Home » Blog Le Perle » Musica Indie » Fra Rovi E Rose, John Strada

Fra Rovi E Rose, John Strada

Aggiornato il 11 Mar, 2022 | Words and Music |
Fra Rovi E Rose john strada

Sai che esiste un lungo ponte tra l’Emilia e l’America? Un ponte di parole e musica percorso da tanti cantautori, da Vasco Rossi a Ligabue, da Zucchero a molti altri. Tra questi c’è anche un verace cantautore emiliano, prodotto della Musica Indie italiana. John Strada nel 2020 ha pubblicato Tra Rovi E Rose, solo l’ultima di tante fatiche musicali, in quanto il cantautore, prima di Tra Rovi E Rose, aveva già pubblicato 6 album di inediti, 1 EP e 2 dischi dal vivo. Grande appassionato di blues, rock e country music, John Strada traccia con Tra Rovi E Rose la sua dichiarazione d’amore alla musica americana delle radici con una track list di dieci brani colmi di sogni, viaggi ed esperienze di vita, non ultima la sua recente paternità. La sua voce roca e ruvida fa da contrasto alla dolcezza del violino, strumento dominante nell’album.

TRA RABBIA, SOGNI E SVOLTE DELLA VITA

Dal punto di vista lirico Tra Rovi e Rose, pur non disdegnando qualche tenero sguardo al passato e onirici voli verso i desideri più intimi, non dimentica il presente. L’attenzione all’attualità abbraccia sia la sfera più personale dell’autore (il rapporto con la moglie e la sopraggiunta paternità), sia alcuni temi che attanagliano l’umanità come in una stretta morsa. Lo stile lirico di John Strada, strutturalmente semplice ma estremamente efficace (come spesso avviene nel cantautorato rock emiliano), arriva agevolmente al nucleo forte del messaggio, grazie anche alla presenza di ritornelli sempre incisivi e facili da memorizzare. Sfruttando la sua profonda conoscenza della letteratura (è laureato e insegnante di inglese), Strada elabora un album consapevole e a tratti disilluso di un uomo maturo che, però, vuole continuare a dare spazio ai suoi sogni.

LEGGI ANCHE: MUSICA INDIE (o Musica Indi)

 

Un mondo da salvare

Mare E Limoni e Salvo Il Mondo sono i due episodi più leggeri del disco, ma in realtà presentano temi ben distanti. La prima è il racconto di una serata frivola in riva al mare, tra alcol che scorre a fiumi e piacevoli frequentazioni. La seconda, invece, pur affrontandolo in modo scanzonato, introduce un argomento più profondo: il pianeta sta soffrendo ed è da salvare. L’inquinamento di plastica e gas serra, il ricorso all’energia nucleare e le guerre sono problemi a cui spesso l’uomo guarda con troppa sufficienza (“stasera c’è la partita, oggi il mondo può aspettare”). Eneide 2020 è il brano più impegnato del disco: John Strada affronta il tema delle migrazioni nel Mediterraneo, impostando un interessante parallelo con quanto fece Enea, in fuga dalla sua Troia in fiamme, per cercare un futuro in Esperia, la terra della speranza dei greci, vale a dire l’antica Italia.

Si sogna ancora

John Strada ha potuto assaporare nella sua vita, anche musicale, luminose esperienze (dalla frequentazione di Pierangelo Bertoli ai contatti con Zucchero, dai viaggi in America all’insegnamento all’estero), ma anche forti delusioni. C’è però una dimensione onirica che l’artista/sognatore deve sempre coltivare. Il sogno compare nelle prime due canzoni dell’album. Guarda Alle Stelle, che si ispira a un celebre aforisma di Oscar Wilde, vede un uomo prigioniero delle fogne della vita, che però trova lo spiraglio per guardare dal basso alle stelle e continuare a sognare. Wonder Bar racchiude il grande sogno di un musicista: ritrovarsi a suonare in un bar con i propri idoli musicali e cinematrografici. Il bar, che ruba il nome al celebre  locale di Asbury Park, New Jersey e simboleggia lo stato di meraviglia in cui si trova il protagonista, accoglie nel sogno Elvis Presley e tanti altri grandi musicisti e interpreti della storia della musica e del cinema.

L’America delle contraddizioni

Mentre Kiki, La Regina Di Montparnasse è una dedica appassionata alla prostituta che fu musa ispiratrice di Modigliani e, a sua volta, pittrice nella Parigi degli anni Venti, Dall’Emilia Al West ruba al titolo a un celebre Live di Guccini e narra dell’amore/odio che Strada prova per l’America. Gli U.S.A. sono il Paese degli spazi e dei sogni, ma anche delle false illusioni. Una nazione che accoglie ma che, a causa della sua parte più conservatrice, ispirata alla logica del profitto, lascia a terra chi non ce la fa. Significativi i versi dell’ultima strofa: “Mi ci son volute tre volte per capire che l’America ha le gambe storte e l’alito pesante, è una bella donna con i fianchi stretti, ma se la guardi bene, è piena di difetti. L’America è fantasia, l’America è ipocrisia, l’America è mista, l’America è razzista, ma continuo ad amarla perché mi fa sognare.”

Le soddisfazioni familiari

In questo affresco a volte ruvido ma ancora genuino e colmo di aspirazioni, è deliziosa la componente che John Strada dedica alle svolte della sua vita personale. Il Brivido è l’omaggio caldo e sensuale dedicato alla moglie Paola, compagna d’avventura di una vita e fresca madre di Enrico, il figlio arrivato come un dono. Proprio al lieto evento si riferiscono gli ultimi due brani del disco. Stavolta Dico No è la commovente dichiarazione di intenti di un uomo alla sua donna per un cambio di rotta: dal disordine e dall’inconcludenza alla responsabilità di una famiglia. Il Tempio Di Demetra è il dialogo toccante del padre col figlio appena nato. Torna la mitologia classica (Demetra è la Dea della Fertilità) e arrivano i rovi e le rose del titolo del disco, a simboleggiare l’alternarsi di difficoltà e gioie nella vita. Entrambe le canzoni ricordano i temi della springsteeniana Long Time Coming.

LEGGI ANCHE: LA MUSICA AMERICANA

 

TANTA AMERICA CON UN PIZZICO DI BASSA PADANA

Se si esclude Kiki, La Regina Di Montparnasse, che fa chiaro riferimento alle sonorità parigine della prima metà del ‘900, anche musicalmente Tra Rovi E Rose disegna un ponte tra Italia e America. Protagonista indiscusso il violino, che entra nelle canzoni country, ma anche in quel rock dove meno te lo aspetti. Al country si rivolgono le ballate Dall’Emilia Al West e Stavolta Dico No, la prima con banjo, violino e fisarmonica, la seconda con pedal steel guitar e chitarra Dobro in evidenza. Al rock più viscerale si rifanno Guarda Alle Stelle e Wonder Bar. La prima chiama in modo originale il blues con strumenti country, la seconda guarda al blues delle radici di New Orleans con accenti che spostano verso il western rock. Bellissime le parti di batteria e pianoforte. Salvo Il Mondo sembra omaggiare il primo Springsteen e quell’Asbury Sound, frammisto di soul e rhythm&blues. Le altre quattro canzoni ci riportano su quel ponte di congiunzione tra Emilia e America.  Eneide 2020 è la deliziosa ballata che più richiama il grande cantautorato italiano, da Guccini a Graziani, fino a Fossati. Mare E Limoni avrebbe potuto essere un tormentone di successo negli anni ’60, ma anche in questo caso un inatteso violino ci riaccompagna dalle parti dello Zio Sam. Infine Il Brivido e Il Tempio Di Demetra sono forse i momenti più alti dell’album, anche sul lato musicale. Due splendide ballate lente impreziosite, la prima da un violino gigantesco e la seconda da un delizioso flicorno. Sopra un tessuto musicale ben prodotto e arrangiato (e soprattutto ben suonato da una band con i fiocchi), la voce roca e potente di John Strada copre con padronanza sia le ottave più basse e calde, sia quelle più alte e ruvide (Wonder Bar ne è l’esempio più nitido).

Curiosità

John Strada approcciò alla musica da ragazzino, prima con il cantautorato italiano, poi, compiendo un’acrobazia musicale, con l’hard rock. Pur avendo vissuto momento di distacco dalla musica, dichiara spesso di aver capito che voleva comporre e cantare musica dopo aver sentito, in maniera totalmente casuale, la canzone Hungry Heart di Bruce Springsteen. Il celebre brano del 1980, scritto da quello che ancora oggi rimane il suo primo riferimento musicale, gli diede la dimensione del rock abbinato al pop e lo ispirò a scrivere le sue prime canzoni. I suoi precedenti album di inediti sono Senza Tregua e Cavalli Selvaggi, risalenti agli anni ’90. Poi arriveranno Pezzi di Vita e, già nel nuovo millennio, Dalla Periferia Dell’Anima, Meticcio e Mongrel (che è molto più di una semplice trasposizione inglese di Meticcio). Gli album dal vivo si intitolano Live Dalla Periferia Dell’Anima e Live In Rock’A.

Tira tu le conclusioni…

  • Ascolta Tra Rovi E Rose e torna qui a raccontarmi l’esperienza dell’ascolto
  • John Strada è stato paragonato a Luciano Ligabue, forse per la voce, ma ci sono grandi differenze. Non trovi?
  • Conosci Hungry Heart di Bruce Springsteen, la prima canzone che ispirò John Strada nella sua strada da musicista? Leggi la mia recensione qui
  • La canzone Dall’Emilia Al West traccia una visione in chiaroscuro dell’America. Che rapporto hai con gli U.S.A.?

Esprimere se stessi è segno di vitalità e di distinzione. Fallo anche tu e commenta qui.

Dario Migliorini

 

Condividi questo articolo

Ho selezionato per te questi 2 articoli

Seguimi sui Social

Il mio Romanzo

Commenti

Recensioni recenti

Dario Migliorini

Dario Migliorini

Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *