E così la notizia triste e dolorosa è arrivata. Bruce Springsteen rinvia i due concerti di Milano San Siro in programma l’1 e il 3 giugno. La fastidiosa laringite che lo ha colpito dopo le date irlandesi e quella inglese di Sunderland non ha lasciato scampo alle sue corde vocali. Lo staff medico che lo segue gli ha imposto un periodo di assoluto riposo che gli possa consentire di proseguire il Tour europeo 2024. Le prime date saranno quindi a questo punto quelle di Madrid, a cominciare dal 12 giugno. La pausa di oltre 20 giorni dovrebbe consentirgli di tornare in forma per il proseguo del tour europeo. Il rinvio riguarda, oltre al concerto di Marsiglia, anche i concerti di Praga e, appunto, i due show in programma a Milano.

Delusione e amore

E così oltre centomila fan, pronti a riempire per due sere l’iconico catino milanese, devono ahimè leccarsi le metaforiche ferite. Ferite che si riferiscono in primis alla delusione di non poter assistere alle celebri maratone rock che Springsteen sta ancora riservando ai suoi fedeli ammiratori. Ma c’è inevitabilmente anche il risvolto pratico ed economico di viaggi a vuoto, alberghi cancellati e ferie da riprogrammare. Tra tanta delusione i commenti dei fans sono comunque per lo più di apprezzamento per Bruce Springsteen. Uno Springsteen generoso al limite della follia, la follia rock che prende chi, quando sale su un palcoscenico, non scenderebbe più. La follia di chi, a quasi 75 anni, ha mantenuto uno standard di concerti di circa 30 canzoni e 3 ore di durata. La follia di chi, affrontando l’umidità e la pioggia dei concerti irlandesi e britannici, non ha arretrato di un millimetro. Bruce si è anzi sottoposto alle intemperie del Nord Europa, in solidarietà con ognuno nel suoi fan presenti.

Rare vergogne social

Non sono mancati – pochi per fortuna – alcuni felini da tastiera sui social network. Non li chiamo leoni perché, sinceramente, assomigliano più a gattini randagi spelacchiati, con tutto il rispetto per i poveri gattini. Qualcuno se l’è presa con lo stesso Springsteen perché, consapevole della sue età, avrebbe dovuto risparmiarsi in Inghilterra, pensando ai suoi fan milanesi. Altri, nell’irrefrenabile necessità di accusare qualcuno, se la sono presa una volta di più con il promoter italiano Claudio Trotta, evidentemente incolpevole su questi contrattempi. Giuro di aver letto post di questa natura, che si commentano da soli.

Le difficoltà della riprogrammazione

Ora il vero problema per Live Nation e Barley Arts è trovare le date alternative a recupero di questi rinvii, specie quelli milanesi. Le difficoltà si fondano due elementi. Il primo è che lo stadio di San Siro è uno stadio di calcio, oggi ancora affittato dal Comune di Milano a Milan e Inter. Il secondo è che difficilmente una vendita di biglietti mirata su diverse tipologie di prezzi e settori potrà essere sostituita con location di altro tipo, che siano stadi o parchi. Di conseguenza, la soluzione più probabile sarebbe il mantenimento di San Siro come location di recupero, ma qui si innestano altri problemi. È praticamente impossibile che Springsteen sia in grado di riprendere la tournée prima del 12 giugno. I medici non glielo consentono, perché una forzatura di questo tipo rischierebbe di mettere a repentaglio il resto del tour europeo. Del resto, le date già programmate dal 12 giugno a fine luglio 2024 sono molto ravvicinate. È quindi impensabile che Springsteen possa infilare le date di recupero in quel periodo. La cosa è ancora più improbabile, perché lo stesso stadio di San Siro è già impegnato per altri concerti. Altrettanto improbabile è che le due date milanesi possano essere riprogrammate dopo il concerto di Londra a fine luglio. Infatti, in quel periodo il manto verde dello stadio dovrà essere recuperato per l’utilizzo delle squadre di calcio. Utilizzo che proseguirà poi ininterrottamente fino a maggio del 2025. Diventa così molto probabile che i concerti rinviati, almeno quelli di Milano, vadano direttamente all’anno prossimo. Ma, anche in quel caso, sarà tutta da vedere, in quanto molte date estive sono già, ora per allora, impegnate da altri cantanti. Addirittura qualcuno ha ventilato la possibilità che questi concerti vengano recuperati nel 2026 quando Springsteen andrà per i 77 anni. Attendiamo tutti notizie certe da parte degli organizzatori che, pur nelle difficoltà, si spera arrivino a una soluzione in tempi brevi.

 

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Dario Migliorini

 

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