Speravamo non succedesse mai ma, ahimè, è arrivato il giorno. A 98 anni è morta la mamma di Bruce Springsteen. Adele Ann Zerilli era nata il 6 maggio 1925 e quindi avrebbe compiuto 99 anni tra qualche mese. Proprio il 6 maggio dell’anno scorso scrissi un articolo in occasione del suo 98esimo compleanno, ricordando la figura di Adele e l’importanza che ebbe nella crescita umana e professionale del figlio (leggilo qui). Ora che è morta la mamma di Bruce Springsteen, anche i milioni di fan del Boss sparsi in tutto il mondo esprimono tutto il loro amore per una donna che adorano, non solo per il normale affetto che si può provare per la madre del proprio idolo, ma proprio per la sua forza, per la sua indole ottimista e per la passione per la musica, che ha trasferito al suo primogenito. Noi italiani, poi, abbiamo un motivo in più per provare tristezza, ma anche tanta gratitudine per questo splendido esempio di donna e di madre, date le sue origini qui nel Belpaese.

C’era una volta a Vico Equense

Un po’ di storia genealogica: era la metà dell’800 quando Raffaele Zerilli, figlio di Andrea e di Rosa Veniero e bisnonno di Bruce Springsteen, era uno degli uomini più in vista di Vico Equense, il borgo che apre la Penisola Sorrentina. Nel borgo, infatti, Raffaele gestiva il Gran Caffè Zerilli, il caffè più importante della località, sito proprio nella piazza principale (il locale, dopo anni di chiusura, è stato di recente rivitalizzato da una nuova gestione). Raffaele sposò Raffaella Aiello e tra i suoi figli ebbe Antonio Andrea Alessandro, nato nel 1887 e dunque nonno di Bruce Springsteen. Considerate le miserie dell’Italia di quel tempo e le opportunità che si aprivano in America, nel 1899 Raffaele decise di emigrare negli States, portando con sé la sua numerosa famiglia, tra cui ovviamente il dodicenne Antonio. Stabilitisi dapprima a San Francisco, poi a New York, gli Zerilli si fecero strada. Antonio, in particolare, si laureò in giurisprudenza e divenne avvocato. Sposò un’emigrata italiana come lui, Adelina Sorrentino, dalla quale ebbe tre figlie, Dora, Ida e Adele Ann. Le zie di Bruce Springsteen, insieme ad Adele, diventeranno a loro modo figure mitologiche, grazie ai racconti del celebre nipote. Erano infatti donne solari, sempre sorridenti, che amavano la musica e ballavano ogni volta che potevano, anche come esorcismo delle difficoltà della vita. Rappresentavano il lato estroverso, creativo e romantico che venne infuso nel piccolo Bruce, fino a farlo arrivare dove lui è effettivamente arrivato: in cima al mondo.

Scelte d’amore

Adele, tuttavia, pur provenendo da una famiglia non certo agiata ma almeno economicamente stabile, si innamorò di un giovane operaio di origine in parte irlandese e in parte olandese, Douglas Frederick Springsteen. La ragazza rinunciò a proseguire negli studi, sposò Doug e con lui si trasferì a Freehold, New Jersey, nei pressi della chiesa di Santa Rosa di Lima e dell’annesso scuola, più volte citate da Bruce nelle sue canzoni. Fu proprio Bruce Frederick Joseph il primogenito della famiglia Springsteen, nato il 23 settembre 1949. Dopo di lui arriveranno Virginia (1950) e Pamela (1962). Adele visse per tanti anni in condizioni economiche precarie. Lei lavorava part-time presso lo studio di un avvocato, mentre il marito cambiava continuamente mansioni e luoghi di lavoro. Inoltre Douglas aveva un carattere ben diverso dalla moglie. Piuttosto chiuso e schivo, non amava la musica, soffriva di depressione e passava parte del tempo libero al bar. Adele, persona forte e irreprensibile, fu quindi per anni donna lavoratrice, madre attenta e moglie paziente. Ma, come detto, reagiva alle sfortune della vita con un ottimismo innato e con la passione per la musica e per il ballo, elementi che le provenivano dalla sua origine italiana, specie da una terra di musica e di colori come la Penisola Sorrentina.

I sogni son desideri

Adele fu anche fondamentale per l’avvio della carriera di Bruce. Il padre Doug provava a contrastare l’aspirazione del suo unico figlio maschio di fare il musicista (voleva per lui una carriera da avvocato). Sono divenuti celebri (oltre che spesso esilaranti) i racconti di Bruce che ricordavano quando il padre provava a cacciarlo di casa, deviando verso la sua camera il gas della stufa, mentre lui suonava quella che Doug definiva la “fottuta chitarra”. Adele, invece, comprese la grande passione di Bruce per la musica e ne intuì anche il talento. In un Natale di tanti anni fa fu lei ad accompagnarlo ad acquistare la prima chitarra, una chitarra giapponese, come ha cantato Bruce nella tenera e commovente The Wish (leggi qui la traduzione). Questa canzone, pur essendo una outtake recuperata solo nel 1998 nel cofanetto Tracks, rimarrà per sempre il brano simbolo dell’amore (e in qualche modo della complicità) che legarono Bruce e Adele. Un legame che anni dopo si trasferì, quando Bruce era ormai una rockstar acclamata in tutto il mondo, anche sul palcoscenico. Adele, infatti, più di una volta raggiunse sul palco Bruce per ballare con lui (l’ultima volta lo fece a 90 anni, prima che l’Alzheimer avesse il sopravvento sul suo fisico forte ma ormai datato).

Ciao Adele

Addio Adele, o forse semplicemente arrivederci. Penso che in questi giorni The Wish sarà una delle canzoni più ascoltate sulla faccia della Terra. Saremo tutti noi, appassionati della musica del tuo grande figlio e tuoi figliocci per sempre.

 

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Dario Migliorini

 

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