Have A Nice Trip (Next Week), The Wooden Brothers

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Dario Migliorini

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A sei anni dall’album d’esordio The Wooden Brothers, rock band torinese, pubblica nel 2022 un nuovo disco, Have A Nice Trip (Next Week). Rispetto al primo disco, che portava il nome della band, assistiamo a una virata decisa verso il rock più duro. Infatti, mentre il primo The Wooden Brothers dichiarava esplicitamente l’amore dei cinque ragazzi piemontesi per la musica popolare americana, dal rock’n’roll al country, dal blues al folk delle radici, Have A Nice Trip (Next Week) sposta il tiro verso quelle distorsioni e quei ritmi forti che riportano al mito assoluto dei Rolling Stones, ma soprattutto al rock metallico dei Black Crowes, degli Aerosmith, dei ZZ Top e di altri eroi di quel genere. Have A Nice Trip (Next Week) si compone di 11 brani, tutti composti a più mani dai componenti della band (musica e testi), con l’eccezione di Ghost Town Gang (il testo è di Riccardo De Gennaro).

SARÀ UN BUON VIAGGIO?

Il titolo dell’album, Have A Nice Trip (Next Week), catturato da un verso della canzone Can’t You See Me!, è di per sé evocativo. Quell’augurio di buon viaggio che la band auspica per se stessa e per l’ascoltatore ha una base positiva, perché il messaggio di fondo rimane ottimistico, ma c’è anche del sarcasmo, che si sostanzia in quel sottotitolo tra le parentesi. Next week, la prossima settimana, significa tanto. Considerando che il background in cui i protagonisti delle canzoni vivono e si muovono è tutt’altro che positivo, l’augurio di fare un buon viaggio (non adesso, ma la prossima settimana) significa che ora bisogna soffrire, sbattere il muso contro una realtà complicata. La copertina dell’album, un rottame d’auto abbandonato nella periferia degradata di una grande città, sembra una conferma di questa lettura. Questo, però, non vieta di sognare e di partire, che sia la settimana successiva o quando capiterà.

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Uomini in movimento

Le canzoni di Have A Nice Trip (Next Week) sono narrate in prima persona. I diversi autori della band mettono se stessi davanti al mondo che li circonda. Osservano, pongono domande, soffrono e reagiscono. In ultima analisi, un album che potrebbe risultare oscuro, in realtà lascia emergere la voglia di venirne fuori. Con Rollin’ Down, il primo singolo dell’album, un brano hard rock di grande impatto sonoro accompagna il viaggio di un uomo che macina chilometri e non vuole fermarsi. Un viaggio fisico, ma anche un percorso interiore per scoprire “il segreto di vivere nel fuoco”, affrontando le avversità senza dimenticare le radici. Lo stesso viaggio che compie il musicista di Frisco, canzone dal forte accento rock californiano che ricorda qualcosa degli Eagles elettrici. In essa il protagonista, un musicista, si lascia andare in una corsa notturna, alcolica e peccaminosa, per cercare la vita e l’ispirazione per i suoi versi.

Musicisti tra parole e sogni

La figura del musicista emerge anche nel brano di coda del disco, Ghost Town Gang. La gang del titolo è in realtà una band di musicisti. In un brano lungo e colmo di spunti musicali (dalle belle partiture di organo e chitarra all’inserto di basso che risponde alle chitarre in modalità The Who), i ragazzi della gang/band ritagliano un loro angolo di mondo che definiscono untrendy (fuori moda), dove nessuno può “cancellare il marcatore magico con cui siamo soliti scrivere i nostri segreti.” L’analogia tra gang e band ricorda il tema della splendida Jungleland di Springsteen. Last Dinner Waltz è invece l’originale rilettura di un vecchio brano dei Beatles, Octopus’s Garden (1969). Ne esce il viaggio surreale di un sogno che porta negli abissi e verso bizzarri personaggi favolistici, ma che si conclude con quanto di più concreto serve per vivere: il tempo, la buona volontà e una birra ghiacciata.

Amori e demoni

Il rapporto con l’altro sesso emerge in diverse direzioni. In Back To My Place, brano d’apertura con un grandissimo lavoro delle chitarre e una voce solista da urlo, il protagonista prova un conflitto tra sofferenza e nuove libertà, tornando nel proprio luogo d’origine dopo una separazione. In The Blind Side, insieme alle armonie più belle dell’album in cui esordiscono insieme pianoforte e hammond, troviamo un uomo rabbioso che vorrebbe avere un’arma per giustiziare chi genera violenza, ma si ravvede grazia all’amore (“scrollami da questo buio, dipingimi con il tuo sole”). Il funky blues di Josephine, con basso e hammond in evidenza, ci mostra un attraente lato di perversione: lei è una dark lady che gioca con le armi della seduzione, tra veleni e incubi. In Can’t You See Me!, superbo brano rock tra ritmiche sincopate e assoli di chitarra che si inseguono e sovrappongono, due persone non si vedono e sentono, pur essendo vicine. Basta poco, il tocco delle mani e un’anima portata più nel profondo, per ritrovarsi.

Il lato oscuro e la reazione

Goodnight & Goodluck, un energico blues rock che riporta alla Crossroads dei Cream, ci mette in un angolo, mostrandoci quel lato oscuro che c’è in noi e che ci provoca scompiglio interiore: qualcosa che eccita e spaventa insieme. È come “camminare sonnambuli su un filo sottile con una bomba in mano”, recita il testo. Un lato di paura e di amarezza che prova a sconfiggere il protagonista di Stolen Pride e di Dark Night (si tratta della stessa persona per un motivo misterioso, tutto da scoprire). Ispirate dalla chiusura reale e quella di spirito causate dai recenti lockdown, l’uomo si indaga su ciò che sta succedendo all’umanità in quanto a riduzione della socialità e incremento dell’insensibilità. Ci sono un uomo che ride beffardo, amicizie che si sono indurite, la Sorella Luna di hippyana memoria che impazzisce, ma alla fine torna la speranza di tornare a vedere la gente cercare la vita, la luce e il calore.

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UN TRIP NEL ROCK DURO

Con Have A Nice Trip (Next Week) i Wooden Brothers hanno lasciato buona parte dei loro strumenti acustici nelle custodie e hanno dato sfogo alla loro passione per il rock più viscerale, l’hard rock anni ’80 con richiami al blues rock degli anni ’60 (come in Goodnight & Goodluck) e al punk degli anni ’70 (come in Stolen Pride). Mentre Mario Zita alla batteria e Giuseppe Rombolà al basso danno benzina a un motore che romba a pieni giri, Antonio Tedde e Carlo Battistella, virtuosamente spalleggiati dal frontman Renato Tammi, disegnano parti chitarristiche di notevole spessore, che a volte si danno il cambio e in altre occasioni si intrecciano in momenti di grande spessore. In Back To My Place e Can’t You See Me! assistiamo a pregevoli assoli di chitarra doppi e sovrapposti, mentre in Last Dinner Waltz gustiamo un grande assolo finale che ricorda lo stile di David Gilmour (Pink Floyd). Anche Rombolà, oltre a mostrare ottima tecnica (ascoltate Josephine), spinge il basso fino ad alcune parti solistiche (notevole in Ghost Town Gang). Contribuisce a dare armonia, soprattutto sui brani più lenti, il tastierista guest Alessandro Alloj, che suona organo Hammond e pianoforte, oltre alle percussioni in Rollin’ Down. Sopra questa potente base musicale si staglia la voce di Renato Tammi. Una performance vocale notevole la sua, per la capacità di modulare la voce su diverse ottave, di graffiare sui temi rabbiosi del disco e di recitare cantando, dando enfasi ai versi più forti. Nelle sue corde riecheggiano grandi voci di un passato che è ancora presente (a volte si sentono Bon Jovi e Rod Stewart, ma soprattutto la voce suadente di Steven Tyler degli Aerosmith).

Curiosità

Nonostante Have A Nice Trip (Next Week) si discosti musicalmente dal sound della E Street Band, i Wooden Brothers, in particolare la personalità istrionica di Renato Tammi, si sono spesso legati agli eventi collegati alla musica di Bruce Springsteen. Tammi, in effetti, è uno dei più noti interpreti delle canzoni del Boss in Italia. Ma il suo legame con Springsteen, in realtà, ha avuto due momenti che lo hanno notevolmente avvicinato, anche fisicamente, al rocker americano. È lui, infatti, che salì sul palco con Bruce durante l’esecuzione di Dancing In The Dark a Milano San Siro nel 2016. Ed è sempre lui che, anni dopo, comparirà in primo piano in una breve sequenza di volti estrapolati dalle prime file del pubblico nella videoclip live della canzone Ghosts, tratta dall’album Letter To You.

Tira tu le conclusioni…

  • Ascolta da oggi Have A Nice Trip (Next Week) sui principali canali web e torna a commentare la tua esperienza di ascolto
  • Ascoltando The Wooden Brothers e Have A Nice Trip, i due album della band, noterai grandi differenze di sound. Quale preferisci?
  • La voce di Renato Tammi esce al suo meglio nell’interpretazione dei brani di questo disco. Io l’ho avvicinata a quella di Steven Tyler degli Aerosmith. Tu che idea hai?
  • Leggi le mie altre recensioni di Musica Indi e commenta sui singoli articoli. C’è tanta bella musica indipendente.

Esprimere se stessi è segno di vitalità e di distinzione. Fallo anche tu e commenta qui.

Dario Migliorini

 

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Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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