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Downbound Train, Bruce Springsteen

Aggiornato il 26 Feb, 2022 | Words and Music |
downbound train

Non te lo auguro, ma non ti mai capitato di vivere la delusione per la fine di una storia d’amore? Downbound Train, quinta traccia del celebre album Born In The USA (1984) di Bruce Springsteen, racconta della tristezza e delle vane speranze di un uomo che ha perso il suo amore. Downbound Train, come del resto la title track di quel disco, girava già nella penna e nel plettro di Springsteen già dai tempi di Nebraska (1982), ma ne era stata esclusa all’ultimo. La sua bellezza e la sua ottima resa in versione full band, però, convinsero Bruce, Steve Van Zandt e Jon Landau a inserirla nella tracklist di Born In The USA, sebbene non rientrò nel folto elenco dei singoli estratti dall’album. Tra i fan di Springsteen Downbound Train è acclamata come uno dei migliori brani del disco e ricercata tra le perle rare che più si vorrebbero sentire dal vivo.

L’AMORE VITTIMA DELLE DIFFICOLTA’

Forse Downbound Train non ha la forza commerciale di una potenziale hit, come quelle che Springsteen lanciò come singoli in quel fortunato 1984, ma è senza dubbio una canzone dalla grande portata artistica. Sul lato lirico è una delle canzoni dell’album che più si legano alle tematiche di The River. In quell’album Springsteen indagava sulla formazione di una coppia (e di una famiglia) e sulle difficoltà sperimentate da un sentimento di unione, quando le vicissitudini economiche e sociali con le quali la coppia convive minano la solidità del rapporto e lo portano alla rottura. Tornano alla mente brani amari come Jackson Cage e Fade Away, nelle quali troviamo coppie che vivono quel momento di disillusione. Nella prima è forte l’influenza distruttiva di una società che emargina le persone, nella seconda è prevalente la disperazione sentimentale di un uomo che spera invano di recuperare la relazione terminata.

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Il senso di precarietà

In Downbound Train (leggi qui la traduzione) troviamo entrambi gli elementi. Da un lato una società che mina la solidità economica della coppia con il licenziamento dell’uomo dal suo posto di lavoro più sicuro, offrendo in sostituzioni lavori duri, precari e sottopagati. Dall’altro la speranza di un uomo che vuole riconquistare l’amore della sua compagna, ottenendo in cambio solo incubi notturni. In canzoni come Racing In The Street e Darkness On The Edge Of Town il fallimento della coppia sembrava causato dagli errori commessi dal protagonista. In Downbound Train, invece, i motivi della rottura sono più da ricercare nell’impatto esogeno e negativo della società e nella conseguente impossibilità di mantenere realizzabili i sogni e gli obiettivi di una coppia.

Il fischio del treno

Come detto, il protagonista, un operaio un tempo soddisfatto e felice, perde il suo lavoro e si ritrova ad affrontare impieghi pesanti e precari. I tempi duri si portano via anche l’amore e lui non riesce a superare l’avvilente senso di abbandono provocato dall’addio della donna. Un senso che si sostanzia nel fischio lancinante del treno che lei ha preso quando se n’è andata, quello stesso fischio che si ripresenta spesso durante le notti insonni. La poesia springsteeniana si mostra in tutta la sua bellezza proprio in quel suono lagnoso. C’è un treno fischiante che si è portato via l’amore della vita, c’è ancora un treno fischiante che ora, in metafora, porta in basso il protagonista, costringendolo allo sconforto.

Una meravigliosa sequenza da film

Se è vero che Springsteen ha tra le sue migliori qualità liriche la capacità di raccontare una storia per immagini e sequenze, Downbound Train ne è un grande esempio. La sequenza centrale del testo, nella quale il protagonista si sveglia di soprassalto da un sogno, pensando di aver sentito la voce della suo donna, lascia senza respiro per la sua sconfortante bellezza. L’uomo si precipita nella vecchia casa della coppia, dove spera di trovarla, e invece riesce solo a sentire in lontananza quel fischio maledetto. Il fischio di un treno che va solamente verso il basso. Alla fine il protagonista si inginocchia e piange, stringendo la testa tra le mani. È tutto talmente vero che sembra di vedere la scena ed è davvero difficile trattenere la commozione.

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TRA CHITARRE E SINTETIZZATORI

Pur essendo stata concepita in una versione nuda, chitarra e voce, Downbound Train si presenta come una ballata elettrica a tempo medio, con una chitarra acustica elettrificata a condurre il tema musicale principale in un mood più country rock e una chitarra elettrica a eseguire riff che spostano il sound verso un rock più determinato. Dalla seconda strofa subentra anche un tappeto di tastiere sintetizzate, suonate da Roy Bittan. Le tastiere diventano così l’elemento melodico che non solo arricchisce il suono durante il cantato, ma ha l’incarico di disegnare gli assoli che occupano le parti strumentali, sia a metà canzone sia nel finale sfumato. Springsteen, in particolare, decide di farsi accompagnare solo dalle tastiere e da un delicato arpeggio di chitarra acustica nella lunga parte cantata centrale, che si basa sul giro delle strofe, mentre canta sofferente l’impeto vano con cui il protagonista si illude di ritrovare la donna amata nella loro vecchia casa. Downbound Train è una delle canzoni di Born In The USA che fa maggiore utilizzo dei suoni sintetizzati della tastiera. Un’inattesa novità nell’evoluzione del sound della E Street Band e della produzione musicale di Springsteen che non tutti apprezzarono, almeno in quell’epoca.

Curiosità

È possibile che Springsteen abbia preso in prestito il titolo della canzone (ma solo quello) da un brano di Chuck Berry del 1955, intitolato Down Bound Train. Il brano del mitico rocker nero, però, parlava di tutt’altro e in particolare della dipendenza dall’alcol, qualcosa che lo buttava a terra come un treno manovrato dal diavolo in persona. Per ciò che riguarda invece le esibizioni dal vivo, Downbound Train fu suonata da Springsteen raramente dopo il Born In The USA Tour. Anche per questo, considerando il generale gradimento raccolto presso gli ammiratori, le sue rare proposte dal vivo sono accolte come vere e proprie chicche.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Downbound Train? Cosa ne pensi?
  • Leggi la traduzione della canzone e dimmi… cosa pensi di quella sequenza centrale di scene?
  • In base alla tua esperienza e ai tuoi gusti che effetto ti fa l’utilizzo dell’elettronica nel rock?
  • Hai mai vissuto qualcosa di simile? Spero di no ma, se sì, lo puoi raccontare?

Esprimere se stessi è segno di vitalità e di distinzione. Fallo anche tu e commenta qui.

Dario Migliorini

 

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Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

2 Commenti

  1. corrado.colantuoni

    Ciao Dario mi stavo rileggendo la tua recensione per inserirne alcuni stralci in un video che sto per pubblicare sulla mia pagina e devo dire che non è esagerato definire la parte centrale del testo “una meravigliosa sequenza da film”. Specie con la traduzione a video ti sembra di vedere nitidamente una sequenza di immagini belle ed emozionante. A proposito ora che ho per la mia pagina un pubblico per circa un 40% internazionale mi sto cimentando anche a riportare in inglese alcuni stralci delle tue belle recensioni. Un caro saluto Corrado

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    • Dario Migliorini

      Grande Corrado, il tuo lavoro è davvero bello. E sono felice che tu abbia a riferimento le mie recensioni e le mie traduzioni. Come già detto, spero in futuro di avere un po’ di tempo per ragionare con i miei web master per capire come si potrebbe collaborare. Ma intanto incrociamoci così. Ad maiora!!!

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