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Come scrivere un romanzo (2° puntata)

Aggiornato il 15 Apr, 2022 | Words and Music |
come scrivere un romanzo 2

Eccoci alla seconda puntata di “Come scrivere un romanzo?” Hai letto la prima puntata? Ti avevo presentato questa mia idea di condivisione delle mie esperienze nella scrittura, in particolare con la stesura del mio romanzo Coupe DeVille (Frank è tornato a casa). Una condivisione con i miei lettori, ma anche con chi vuole conoscere quale lungo lavoro sta dietro alla creazione di un romanzo. Con chi si sta chiedendo la stessa domanda che mi sono posto io: “Come scrivere un romanzo?” Dopo quella puntata introduttiva, oggi è il momento di entrare nel dettaglio. Ti parlerò dell’ideazione della trama, degli obiettivi che uno scrittore si deve porre fin dal principio (quale genere, quali messaggi, quale target di lettore), dell’importante lavoro di strutturazione di un romanzo. Oggi avrai conoscenza della genesi di Coupe DeVille e inizierai con me a dare qualche prima risposta a quella fatidica domanda: “Come nasce un romanzo?”

COME IDEARE LA TRAMA DI UN LIBRO?

La stesura di un romanzo non può che partire dall’idea di una trama. Concepire una trama dal nulla è sicuramente complicato. Che storia vuoi sviluppare? Una storia d’amore? Un’avventura? Un romanzo storico? Un thriller o un giallo? Quante altre opzioni ci potrebbero essere, considerando oltretutto che molte di esse possono sovrapporsi e mescolarsi? Coupe De Ville ne è un esempio, ma quanti più celebri? Uno lo conosciamo dai tempi della scuola: I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Al centro c’è una storia d’amore, ma non sbaglieremmo se lo definissimo anche un romanzo storico o un romanzo d’avventura, persino con spunti thrilling. Un altro esempio? John Grisham, celebre romanziere americano, ambienta le sue storie nei tribunali, tra giudici, avvocati e imputati di qualche delitto. Eppure ogni romanzo è differente perché si sviluppano diverse storie d’amore, questioni civili, interessi economici e di potere. Alcuni rimangono nella stretta ambientazione di una città americana, altri sconfinano verso diversi lidi nel mondo. Alcuni sviluppano la storia in pochi giorni o mesi, altri abbracciano un arco temporale più ampio, di anni o persino di decenni.

L’ispirazione

Molto spesso viene in aiuto un’ispirazione. Un fatto di cronaca, un altro romanzo, una canzone, una poesia, una testimonianza diretta. Anche un’esperienza personale. Nulla di male: essere ispirati da qualcosa aiuta ad accendere la lampadina e rappresenta un buon inizio. Avere un’ispirazione non esclude la scrittura creativa, ossia lo spazio creativo di chi scrive, l’idea distintiva. Nel mio caso, ad esempio, l’ispirazione per la trama di Coupe DeVille è arrivata dai testi delle canzoni di Bruce Springsteen. Mi sono detto: “Le canzoni di Springsteen raccontano la vita di persone della working class, che devono lottare per sopravvivere o cercare la propria strada, che cadono e provano a rialzarsi, inseguendo un riscatto, grazie all’amore e all’amicizia di chi hanno accanto. Voglio scrivere un libro che esprima questi valori.” Ecco l’ispirazione! Essa mi ha consentito di accendere la famosa lampadina, ma anche di decidere quando e dove ambientare la storia di Coupe DeVille. Pronti, si parte!

Dai una struttura al tuo romanzo

Quando hai stilizzato la trama del tuo libro, definisci immediatamente l’ossatura della storia. Quando sei ispirato, vorresti subito scrivere a ruota libera, ma fermati un attimo! Prima di scrivere Coupe DeVille, mi sono posto alcune domande: “Quando inizia la storia? Che dinamica cronologica le dai? Dove la ambienti? Conosci quei posti o necessiti di approfondire? Quali sono i personaggi chiave e i fatti essenziali? Hai già in mente un finale, almeno un’idea di massima?” Un’altra domanda essenziale: “Hai stabilito il messaggio che vorresti rimanga nella testa e nel cuore di chi lo leggerà?” La cosiddetta morale della storia: non necessariamente valori o sensazioni positive, non tutto può essere a lieto fine. Ma forse anche nei disvalori e nei drammi, persino nelle tragedie, il lettore può sentirsi accresciuto dopo la lettura. Se, prima di scrivere, hai dato risposta a queste domande, allora puoi disegnare il primo scheletro del tuo romanzo.

Arriverà il tuo lettore all’ultima pagina?

Quella struttura di base ti sarà utilissima per raggiungere un obiettivo fondamentale: evitare di perderti in rivoli secondari e inutili, che portano il lettore a smarrire il fulcro della storia. Togliti dalla testa che un romanzo sia tanto più bello quanto più complessa è la trama. L’errore è dietro l’angolo: in particolare quello di confondere il lettore e perderlo per strada. A quel punto lui chiuderà il libro e, probabilmente, non lo riaprirà mai più. Immagina che il lettore stia viaggiando su una strada. Non sa precisamente dove andrà a finire, ma di certo desidera arrivare dove troverà delle risposte e potrà sentire soddisfatte le proprie aspettative. Accetterà di buon grado qualche deviazione dal percorso principale, ma solo se quelle deviazioni saranno funzionali alla storia e non fini a se stesse. Le altre lasciale in disparte, potranno essere buone idee per un altro romanzo.

HAI DEFINITO I TEMPI GIUSTI?

La struttura della trama non può prescindere da un impianto cronologico ben fatto. L’errore in cui ci si può imbattere è quello della perdita della coerenza cronologica. Un errore che diventa ancora più frequente laddove la sequenza degli eventi copre un arco temporale ampio e coinvolge persone e luoghi differenti. Nel caso di Coupe DeVille questo rischio era fortissimo. La trama abbraccia diversi decenni della vita di Frank Joyce e coinvolge tanti personaggi, tra protagonisti, coprotagonisti, personaggi minori e comparse. C’è di più: ho anche impostato il romanzo con la tecnica del flashback: il racconto passa di frequente dal presente al passato ed a diverse profondità di passato, dagli anni Sessanta al nuovo millennio. Consapevole del forte rischio di incoerenza temporale che stavo correndo, ho creato da subito un elenco cronologico di eventi con una profondità storica (lo trovi nell’allegato 1).

I cambi in corsa

In realtà l’impianto finale è stato strutturato solo in parte prima della stesura del romanzo. Come è normale, la storia nel frattempo si è evoluta anche in eventi non previsti all’inizio. Sarebbe stato quasi assurdo il contrario. Però ti assicuro due cose: a) la struttura di base è rimasta intatta. Se così non fosse stato, allora avremmo parlato di un’altra trama e sarebbe stato il caso di ripianificare tutto; b) quando introducevo qualcosa di non pianificato nella trama iniziale, andavo immediatamente a inserirlo nella cronologia e a verificare che fosse coerente con il resto della trama. Nell’allegato 2 trovi l’albero cronologico degli eventi nel presente. In Coupe DeVille, la storia nel presente si svolge nel 2014. Di conseguenza, sempre per preservare la coerenza cronologica del viaggio in corso, ho stilato il calendario giornaliero degli eventi e degli spostamenti.

Curiosità

In Coupe DeVille, come detto, è decisamente presente la tecnica del flashback, ossia il frequente passaggio tra tempi diversi della storia. È un flashback il passaggio dal momento attuale, in cui il protagonista è adulto, a quando era un ragazzo, quindi molti anni prima. Ma è un flashback anche semplicemente il ritorno alla sera precedente rispetto al tempo presente del racconto. Pur comportando dei rischi, il flashback è insieme molto utile e affascinante. È utile perché dona maggiore dinamica alla tua storia, rendendola più avvincente. È affascinante perché ti consente di sorprendere il tuo lettore, togliendoli quegli elementi probabili che lui si aspetterebbe in una sequenza puramente cronologica. Pensa a quanti film si strutturano sul flashback e come sarebbero più piatti se non ci fosse. Uno dei grandi film di Sergio Leone, tra i più belli di sempre, C’era Una Volta In America, deve buona parte della sua magnificenza proprio al continuo flashback.

Tira tu le conclusioni…

  • Rileggendo le prime due puntate di Come scrivere un romanzo? trovi utile questa mia iniziativa?
  • Sei curiosa o curioso di leggere anche le prossime puntate di Come scrivere un romanzo?
  • Hai visto gli allegati sulla struttura cronologica del romanzo? Pensi sia un’attività essenziale o superflua?
  • Hai letto Coupe DeVille? Se desideri avere informazioni sul romanzo, le trovi qui (sinossi, recensioni, piattaforma di acquisto)

Esprimere se stessi è segno di vitalità e di distinzione. Fallo anche tu e commenta qui.

Dario Migliorini

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Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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