Si dice spesso che bisogna amare l’opera d’arte, più che il suo autore. Nel caso di una canzone ciò che è importante è la canzone stessa, più che chi l’ha composta o chi la esegue. È una posizione che personalmente condivido. Poi però c’è il caso di Bruce Springsteen. Un caso unico più che raro che vede i suoi ammiratori amare incondizionatamente l’uomo insieme alle sue canzoni. Questione di onestà, di coerenza, di umanità. Ci sono poi le sue performance dal vivo, divenute così leggendarie per la sua capacità di dare tutto se stesso, come se ogni concerto fosse la prova di vita, l’ultima speranza, il momento della verità. Infine, un grande ruolo giocano i significati: le sue canzoni parlano spesso della sua vita. Ma anche quando non sono autobiografiche, parlano di persone a cui lui si sente inscindibilmente legato. Sono suoi alter ego che fanno parte della sua stessa natura e dai quali pertanto Bruce non vuole e non può svincolarsi. Solo considerando questi elementi si può capire perché il raduno dei fan di Bruce Springsteen a Milano, la sera del 1 giugno, ha raccolto un tale consenso da sembrare miracoloso.

La magia di un popolo innamorato

I fan di Bruce Springsteen arrivano ad amare profondamente l’uomo oltre l’artista, nella stessa misura in cui sentono solidarietà verso i suoi personaggi. E questo amore lo dimostrano in mille modi. Quelli più ovvi sono ascoltare la sua musica e partecipare ai suoi concerti. Ma il popolo springsteeniano in tante occasioni è andato ben oltre il limite dell’ordinarietà e della consuetudine. Quelli italiani, poi, mostrano un calore particolare che si sprigiona non appena ci sia l’occasione per dimostrare amore a Bruce. L’ultimo caso di una lunga serie è avvenuto proprio il 1 giugno presso le Colonne di San Lorenzo a Milano. Proprio in quei momenti Springsteen avrebbe dovuto salire sul palcoscenico dello Stadio di San Siro per riprovare la magia di un concerto in un luogo iconico. Sarebbe stato l’ottavo concerto a San Siro e due giorni dopo sarebbe seguita la replica, portando così a 16 le performance dal vivo di Springsteen a Milano in carriera.

Il grande raduno rimarrà nella storia

I concerti, come noto, non hanno potuto tenersi. Una fastidiosa laringite ha costretto Springsteen a rinviare i due concerti milanesi, oltre a quelli di Praga e di Marsiglia. I medici hanno decretato a Bruce la cruda verità: “Riposa le tue corde vocali o non arrivi alla fine del tour europeo 2024.” Per i fan italiani, ma anche per tanti fan europei che non volevano mancare all’appuntamento milanese, è stata una doccia fredda. Ma ecco che il calore dei fan ha contrastato il gelo di quella notizia e si è trasformato in un evento eccezionale. Chiamati a raccolta dallo storico fanclub italiano Pink Cadillac, i fan di Springsteen si sono radunati presso le Colonne di San Lorenzo per elevare un canto collettivo, accompagnati dalle chitarre di Carlo Ozzella e degli altri musicisti intervenuti spontaneamente. Poteva essere uno sparuto gruppo di irriducibili fan? No, non staremmo parlando dei fan di Bruce Springsteen. Provenienti da tutta Italia, ma anche dall’Europa e persino da oltreoceano, circa 2.000 persone hanno occupato l’area tra Corso di Porta Ticinese e via Pio IV. Dalle 19:30 di sabato per circa 3 ore, tanto quanto sarebbe durato il concerto di Springsteen, si sono diffuse nel cielo milanese le note di Thunder Road, Born To Run, Badlands, The River, No Surrender e altri celebri brani del grande cantautore americano. Centinaia di voci all’unisono alle quali si sono aggiunti i commenti curiosi e sorpresi dei passanti milanesi, ma anche di tanti turisti che si sono chiesti a quale tipo di follia collettiva stessero partecipando.

“Una corsa contro il tempo”

Gianni Scognamiglio, che insieme a Paola Jappelli è il coordinatore di Pink Cadillac, testimonia: “Ci ha ispirato la voglia di sopperire in qualche modo alla mancanza dei concerti. L’abbiamo organizzata in poche ore, un po’ di telefonate, la locandina realizzata dal nostro Gianluca in viaggio, poi la corsa di Carlo (Ozzella ndr) a chiedere il permesso al comune di Milano per l’occupazione dello spazio alle Colonne di San Lorenzo. Una serata che non dimenticheremo. Una straordinaria testimonianza dell’amore per Bruce. Questo è lo spirito che ci anima, avevamo bisogno di stare insieme, cantare, sorridere, abbracciarci, condividere con gli altri la nostra straordinaria passione. Sulle ultime note di Carlo si contavano circa duemila persone, amici venuti da ogni parte di Italia e tantissimi stranieri. Emozionante vedere tanti giovani cantare, conoscevano i testi, parola per parola.”

“Parte di una famiglia”

Benni, giovane pinker (il nome degli associati a Pink Cadillac, ndr) racconta: “Appena sono arrivata, ho provato un’emozione fortissima, che è cresciuta man mano che vedevo arrivare gente. Amici del Pink Cadillac che finalmente potevo conoscere di persona, ma anche tanti stranieri. Poi ho versato qualche lacrima quando Carlo ha iniziato a suonare. Era l’ora in cui Bruce avrebbe dovuto salire sul palco di San Siro. Mi ha preso un velo di malinconia che però, pian piano, è passata perché l’evento stava diventando una cosa miracolosa. Mi sentivo parte di una grande famiglia. A Carlo si sono aggiunti altri musicisti, chi con la chitarra, chi con l’armonica a bocca. Tutto si è fatto magico. Ho adorato anche il ballo collettivo e liberatorio sulla musica di Twist & Shout. A quel punto la tristezza era un ricordo.”

“Quanti nuovi amici dai volti sorridenti”

Una bella testimonianza arriva anche da Carlo Ozzella, il musicista che ha dato avvio alla performance collettiva nella serata milanese: “Una serata magica, non ci aspettavamo tutta quella gente. Mi ha colpito la presenza di tanti stranieri. Erano venuti per vedere Bruce a San Siro, poi tramite i social si sono informati se ci fosse qualcosa dedicato a Bruce. Sono arrivati in massa. Si è creato un clima speciale, un senso di comunità, di unione. Pian piano la delusione si è trasformata in allegria. E’ stato impagabile vedere tutti quei volti sorridenti. Quando poi altri musicisti mi hanno sostituito, ho conosciuto un sacco di nuovi amici, tutti felici. E’ nata anche l’idea di un nuovo ritrovo l’anno prossimo, quando sapremo le nuove date di San Siro. La sera prima saremo ancora tutti lì a fare baldoria. Poi ci è arrivata anche la notizia che Steve Van Zandt e Nils Lofgren, avvisati di questo evento spontaneo, hanno postato la loro ammirazione. Penso che anche per i musicisti della E Street Band sia stato importante sapere che l’affetto per Bruce e per loro abbia superato l’iniziale delusione per il rinvio dei concerti. Addirittura il giorno dopo mi è arrivata la richiesta di amicizia di Pam, la sorella di Bruce, che mi ha scritto: amazing! Confesso che poi, la mattina dopo, trovandomi nei pressi delle Colonne di San Lorenzo, sono tornato lì e ho respirato ancora l’aria della sera prima. Mi è sembrato di vedere ancora tutti quei volti sorridenti. Stupendo!”

 

Leggi anche: i numeri del Tour 2024 di Bruce Springsteen

 

Dario Migliorini

 

Se ti è piaciuto questo articolo commentalo e condividilo sui tuoi profili Social

 

Condividi questo articolo