Castaldo e Springsteen, il valore di un clic

di Dario Migliorini
News

Tempo di lettura: 4 minuti

 

La querelle tra Gino Castaldo e Marco Quaroni Pinchetti sul ruolo di Bruce Springsteen nel rapporto con i suoi fan ha avuto grande diffusione sul web e nei social. Con un terzo soggetto coinvolto, certamente meno prestigioso come firma ma direttamente o indirettamente citato nel botta e risposta tra i due giornalisti: il sottoscritto, Dario Migliorini. Ripercorriamo i fatti (gli articoli citati sono linkabili a fondo articolo). Tutto era partito con un articolo di Gino Castaldo su La Repubblica del 15 dicembre scorso, nel quale il quotato giornalista musicale criticava Bruce Springsteen per aver perso la fiducia di tanti fan, tra cui lo stesso Castaldo. Springsteen era criticato non tanto per la sua più recente produzione musicale. Anzi, di questo aspetto, benché centrale nella valutazione di un musicista, non c’era traccia. Le presunte mancanze dell’eroe Springsteen – e l’iperbole che utilizzo non è casuale perché era proprio il vocabolo utilizzato da Castaldo nel sottotitolo del suo pezzo –  rivestivano più la sfera delle sue scelte extra-musicali e dei suoi comportamenti pubblici. A quell’articolo erano arrivate due risposte. La prima di Marco Quaroni Pinchetti su Mentinfuga.com. In essa l’amico Marco rispondeva punto per punto alle critiche mosse a Springsteen da Castaldo. Il secondo articolo era stato quello del sottoscritto, qui su Words & Music. Il taglio che avevo dato all’articolo, era ben diverso. Infatti riconoscevo il ruolo importante di Castaldo nel panorama della critica musicale italiana e, proprio per questo, gli chiedevo di tornare a scrivere di musica, senza dare tutto quel peso alla presunta figura eroica di Springsteen e a quello che Bruce dovrebbe fare o dire per continuare a rivestire quella veste. Peraltro, qualche giorno dopo avevo scritto e pubblicato un nuovo articolo che approfondiva questa mia linea, proprio per ribadire quanto fosse importante tornare a vedere Bruce come uomo e musicista, facendolo scendere dal piedistallo di eroe quasi mitologico, su cui lui stesso è sempre stato malvolentieri.

La risposta del “tipo qualunque”

Se è vero che la diatriba tra Gino Castaldo e Marco Quaroni Pinchetti è cosa loro, mi sento coinvolto, non solo perché Marco mi ha citato nel suo articolo su Mentinfuga.com (lo ringrazio per l’apprezzamento), ma anche perché Castaldo, nella sua replica su Mentinfuga.com, ha indirettamente parlato di me come quel tipo che in un sito ha scritto paginate e paginate sull’argomento, partendo dall’affermazione: “premetto di non aver letto il pezzo, ma a quanto mi dicono..” Ora, io non ho nessuna pretesa di essere citato col mio nome, nonostante venga riportato un mio virgolettato. E non ho certamente il prestigio e il valore delle firme più autorevoli. Mi sta benissimo rimanere un “tipo” qualunque. Men che meno ho la pretesa che Gino Castaldo ricordi di quando ho condotto in sua presenza l’importante kermesse musicale Cover Me a Bergamo, organizzata da Noi & Springsteen. Il punto non è certamente questo e chi mi conosce lo sa bene. Mi interessa più tornare sull’argomento e ribadire il concetto. Parliamo della musica di un grande cantautore, dunque valutiamo la sua musica. È così strano chiedere a un critico musicale di scrivere di musica? E magari chiederlo a un grande giornalista per cui ho espresso soltanto parole di ammirazione nel mio articolo? Basta leggere, del resto. Nello stesso articolo, semmai, mi pongo in una posizione coraggiosa, perché critica nei confronti non solo degli hater di professione, ma anche dei fan di Springsteen che continuano a tenerlo su quel piedistallo da supereroe.

Musica o lifting?

Il problema del mio articolo che, oltre ai tanti apprezzamenti, mi ha portato anche alcune critiche sull’impostazione, sembra essere proprio quel virgolettato che Gino Castaldo riporta nella sua risposta a Marco Quaroni Pinchetti. Sì, ho dichiarato nell’incipit di non aver proprio letto il suo articolo originario su La Repubblica. Colpa mia – lo scrivo senza ironia – aver dato per assodato che il mio era un modo, originale quanto evidentemente da alcuni incompreso, di contestare la premessa stessa dell’articolo di Castaldo. Quella di vedere Springsteen come un eroe decaduto che delude i fan e non come un uomo con pregi e difetti che, però, di professione scrive musica e canzoni. Un musicista che ha l’incontestabile merito di aver scritto pagine di storia della musica e della letteratura, cosa che, a mio parere, sta continuando a fare. Del resto, un gioiello di musica e poesia come Western Stars ha solamente cinque anni di vita e non appartiene al passato remoto e glorioso dello Springsteen che fu. E qui torno al mio messaggio centrale: parliamo della sua musica, non dei suoi lifting. Argomento, quest’ultimo, che evidentemente deve essere di vitale importanza, visto che Gino Castaldo ci si sofferma ancora nella sua risposta a Marco Quaroni Pinchetti.

Il valore di un clic

C’è un’ultima cosa che voglio aggiungere. Che poi è il riferimento nel titolo di questo mio articolo: il valore di un clic. Appartengo a una generazione che in tempi passati andava in edicola a comprare i giornali e i magazine, scegliendo di spendere quei pochi maledetti euro per leggere qualcosa che interessava. Oggi, invece, ci confrontiamo con un’informazione che viaggia a colpi di clic. Quel clic ci sembra una cosa leggera e gratuita, per cui la concediamo, senza pensarci troppo, a tutto quello che ci viene proposto, senza particolari filtri. Bene, in realtà quel clic è, in forma diversa, come quell’acquisto che allora facevamo in edicola, perché quel clic porta direttamente vantaggi, perfino denaro, a chi pubblica. Ecco, la mia provocazione aveva anche questo senso: se un grande critico musicale come lui mi parlerà di musica, avrà sempre il mio clic, indipendentemente dal trovarmi più o meno d’accordo con quello che scrive. Se invece scriverà di altri argomenti, non avrà il mio clic, semplicemente perché non mi interessano. Castaldo, riferendosi al mio incipit e ai commenti che il mio articolo ha suscitato, li definisce deriva, con un’accezione ovviamente negativa. Per me, seppur provocatoria, era una posizione del tutto chiara e legittima. Se non lo era, e me ne scuso, beh… almeno adesso l’ho spiegato.

 

Leggi qui l’articolo di Gino Castaldo su La Repubblica

 

Leggi qui la risposta di Marco Quaroni Pinchetti su Mentinfuga.com

 

Leggi qui la contro-risposta di Gino Castaldo su Mentinfuga.com

 

Dario Migliorini

 

Se ti è piaciuto questo articolo commentalo e condividilo sui tuoi profili Social!

 

Condividi questo articolo

Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati