Oggi racconto una storia davvero incredibile ed emozionante. Una storia di umanità, di passione, di musica. Una storia che coinvolge in qualche modo Bruce Springsteen. Umanità, passione, musica, Bruce: praticamente tutti sinonimi.

 

Michele Tagliaferri è un ragazzo di 33 anni, vive a Piacenza con i suoi genitori. È un ragazzo appassionato di musica, in particolare di rock e, ancor più, di Bruce Springsteen. Lo vive, lo guarda, lo ama. E lo sente. Sì… lo sente, nonostante non possa ascoltarlo, perché Michele a due anni è stato colpito da una malattia che lo ha reso sordo.

Dai concerti ai video casalinghi

Tutto è incominciato nei primi anni ’90. Il piccolo Michele è nato da due genitori appassionati di rock. Il padre Luigino aveva assistito al mitico concerto di Milano San Siro del 1985 e tre anni dopo era tornato a vedere Springsteen a Torino, questa volta portando anche Laura, sua moglie. Entrambi diventarono fan accaniti di Bruce, ma la sventura che colpì il piccolo Michele li condizionò fortemente. Basta concerti, basta locali e feste. La musica che ascoltarono in quegli anni si limitò a quella trasmessa in radio e in televisione. Guardavano in particolare i programmi che le emittenti televisive mandavano a tarda ora sul rock. Il piccolo Michele, mentre giocava sul pavimento, durante quei programmi musicali si voltava immancabilmente verso la tivù. Non poteva certo ascoltare quella musica, ma le basse frequenze emanate dal televisore si trasferivano tramite il pavimento nei suoi piedi e nelle sue mani, fino al cuore. E quella sensazione gli piaceva, eccome se gli piaceva. Così iniziò a chiedere a mamma e papà di mettere le videocassette musicali che possedevano.

La passione scocca come una scintilla

Tra quelle videocassette non poteva mancare la Video Anthology di Bruce Springsteen, pubblicata nel 1989. Un giorno Laura e Luigino la inserirono nel lettore e, una volta schiacciato il tasto play, Michele si voltò verso lo schermo e vide quell’uomo con la chitarra che suonava e cantava come se non ci fosse un domani. Per il bimbo fu amore a prima vista.
Nel giro di pochi anni Michele, ormai ragazzino, iniziò a chiedere ai genitori di portarlo nei negozi di dischi, nei mercatini e presso le edicole, ogni volta che sapeva che sarebbe uscito un disco, un articolo o una pubblicazione che riguardava Bruce. Oggi, a distanza di tanti anni, Michele ha già assistito a diversi concerti di Bruce Springsteen e possiede 18 chitarre, dello stesso colore o modello di quelle usate da Bruce. Non le sa suonare nel senso più compiuto del termine, ma se lo vai a trovare ne imbraccia una e ti fa sentire quanto è bravo a interpretare Born In The U.S.A. acustica con il bottleneck. Ha ogni disco e video ufficiale di Bruce, ma soprattutto centinaia di registrazioni trovate sul web, nei mercatini o nel negozio di dischi di fiducia nella sua città, che sa di doverlo avvisare quando arriva qualcosa di nuovo. E poi poster, interi album di ritagli di giornale, riviste introvabili, orologi e calamite, pupazzetti e modellini di chitarre, cuscini e libri. Questo… e ancora tanto altro, purché abbia un riferimento a Bruce Springsteen.

   

Il miracolo della musica

Oggi Michele è a suo modo una persona famosa. Nel mondo dei fan springsteeniani in molti lo conoscono e ne ammirano la caparbia adorazione per Springsteen. Lui partecipa a tanti raduni di fan, dove assiste paziente ed entusiasta a concerti che lui può solo vedere e ad interventi parlati che mamma Laura può solo tradurgli con il linguaggio dei segni. La Libertà, il quotidiano di Piacenza, gli ha dedicato un’intera pagina, portandolo ad esempio per tutte le persone che non si arrendono a una disabilità. Addirittura gli è capitato di partecipare a una kermesse musicale nella quale è salito sul palco e, vestito esattamente come Springsteen nel video ufficiale di Born In The U.S.A., ha eseguito la perfetta imitazione visiva del suo idolo. Di recente ho avuto l’onore di visitare il suo piccolo regno delle meraviglie, davvero stupefacente. Ma soprattutto ho avuto il piacere di conoscere meglio una bella famiglia e un ragazzo che ha davvero tanto da insegnare a tutti noi. Go ahead, Michele, nothing is gonna stop you!

 

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Dario Migliorini

 

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