Don Winslow incorona Bruce Springsteen nelle sue ispirazioni e preferenze. Il grande scrittore americano di romanzi noir ha parlato della grande influenza che Bruce ha avuto su di lui, nella scrittura e nella vita. Si sa, Springsteen è uno dei più grandi cantautori di tutti i tempi. Condivide, a mio parere, la posizione nell’Olimpo dei grandi cantautori con alcuni altri nomi entrati nel mito. Mi vengono in mente Bob Dylan, Leonard Cohen, Johnny Cash, Neil Young, Van Morrison, Tom Waits, solo per citare i più grandi. Springsteen si eleva per una peculiarità: la sua capacità di raccontare storie. Raramente le sue canzoni hanno rappresentato manifesti di ideali o fughe oniriche. Molto più spesso, anche quando il tema era sociale o politico, Bruce lo ha affrontato tramite il racconto di una storia. È entrato nelle vite ordinarie delle persone, specie dei ceti meno abbienti, e ne ha raccontato le vicende. A volte è stato ispirato da fatti veri, ma il più delle volte si è lasciato guidare dalla sua fantasia, dal suo talento.

Film e romanzi ispirati a Bruce

Spesso, le canzoni di Springsteen vanno così a rappresentare copioni di potenziali film. Più di una volta ha davvero ispirato registi e sceneggiatori. Ma le sue canzoni hanno anche guidato la creatività di scrittori. A proposito di questo, una recente testimonianza lo ha confermato. Il celebre scrittore noir Don Winslow ne ha parlato a Roma durante la presentazione del suo ultimo romanzo, Città di Rovine. Il titolo dell’opera è peraltro significativo, considerando che Springsteen ha scritto la canzone My City Of Ruins, tratta dall’album The Rising del 2002. Winslow ha testimoniato quanto le liriche di Springsteen lo abbiano ispirato non solo per i suoi romanzi, ma anche per le sue scelte di vita. In merito alla scrittura, Danny Ryan, il protagonista della trilogia a cui appartiene anche Città di Rovine, è totalmente ispirato ai personaggi di Bruce. Sulle scelte di vita, Winslow racconta come si sia convinto a scappare dalla nativa Rhode Island proprio grazie a Born To Run e Thunder Road.

Le dichiarazioni di Don Winslow

Ecco qui di seguito alcune delle dichiarazioni che Don Winslow ha rilasciato a Roma, parlando di Bruce Springsteen. “Sono cresciuto in una città alla Bruce Springsteen. Una città sul mare. Dove sono cresciuto era tutto squallido, ruggine, disoccupazione”. (…) “Me ne sono andato dalla mia città, lì non c’era niente per me” (lo dice citando i versi di Thunder Road). “Così ho descritto Danny, il protagonista di questi romanzi, come un tipo alla Springsteen. Sono cresciuto con ragazzi come lui, ascoltando musica sulla spiaggia. La classe operaia, la lotta contro il sistema e il desiderio, quasi l’ansia, di cercare la mia libertà sulla Great American Highway. Io ancora oggi guido attraverso il paese due volte all’anno. Conosco la gente che vive su quelle strade”. (…) “Bruce ha scritto ‘Darkness on the Edge of Town‘, per me la più bella canzone di sempre. È involontariamente un noir, perché il noir vive nel buio ai margini della città: non con le belle persone, ma con le persone che vivono in quelle zone di confine. Il testo di quella canzone è diventato il mio inno personale nella scrittura. Springsteen non poteva che scegliere il noir, che è l’unico genere che parla di conflitti, persone che non hanno alcuna possibilità”.

 

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Dario Migliorini

 

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