda la musica, alcuni non hanno apprezzato la sua scelta di abbandonare il rock più energico e viscerale per abbracciarne uno più melodico, figlio delle epoche in cui man mano prendevano forma i suoi dischi. Dal punto di vista politico sappiamo che Bruce ha fatto una precisa scelta di campo, sostenendo i candidati democratici e quindi, inevitabilmente, contrariando i suoi fan più conservatori. Ma questo riconoscimento, così come altri ricevuti in questi anni, sembrano mettere tutti d’accordo nell’individuare Bruce come quel fratello maggiore da cui farsi sempre accompagnare.

E in Italia?

Se l’Italia istituzionale sembra essere più arroccata su posizioni che guardano indietro (a qualche musicista pop viene tutt’al più intitolata una via ad memoriam, una kermesse o un teatrino di provincia), l’associazionismo e il variegato mondo dei fanclub non sta fermo. Soprattutto verso Bruce Springsteen. Se nel New Jersey hanno istituito, finanziati dallo stesso Boss, il Bruce Springsteen Archives and Center For American Music, a Napoli lo storico fanclub Pink Cadillac ha istituito il PIT, una sorta di museo spontaneo, luogo magico per i fan springsteeniani. E se nel New Jersey hanno istituito il Bruce Springsteen Day per il 23 settembre, a Rimini da ormai oltre vent’anni tributano a Bruce i Glory Days, quattro giorni di kermesse proprio in corrispondenza del suo compleanno. Più di recente si sono aggiunti altri eventi dedicati a Springsteen. Tra questi il festival Trieste Calling The Boss, che si tiene a fine luglio nella incantevole città giuliana, e il contest Cover Me, organizzato la prima domenica di settembre a Bergamo dal gruppo Noi & Springsteen, al quale partecipano musicisti e band nazionali e internazionali che si misurano con la musica di Bruce.

 

LEGGI QUI IL MIO ARTICOLO DI PRESENTAZIONE DI BRUCE SPRINGSTEEN

 

Dario Migliorini

 

Se ti è piaciuto questo articolo commentalo e condividilo sui tuoi profili Social!

 

Condividi questo articolo