Ultima canzone composta nel 1973 per entrare in The Wild, The Innocent & The E Street ShuffleIncident On 57th Street è una splendida ballata rock con un ritornello così bello e orecchiabile che, se fosse stata più corta, avrebbe avuto le potenzialità di una hit. Ma Bruce Springsteen, fin dalla scelta del titolo, sembra aver tolto evidenza a quel ritornello. Intitolare la canzone “Goodnight, It’s All Right” oppure “It’s All Right, Jane” ne avrebbe forse aumentato la popolarità. Invece Bruce la intitola curiosamente Incident On 57th Street, riferendosi a un misterioso incidente che in realtà non viene descritto esplicitamente nel testo, ma lasciato all’intuizione dell’ascoltatore. Il riferimento molto reale è alla Cinquantasettesima Strada, una via centrale di New York, che fa contrasto con le fantasiose Easy Street (letteralmente la Strada Facile), Shanty Lane (il Viale delle Baracche) e Lover’s Lane (il Viale degli Innamorati), citate in Incident On 57th Street.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Il testo di Incident On 57th Street (leggi la traduzione) rappresenta uno dei bellissimi componimenti del primo Springsteen sulle storie d’amore che nascono e muoiono nei bassifondi metropolitani di New York. Spanish Johnny e Puerto Rican Jane, i protagonisti, sembrano usciti da un film dei più grandi registi noir degli anni ’70 (per gran parte di origine italiana). Ragazzi romantici che cercano l’amore, più o meno facile, e la (vana)gloria tra la povertà, la disperazione e la malavita, dove le donne sono volubili e dure e dove i cuori valgono ben poco rispetto al richiamo dei vicoli e alle prospettive, per lo più fallaci, di un futuro più roseo. Non c’è la ricerca dell’amore eterno, quello sognante delle favole o dei film romantici. Questi Romeo e Giulietta dei bassifondi cercano l’amore di una notte. Johnny non vuole darsi alle prostitute; Jane sa che probabilmente il ragazzo sparirà all’indomani, ma gli chiede di non lasciarla sola quella notte. Per il resto si vedrà: l’esito di quell’amore è incerto, come incerto è il loro futuro. Potranno trovare la risposta nelle strade durante la notte o tutt’al più camminare insieme fino all’alba senza una meta.

IL RICHIAMO DELLE BACKSTREETS

Springsteen, già finissimo autore, con Incident On 57th Street ci lascia solo intuire qualcosa di come finirà la trama di questo atto lungo una sola notte. Dopo aver fatto l’amore, Jane sta dormendo, ma apre gli occhi proprio quando Johnny si sta rivestendo per ributtarsi nella notte, richiamato da un destino che lo vuole per strada a cercare fortuna, anche a costo della vita. Lui, uscendo, torna a dire a Jane che va tutto bene e le dà appuntamento alla notte successiva. Ma, proprio nelle ore successive, potrebbe avvenire l’incidente citato nel titolo. È possibile, se non molto probabile, che Johnny rimanga ferito (o forse ucciso) sulla Cinquantasettesima Strada. È l’ascoltatore a decidere il finale, proprio come nei film più belli. Da qui la scelta di quel titolo: lì si nasconde il finale di tutta la storia.

LA QUADRILOGIA DELL’EPOPEA SUBURBANA

Incident On 57th Street è parte di una quadrilogia che comprende anche New York City SerenadeKitty’s Back e Jungleland e che potremmo definire dell’epopea suburbana. Se It’s Hard To Be A Saint In The City e Does This Bus Stop at 82nd Street, incluse in Greetings From Asbury Park, New Jersey, già trovano ambientazione nella metropoli, è soprattutto con le canzoni citate sopra che Springsteen descrive storie d’amore, dall’epilogo più o meno tragico, che nascono e muoiono (spesso insieme ai loro protagonisti) nei quartieri suburbani e nei sobborghi di New York. A differenza di gran parte della sua produzione lirica successiva, in queste canzoni Springsteen racconta in terza persona, da puro narratore, come a voler osservare meglio i dettagli della storia senza eccessiva identificazione nei personaggi, proprio come farebbe un esperto regista.

LA BAND AGLI ALBORI E’ GIA’ GRANDE

Incident On 57th Street è una bellissima ballata rock mid-tempo, sostenuta dall’inconfondibile base ritmica di Vini Lopez e Garry Tallent e impreziosita dall’eccellente lavoro di David Sancious al piano e Danny Federici all’organo. Tallent, in particolare, trova in questa canzone (e più in generale in quest’album) la sua massima espressione, dimostrando di essere ben più talentuoso del modesto credito che la critica musicale gli ha attribuito negli anni. Questo emerge non solo nel bellissimo intreccio di piatti e basso a metà canzone, ma in tutto il brano, quando Tallent viaggia sulla tastiera del suo basso, libero di esprimersi ai suoi livelli di eccellenza. Il crescendo finale di cori e chitarre è da gustare, così come è davvero originale la sfumatura finale, lavoro di “puro mixaggio”, che porta verso Rosalita (Come Out Tonight)Incident On 57th Street avrebbe meritato miglior diffusione per il suo valore, ma gli ammiratori di Springsteen se la tengono stretta da decenni, specie dopo che venne riproposta frequentemente dal Reunion Tour in poi. Springsteen ne ha eseguito anche alcune versioni live al solo pianoforte.

CURIOSITÀ

Nella versione originale è accreditata anche Suki Lahav, violinista israeliana, che in alcune canzoni di The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle, e in particolare in Incident On 57th Street, diede manforte ai cori. Raggiunse in seguito la sua massima popolarità come musicista quando incise la parte di violino nell’intro di Jungleland, capolavoro di Springsteen incluso nel celebre Born To Run.

 

Dario Migliorini

 

Se ti è piaciuto questo articolo commentalo e condividilo sui tuoi profili Social!

 

Condividi questo articolo