Chi è il padre del rock? Una domanda che ci si pone spesso e che altrettanto spesso ha una risposta quasi univoca: Elvis Presley, the King, il re del rock’n’roll. Questo perché Elvis è stato senza dubbio un rivoluzionario, un fenomeno di costume oltre che strettamente musicale. Il suo modo di ballare, roteando il bacino, fu tanto dirompente per un mondo, quello dei bianchi, specie se benestanti, che fino ad allora erano “bloccati” da una mentalità puritana che li portava a reprimere ogni desiderio di trasgressione. In realtà alla domanda “Chi è il padre del rock?” in tanti, specie tra la popolazione afro-americana, rispondono con nomi diversi da Elvis. Nomi che per età, per cultura e per colore della pelle potrebbero aver avuto la paternità del rock’n’roll. Ci sono in effetti alcuni nomi, da Big Joe Turner per arrivare a Chuck BerryLittle Richard, Bo DiddleyFats Domino, che avevano due caratteristiche ben definite: erano neri ed erano nati ben prima di Elvis. Ma in un’America ancora molto condizionata dalle discriminazioni e dalle segregazioni razziali, serviva un bianco, coraggioso e trasgressivo, perché i ceti sociali più numerosi e tipicamente più abbienti abbracciassero la nuova onda del rock’n’roll.

Questione di termini

Per non fare confusione è anche corretto fare una precisazione sui termini. Come recita Wikipedia “il termine rock viene utilizzato per indicare la varietà di stili musicali nati dall’evoluzione del rock’n’roll. È a partire dalla prima metà degli anni ’60 che il rock inizia a costituire un’identità musicale distinta da quella nata e proliferata dal pionieristico rock’n’roll, anche se ad essa strettamente legata. Oggi, dopo almeno un cinquantennio dal suo utilizzo sistematico da parte dei media e della critica musicale specializzata, è possibile considerare il termine rock come una sorta di parola-ombrello che copre molteplici stili di musica leggera o di consumo e, per estensione, anche quel rock’n’roll che ne sta alla base.” Il rock’n’roll originario è in effetti più specificatamente quel genere che emerse negli anni ’50, costruito su un giro di blues ma con ritmiche boogie-woogie (anche per questo la sua origine è da considerarsi più nera che bianca). Nell’ambito del rock’n’roll, peraltro, si include anche il rockabilly, ossia un sottogenere che aveva attinto dal country, dal bluegrass, dal boogie-woogie e dal jazz. Il rock, in senso più ampio, è quello che, contaminandosi con il folk, il soul, il funky e il country è arrivato fino ai giorni nostri, con stili e sonorità ben diverse tra loro. Il rock’n’roll originario era più un fenomeno di ribellione di costume, tipicamente giovanile. Solo negli anni ’60 la rivoluzione culturale portò il rock verso una maggiore consapevolezza di nuova forma d’arte (da cui l’avvento dei guitar hero e dei nuovi virtuosi sui diversi strumenti, oltre alle sperimentazioni varie) e di letteratura (in questo fu fondamentale Bob Dylan con la fusione tra folk, blues e rock’n’roll).

I grandi nomi

Fatte queste considerazioni, la domanda torna: chi è il padre del rock? Che, date le premesse, equivale a chiedersi “chi è il padre del rock’n’roll?” Ognuno ha avuto il suo impatto e forse è addirittura superfluo chiedersi se esista una figura che incorpori la paternità del genere musicale. I nomi che comunque si contendono questo titolo, benché puramente fittizio, si raggruppano in circolo molto ristretto: Big Joe Turner, Chuck Berry, Little Richard, Bo Diddley, Fats Domino, Bill Haley, Carl Perkins, Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Gene Vincent.

I padri del rock’n’roll

  • Big Joe Turner nacque nel 1911 e suonava già per strada e nei club di Kansas City quando tutti gli altri elencati qui di seguito non erano nemmeno nati o erano dei fanciulli. Nonostante la sua origine musicale fosse impostata su blues, jazz e spiritual, fu il precursore del rock’n’roll, con brani che già negli anni ’40 richiamavano l’archetipo del r’n’r, grazie soprattutto alla collaborazione con il pianista boogie-woogie Pete Johnson. Fu lui a lanciare nel 1954 il primo grande successo rock’n’roll, quella Shake, Rattle & Roll che fu poi pubblicata, tra gli altri, anche da Carl Perkins, Elvis Presley e Bill Haley. Può essere in qualche modo considerato il padre dei padri del rock’n’roll.
  • Chuck Berry è un altro senior del rock’n’roll, essendo nato nel 1926, ben 9 anni prima di Elvis. Tuttavia Berry iniziò la sua carriera più o meno contestualmente a Elvis (entrambi iniziano la carriera nel 1953 e pubblicano i loro primi lavori nel 1956. La sua fama si legò in particolare al suo stile chitarristico e alle sue “piroette” sul palco. Spesso anche autore dei brani, le sue principali hit furono Johnny B. Goode Maybellene.
  • Little Richard è stato grande cantautore e pianista. Definito “The Architect of Rock and Roll”, Richard ha scritto diverse canzoni di suo pugno, come Berry e a differenza di Elvis. Essendo nato nel 1932, era più giovane di Berry ma più vecchio di Elvis, anche se la sua carriera partì molto prima di entrambi (1951). Le sue prime pubblicazioni risalgono però al 1957, un anno dopo gli altri due. Molti i suoi brani celebri, da Tutti Frutti a Lucille fino a Good Golly Miss Molly.
  • Bo Diddley è stato un grande cantautore e polistrumentista. Notevole chitarrista e arrangiatore, ha portato al successo una particolare ritmica che porta il suo nome (il Bo Diddley Beat, detto anche 3-2 per la sequenza di battute di rullante/timpano). Nato nel 1928, quindi dopo Berry ma prima di Richard e Elvis, ha pubblicato i suoi primi album dal 1958, anche se la sua carriera risulta fosse già attiva addirittura nel 1943. Celebre la sua Mona.
  • Fats Domino è stato un cantautore e pianista, pioniere dell’R&B e del rock’n’roll. Dall’unione di boogie woogie e blues creò tra i primi l’originario rock’n’roll. Nato nel 1928 come Bo Diddley, iniziò la sua carriera più tardi di quest’ultimo (nel 1949), ma incise subito singoli di grande successo (addirittura già nel 1950), quindi molto prima di tutti gli altri.
  • Bill Haley, leader del gruppo Bill Haley & His Comets, è il primo bianco di questo elenco ed è celebre per essere stato il primo interprete di una delle canzoni-simbolo del rock’n’roll, Rock Around The Clock (1954). Nato nel 1925, quindi prima di tutti gli altri con l’esclusione di Big Joe Turner, è stato anche la prima rockstar bianca, dunque prima di Elvis e Gene Vincent. Poi l’arrivo di Presley ne ha parzialmente eclissato la stella. Come Elvis, del resto, è stato sostanzialmente un interprete e solo raramente un autore/coautore di brani.
  • Carl Perkins è stato un cantante, compositore e chitarrista di rockabilly e rock’n’roll. Tra le star del rock bianco è stato indubbiamente quello più prolifico sul lato della composizione di musica. Il suo brano più celebre, Blue Suede Shoes del 1955, è stato poi reso ancora più popolare da una cover di Elvis. Nato nel 1932, la sua carriera si sviluppò negli anni del grande boom del rock’n’roll, ossia nel biennio 1954/1955. Insieme allo stesso Elvis, a Jerry Lee Lewis e a Johnny Cash formò il cosiddetto Million Dollari Quartet dell’etichetta Sun Record.
  • Elvis Presley non ha bisogno di grandi presentazioni. Meno musicista degli altri, si accompagnava solo con la chitarra e raramente scriveva canzoni. Elvis ebbe però il merito di rivoluzionare il costume americano, specie tra la popolazione bianca, sbaragliando senza pietà i vincoli culturali puritani in vigore fino a quella metà degli anni ’50. Nato nel 1935, quindi più tardi dei musicisti già citati, iniziò però la carriera appena diciottenne ed ebbe un successo immediato, sostenuto da un sistema discografico che cercava un rock’n’roller bianco che conquistasse il pubblico di massa. Deve la sua fama anche alla sua voce e ai suoi movimenti sensuali, divenendo così il più grande sex-symbol della storia della musica
  • Jerry Lee Lewis è stato un celebre pianista e cantante, soprannominato “The Killer” per il modo stravagante e anticonformista con cui si esibiva dal vivo. Nato nel 1935, e quindi coetaneo di Elvis, ha avuto una carriera simile, almeno nei primi anni. Una carriera iniziata nel 1954, quando suonava il pianoforte per altre star già celebri, e proseguita da solista dal 1958. Anche lui fu per gran parte solo interprete, specie delle canzoni che ha reso più famose, come Whole Lotta Shakin’ Goin’ On e Great Balls Of Fire.
  • Gene Vincent, cantante e musicista, è un altro divo del rock’n’roll bianco, anch’egli appartenente alla classe 1935. Avendo vissuto una vita colma di incidenti e scandali, non ebbe una lunga carriera, ma nel 1956 scrisse e lanciò una delle canzoni rock’n’roll più celebri di tutti i tempi: Be-Bop-A-Lula.

“Parlando di Elvis”, da Coupe DeVille

Nel mio romanzo, Coupe DeVille – Frank è tornato a casa, c’è un momento in cui i protagonisti, in visita a Graceland, la villa-museo di Elvis Presley a Memphis, dialogano sul ruolo di Elvis nella storia del rock. Leggi l’estratto cliccando qui.

 

Dario Migliorini

 

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