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Darkness On The Edge Of Town, Bruce Springsteen

Aggiornato il 22 Feb, 2021 | Words and Music |
darkness on the edge of town

Pubblicato nel 1978, Darkness On The Edge Of Town è il disco che Bruce Springsteen pubblicò dopo il grande successo di Born To Run e del successivo tour. Tuttavia, nonostante Bruce continuasse a scrivere canzoni in quantità stupefacente, il nuovo disco fu pubblicato solo dopo tre lunghi anni. La tardiva pubblicazione di Darkness On The Edge Of Town non fu legata a scelte artistiche, come invece era stato per il suo predecessore, quanto a motivi manageriali e legali. Il successo di Born To Run fece emergere lo squilibrio economico del contratto che Springsteen aveva firmato anni prima con il manager Mike Appel. Paradossalmente Bruce, nonostante il successo e la notorietà, si ritrovò con le tasche semivuote e, cosa ancor più grave, senza il controllo sulla sua produzione artistica. Lo scontro con Mike Appel fu acuito anche dall’influenza sempre maggiore che il nuovo manager Jon Landau iniziava ad avere su Springsteen.

LE NUVOLE SCURE DI DARKNESS ON THE EDGE OF TOWN

Lo scontro con Mike Appel, che approdò anche in tribunale per una lunga e intricata causa legale, contribuì a gettare Springsteen nello sconforto e a condizionare la sua stessa produzione lirica. Le canzoni che Bruce scrisse in quel periodo avevano per gran parte una visione più scura della vita e del mondo. Ma non fu solo questo a motivare la decisa sterzata tematica da Born To Run a Darkness On The Edge Of Town. Springsteen, ormai avviato verso i trent’anni di età, aveva iniziato a leggere romanzi e racconti e a guardare film. Autori come John Steinbeck e Flannery O’Connor da un lato e una serie di film neorealisti dall’altro gli avevano svelato una società americana tutt’altro che florida e colma di opportunità. Se il sogno americano gli appariva già sfuggente in Born To Run, mentre scriveva le canzoni per l’album del 1978 lo interpretò come una vera e propria menzogna.

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La presa di coscienza

Con Darkness On The Edge Of Town Springsteen si rese conto che la vita non è solo il sogno musicale, un’automobile, una ragazza, una compagnia di amici e il desiderio di fuga verso il sole, cantato in Born To Run. La vittoria agognata in Thunder Road, andandosene da una città di perdenti, è per tante persone un puro miraggio. C’è gente che rimane attanagliata nelle proprie debolezze e avversità (come i ragazzi persi nel nulla di Something In The Night, quelli che muoiono poco a poco in Racing In The Street, oppure come il protagonista di Streets Of Fire). Ma anche le persone che lavorano duro per il proprio avvenire devono fare i conti con una società che prova a metterle all’angolo (come succede al tenace protagonista di The Promised Land). Ecco che si avvicinano le nuvole scure e scende il buio che avvolge la periferia della città. Ecco che le strade e le auto prendono fuoco.

Il rapporto con il padre

Anche l’orizzonte di Springsteen, nonostante il successo artistico, sembra prendere sfumature a tinte grigie. Oltre alle vicende legali c’è anche la situazione familiare a irretire il suo spirito. Due canzoni dell’album fanno riferimento al rapporto che lega Bruce a suo padre. Adam Raised A Cain mette a fuoco la difficile relazione con Douglas Springsteen. Una relazione da cui lui non può e nemmeno vuole fuggire, ma che fa sentire tutto il suo effetto proprio mentre Bruce sta definitivamente compiendo la sua scelta di vita. Il rapporto di amore-odio verso il padre genera in Springsteen una lacerazione interiore. Lo vede ammalato e capisce che il duro lavoro in fabbrica (Factory è l’altra canzone di ispirazione “paterna”) non fa altro che aggravare la sua situazione. Bruce lascia trasparire da un lato la necessità di sganciarsi da quell’amore in catene e dall’altro il profondo legame che lo unisce al padre (in Factory il ragazzo, commosso, vede il vecchio Doug varcare i cancelli della fabbrica e uscirne la sera distrutto nel fisico e nel morale).

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L’album “simmetrico”

Le dieci canzoni che compongono Darkness On The Edge Of Town, soprattutto se ordinate in due cinquine come nei due lati del classico LP su vinile, vanno a comporre un perfetto album “simmetrico”. Infatti i brani sono disposti secondo una precisa logica di significati. Badlands si accoppia con The Promised Land: entrambe vedono i protagonisti combattere nelle avversità e trovare lo stimolo per reagire e credere nella possibilità di riscatto. Adam Raised A Cain e Factory sono accomunate dallo stesso tema di fondo: il rapporto con la figura paterna. Something In The Night e Streets Of Fire narrano entrambe di quelli che non ce la fanno, di chi viene sconfitto. Candy’s Room e Prove It All Night cercano la voglia di vivere nella forza dell’amore, pur tra le difficoltà. Infine Racing In The Street e la title track parlano di uomini, entrambi piloti di auto, che devono affrontare se stessi e i propri errori e pagare il duro prezzo.

TRA ROCK ACIDO E MELODIE SENZA TEMPO

Mentre Born To Run è un album prettamente rock, Darkness On The Edge OF Town ritrova, al fianco di brani ruvidamente rock, anche sonorità più acustiche e melodie più malinconiche. Badlands, Candy’s Room, Prove It All Night, Adam Raised A Cain e Streets Of Fire abbracciano il rock più viscerale (le ultime due con un sound sanguigno e ruvido), sostenuto dal finalmente consolidato tandem chitarristico Springsteen/Van Zandt. Le altre cinque canzoni vedono maggiormente protagonista la melodia e riportano in primissimo piano, nell’ambito della E Street Band, il pianoforte di Roy Bittan e l’organo di Danny Federici. Dai tempi di Thunder Road, torna anche l’armonica a bocca in The Promised Land. Badlands si rivela, nelle sue tematiche e nei suoi arrangiamenti musicali, il trait d’union tra due album così diversi come Born To Run e Darkness On The Edge Of Town. In essa si ritrovano, nonostante i fuochi incrociati che provano a bloccare il protagonista, l’amore, la speranza e la fiducia di venirne fuori, andandosene da quelle terre maledette. E nella stessa canzone torna appaiato il duo Springsteen/Clemons in un doppio assolo che è tra i momenti più alti, anche a livello simbolico, di un’intera carriera.

Curiosità

Il periodo intercorso tra la pubblicazione di Born To Run e quella di Darkness On The Edge Of Town non è passato invano. Quello è stato infatti il periodo di maggiore creatività di Springsteen, che si narra abbia scritto oltre cento canzoni. Questo enorme patrimonio artistico è stato per gran parte preservato. Infatti, oltre ai brani che sono poi rientrati nell’album, sono state poi pubblicate decine di altre canzoni. Alcune sono rientrate nel successivo disco The River, altre nella raccolta Tracks (1998), altre ancora nel cofanetto celebrativo The Promise: The Darkness On The Edge Of Town Story (2010).

 

Dario Migliorini

 

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Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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