La Musica Americana – il Folk e il Rock

Scritto e pubblicato da

Dario Migliorini

Per ogni nazione la musica rappresenta un capitolo di storia. Ma mentre per il Vecchio Continente la tradizione musicale affonda le sue radici nei millenni trascorsi, per gli Stati Uniti D’America tutto si relativizza agli ultimi 200 anni di storia. Sono le cosiddette American Roots. Gli spiritual cantati dagli schiavi neri nelle piantagioni di cotone da un lato e le ballate folk importate dagli immigrati nordeuropei dall’altro, sono la musica americana nelle sue radici. Ad esse poi si sono sovrapposte le influenze musicali portate da altre culture (i mariachi messicani, le musiche caraibiche, la samba brasiliana, il tango e la milonga argentini, il flamenco spagnolo, i suoni tradizionali indigeni del Centro e del Sudamerica, la chanson francese e, non ultima, la canzone melodica italiana).

 

IL NOVECENTO – LA STORIA DELLA MUSICA POPOLARE AMERICANA

Nel Novecento il risultato della fusione di genti e di culture negli Stati Uniti d’America è stato eclatante: dal folk e dallo spiritual sono nati nuovi generi di musica. Il gospel, il jazz, il soul, il blues, il country, il bluegrass, il dixieland, il funkie, lo swing e il rock’n’roll sono solo i più importanti tra i generi che possiamo definire American Roots, le radici della musica americana. Su di essi si sono poi sviluppati altri generi o mix di sonorità che oggi si contano a centinaia. La chiamiamo genericamente Pop Music, da popular music (musica popolare), per distinguerla dalla musica classica, più antica e tipica delle classi altolocate e abbienti. Ma per gli Stati Uniti d’America, in particolare, la Pop Music è parte fondante della loro stessa storia.

 

Musica e storia – un legame inscindibile

 

Negli Stati Uniti d’America, in effetti, non ci sarebbe storia se non accompagnata dalla musica popolare. Anche perché la musica americana è diventata veicolo di parole e di significati. La musica americana è diventata l’espressione di culture, di tradizioni, ma anche di messaggi innovativi e di spinte rivoluzionarie. E in questo modo ha traghettato testi meravigliosi, spesso vere poesie. L’espressione della sofferenza degli schiavi neri non sarebbe stata la stessa senza il blues. La rabbia delle genti povere, emigranti verso ovest, non sarebbe stata la stessa senza il folk. La voglia di cantare e ballare, elevandosi sul dolore terreno, non sarebbe stata la stessa senza il gospel, il country, il funkie, il soul. La rivoluzione culturale degli anni Sessanta non sarebbe stata la stessa senza il rock. Questa è la magia della musica americana.

 

IL VIAGGIO NELLA MUSICA AMERICANA

 

Questa sezione è un viaggio nella musica americana, soprattutto in quella fase più vicina a noi, quella che ha riguardato gli ultimi trent’anni del Novecento. E la parola viaggio non è usata a caso. In nessun posto, come gli Stati Uniti d’America, la musica è associata all’idea del movimento: la scoperta di nuovi spazi, la ricerca di maggiore fortuna, la voglia di riscatto e di rivincita, l’inseguimento di un sogno. Oppure semplicemente (e troppo spesso) l’esigenza di sopravvivere. Tutti elementi che fanno parte della storia degli Stati Uniti d’America e, immancabilmente, sono stati accompagnati dalla musica e dai significati che essa ha traghettato. Qui voglio proporti la lettura e la comprensione di alcune grandissimi canzoni di altrettanto grandissimi autori folk e rock americani.

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La Musica Americana – il Folk e il Rock

Scritto da Dario Migliorini

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome
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Gen 12, 2021

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