In un recente articolo mi sono chiesto, sapendo di non ottenere una risposta univoca, chi fosse il padre del rock.  Se Chuck Berry, Little Richard ed Elvis Presley figurano spesso come i nomi più gettonati, nell’articolo ho annotato come alcuni nomi (Big Joe Turner, Fats Domino e Bo Diddley) avessero suonato rock’n’roll, o almeno una sua forma primordiale, ben prima della cosiddetta “trinità del rock’n’roll”. Ha senso invece chiedersi: Chi è la madre del rock? Esiste una figura femminile che può essere considerata la pioniera, l’origine del rock’n’roll? Alcuni grandi nomi femminili di quell’epoca, come Big Mama Thornton, Billie Holiday e Ella Fitzgerald, sono celebrate come le grandi donne del blues e del jazz, ma non del rock. Erano fondamentalmente grandi interpreti, grazie alla loro splendida voce e alla loro importante personalità, ma il rock doveva avere altre caratteristiche. Due in particolare: una base ritmica boogie-woogie e una chitarra elettrica da far ruggire. Esiste una figura femminile del genere? Ha senso chiedersi: Chi è la madre del rock?

Sister Rosetta Tharpe

Sì, esiste. Se nell’universo maschile si discute su chi possa essere il progenitore del rock, sul lato femminile ci sono pochi dubbi. Mentre Big Joe Turner, già negli anni Trenta, imbastiva una sorta di rock ante litteram, ma lo faceva servendosi solo della sua caratteristica voce e di un grande pianista boogie-woogie come Pete Johnson, la quasi coetanea Rosetta Atkins (nata nel 1915, quindi quattro anni dopo di Turner) già alla fine degli anni ’30 raggiunse una grande popolarità con canzoni che allora fecero scandalo, perché univano il sacro e il profano, ma che furono i primi brani rock’n’roll della storia. Con il nome d’arte di Sister Rosetta Tharpe (cambiò il cognome acquisito dal marito da Thorpe in Tharpe dopo che i due si separarono), la cantante e chitarrista del’Arkansas fuse il gospel, di cui era già una star, con il blues, vi applicò una ritmica boogie-woogie e incise alcuni brani, come Rock Me e Lonesome Road, che possono di diritto essere considerati come la fucina in cui venne per la prima volta forgiato il rock’n’roll. Soprattutto un brano successivo, Strange Things Happening Every Day, registrata nel 1944 con la Tharpe alla chitarra e Sammy Price al pianoforte, è probabilmente la prima canzone rock’n’roll della storia. Questo circa dieci anni prima che Chuck Berry, Little Richard ed Elvis Presley entrassero in una sala di registrazione.

La chitarra elettrica

Ciò che rende Sister Rosetta Tharpe la vera madre del rock’n’roll (qualcuno l’ha definita la nonna del rock’n’roll, altri la madrina del rock’n’roll) non è solo la fusione del gospel e del blues, del sacro e del profano con l’utilizzo di una base ritmica boogie-woogie, ma è anche – forse soprattutto – l’utilizzo della chitarra elettrica. Con almeno quattro tratti distintivi.

  1. l’utilizzo della distorsione
  2. ad imbracciare la chitarra non era un navigato session-man, ma la stessa Tharpe
  3. lei non si limitava ad accompagnare il suo canto con una ritmica di accompagnamento, ma eseguiva assoli di chitarra con una tecnica del tutto invidiabile (la sua era una bellissima Gibson SG). A chi le diceva che lei suonasse come uomo, lei rispondeva: “No, nessun uomo può suonare come me”.
  4. Sister Rosetta era anche compositrice delle sue canzoni e non solo interprete, oltre che autrice dei testi delle sue canzoni, originali e sfrontati, anti-conformisti, un mix di spiritualità e sessualità.

Riconoscimenti

Cosa dite: ci sono elementi sufficienti per dichiarare che il rock abbia avuto una progenitrice donna? Chiamatela madre, madrina o nonna, ma quanto deve il rock – e specificatamente il rock’n’roll maschile dei grandissimi nomi saliti nell’Olimpo – a questa coraggiosa e innovativa donna dell’Arkansas? Per rispondere a questa domanda, sentiamo loro. Little Richard ricordò la prima volta che – quattordicenne alle prime armi – salì su un palco: fu quando fece da spalla alla già affermata Sister Rosetta Tharpe. Nel 1992 Johnny Cash citò la Tharpe tra le sue maggiori influenze quando ha ricevuto l’introduzione alla Rock’n’Roll Hall Of Fame. Ma fa molta impressione una dichiarazione che Chuck Berry rilasciò a consuntivo della sua carriera: “Il mio percorso musicale è una lunga imitazione di Rosetta Tharpe”. Sono solo alcuni dei riconoscenti plausi che i grandi del rock hanno tributato alla Tharpe. C’è anche un aneddoto: si racconta anche che nel 1964, quando Rosetta, giunta quasi all’epilogo della sua carriera, si esibì al Wilbraham Road Rail Station di Chorltonville, nei pressi di Manchester, un luogo da concerti ormai decrepito, tra i giovani chitarristi che assistettero ammirati all’evento ci furono Eric Clapton, Jeff Beck, Keith Richards e Brian Jones, che diventeranno tra i più acclamati guitar heroes della storia del rock.

La Rock’n’Roll Hall Of Fame

A proposito di Rock’n’Roll Hall Of Fame, il nome di Rosetta Tharpe è stato introdotto solo nel 2018. Un ritardo probabilmente causato anche dal maschilismo imperante che ha dominato per decenni anche il mondo del rock. La breve motivazione che è stata iscritta per la sua introduzione al prestigioso riconoscimento è: “Senza Sister Rosetta Tharpe, il rock and roll sarebbe una musica diversa. Lei è la madre fondatrice che ha dato l’idea ai padri fondatori del rock.” Una motivazione che le toglie qualcosa: riferendoci a Chuck Berry, Little Richard ed Elvis Presley possiamo parlare di Re del Rock’n’Roll, ma non certo di padri fondatori. Quelli sono venuti prima e Sister Rosetta Tharpe è certamente tra di essi. Per di più una donna con la chitarra: l’immagine più dirompente che potesse esserci in un mondo in cui al massimo le donne di colore cantavano nei cori in chiesa.

 

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Dario Migliorini

 

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