Elliott Murphy su Bruce Springsteen e la speranza

di Dario Migliorini
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Elliott Murphy su Bruce Springsteen e la speranza

Mi ha colpito un recente scritto di Elliott Murphy su Bruce Springsteen e la speranza. Nello specifico, l’occasione è stata l’introduzione che Murphy ha scritto per una nuova biografia di Bruce, La Grande Storia di Bruce Springsteen. Il libro, edito da Hoepli, è stato curato da Paola Jappelli e Gianni Scognamiglio, i fondatori dello storico fan club springsteeniano Pink Cadillac. “Se i Beatles erano peace and love, gli Stones sesso, droga e rock‘n’roll, Dylan la poesia, allora Bruce ha rappresentato la speranza. E cioè un tocco di umanità di cui tutti abbiamo bisogno, ora più che mai.” Questo ha scritto Elliott Murphy, tracciando la sua personale valutazione della figura di Bruce Springsteen nella storia del rock. Un argomento assolutamente condivisibile: il tratto della speranza è forse l’elemento distintivo della poetica di Springsteen. Nonostante i suoi personaggi provengano da condizioni poco agiate e da situazioni drammatiche, la ricerca di una soluzione è spesso un tratto essenziale. Un senso, quello della speranza, che fa il paio con un altro elemento importante: il sogno. Non il sogno americano, effimero e fallace, ma il sogno di una vita dignitosa, da vivere con il sorriso. Anche questo ha scritto Elliott Murphy: Springsteen ha portato il sorriso nel rock.

La speranza e i sogni

Tra le tante canzoni che hanno trattato, più o meno esplicitamente, i temi della speranza e dei sogni, ne ho scelte tre. Solo una, Badlands, è stata pubblicata subito in un album di inediti, Darkness On The Edge Of Town. Le altre due hanno avuto una storia più travagliata. This Hard Land, scritta e incisa nel 1983, fu scartata da Born In The U.S.A., per essere poi pubblicata nel 1995 e nel 1998. Prima rientrò nella tracklist del Greatest Hits in una versione nuovamente incisa ad hoc con la ritrovata E Street Band. Poi fu pubblicata su Tracks nella sua versione originale, incisa nel 1983. Infine, Land Of Hope And Dreams, scritta nel 1999, comparve ufficialmente prima in un disco live che in una versione da studio. Quest’ultima, pubblicata nel 2012 in Wrecking Ball, fu preceduta, molti anni prima, dalla versione live inclusa nel Live In New York City del 2001.

Badlands

Badlands contiene nel proprio testo entrambi gli elementi: il sogno e la speranza. Nella prima strofa il narratore si rende conto che il sogno a volte svanisce nell’attesa che succeda qualcosa. È in quel momento che bisogna darsi una scossa e conquistare i propri obiettivi, giorno per giorno. È in quel momento che, nonostante le difficoltà, i fuochi incrociati, le terre cattive, bisogna lottare per il sogno. Nella seconda strofa è del tutto esplicito il valore della speranza. “Credo nella speranza che potrebbe salvarmi”, canta Bruce. Si lavora nei campi fino a bruciarsi la schiena, si lavora tra gli ingranaggi dei macchinari per capire come funziona il mondo. Alla fine è quel senso di speranza a rappresentare la molla che ci fa scattare. Badlands ha poi un terzo elemento chiave: la vita stessa. Un verso di Badlands è tra i più importanti dell’intera carriera di Springsteen. “Per quelli che hanno una certezza, una certezza interiore e profonda che non ci sia peccato nel sentirsi felici di essere vivi“. Lo scrivo nella mia recensione che ti invito a leggere, ma qui lo ricordo. Fuori da un’epoca in cui il rock si è auto-lesionato a colpi di alcool, droga e trasgressione, quel ragazzo del New Jersey ha urlato la gioia della vita.

This Hard Land

Una seconda canzone per me centrale nella poetica di Bruce Springsteen è This Hard Land. Nonostante il suo status di outtake, rimasta nel cassetto per molti anni, questa canzone è fondamentale. Come in Badlands c’è un giovane uomo che lavora duro nei campi, ma non riesce a raccoglierne i frutti. Si ritrova a dover ripartire e propone a un amico di riprendere la strada. La speranza, pur non citata espressamente nel testo, è di trovare una realizzazione nei sogni di quella terra aspra e dura. Una speranza che dev’essere più forte delle avversità, del vento che butta tutto a terra, dell’assenza di pioggia. È l’America degli umili, quella di John Steinbeck. A mio parere This Hard Land è il prologo di The Ghost Of Tom Joad, album che arriverà soltanto 13 anni dopo.

Land Of Hope And Dreams

Infine c’è Land Of Hope And Dreams, canzone che non soltanto parla di speranza e di sogni, ma addirittura li riporta nel titolo stesso. Come in This Hard Land abbiamo qualcuno che si rimette in strada. Non è in questo caso una coppia di amici, ma sono un uomo e una donna. In questo caso la speranza e i sogni assumono una duplice veste. Da un lato la volontà dell’uomo di accudire e di proteggere la propria donna, di garantirle una vita solida e concreta. “Provvederò a te e ti starò a fianco, hai bisogno di un buon compagno in questa parte del viaggio“, canta Bruce. Dall’altro lato il bisogno di comunità, la volontà di far parte di un gruppo di persone accomunate dal viaggio della vita. Non solo i vincenti, i benestanti ma anche e soprattutto i perdenti, i deboli, coloro che hanno bisogno ancora più speranza e di sogni.

Elliott Murphy è Born To Cruise

Torno a Elliott Murphy e alla sua splendida figura di cantautore. È curioso notare come, in questa fase, la sua carriera incroci a doppio senso l’Italia e Bruce Springsteen. Uno l’ho già citato: ha scritto l’introduzione di una nuova importante biografia di Bruce Springsteen, scritta e pubblicata in Italia. Il secondo motivo è ormai notizia ufficiale. Sarà proprio Elliott Murphy lo special guest a bordo della prima crociera dedicata a Bruce Springsteen. Born to Cruise, organizzata dall’associazione Noi & Springsteen di Bergamo, si terrà dal 21 al 25 Aprile 2025 sulla nave da crociera Fantasia di MSC. Le iscrizioni sono già aperte. Per ogni informazione clicca qui.

 

Esprimere se stessi è segno di vitalità e di distinzione. Fallo anche tu e commenta qui.

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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