Bruce Springsteen è noto per essere uno dei più grandi cantautori della storia del rock. In pochi, infatti, hanno scritto pagine fondamentali del cantautorato rock in termini di quantità e di qualità come ha fatto lui. Nonostante questo, se fino ai primi anni del nuovo millennio, e in particolare fino al suo tredicesimo album in studio, Devils & Dust, aveva pubblicato solo canzoni da lui stesso scritte e composte, nel 2006 ci fu una novità. Infatti, con la pubblicazione dell’album We Shall Overcome: The Seeger Sessions, Springsteen esordì anche come esecutore di cover in studio. A quell’album sono poi seguite altre due occasioni in cui Springsteen ha inserito cover nei suoi album in studio. La prima è rappresentata dall’album High Hopes, nel quale, insieme a 9 canzoni inedite, ha inserito anche tre cover, di cui una, proprio High Hopes, fornì addirittura il titolo all’album. La seconda risale al 2022 con la pubblicazione dell’album di sole cover soul, Only The Strong Survive. Al momento sono quindi 30 le cover suonate da Bruce Springsteen e incise in album in studio.

Il folk tra protesta e Vangelo

Le cover suonate da Bruce Springsteen e incise in studio sono comunque pochissime rispetto a totale di canzoni inedite scritte e composte dal grande cantautore americano (se ne contano circa 570, comprese le outtakes e le versioni alternative di canzoni pubblicate). In ogni caso il numero di cover si è fatto relativamente importante. Come detto, il primo forte nucleo di cover in studio appartiene all’album We Shall Overcome: The Seeger Sessions, nel quale Springsteen ha voluto rendere omaggio non solo al grande folksinger Pete Seeger, ma anche all’epoca del folk tradizionale e in particolare al filone della canzone di protesta. Canzoni spesso legate alle crisi economiche del primo trentennio del secolo scorso e a volte ispirate a fattori religiosi. Non mancano infatti alcuni riferimenti allo spiritual e al gospel.

Chicche soul

L’altro album di cover, Only The Strong Survive, è l’omaggio a un altro pilastro della musica popolare americana: il soul. Erroneamente considerato musica leggera e quindi di rango inferiore rispetto alla musica più impegnata, in realtà il soul ha spesso trasportato anche temi di sofferenza e di denuncia, specie su quello razziale. Nell’album, peraltro, Springsteen ha selezionato 15 canzoni, per gran parte non rientranti tra le hits dell’epoca, ma rimaste in secondo piano. Estratte nella quasi totalità dal grande fiume soul degli anni ’60 e ’70, tra le canzoni ce n’è anche una risalente agli anni ’80. Si tratta di Nightshift dei Commodores.

Grandi speranze

Tra i due album di cover, come detto, si incastra anche l’album High Hopes, che tra i 12 brani della tracklist ne comprende 3 non scritti da Springsteen. Queste canzoni sono:

  • la stessa High Hopes, pubblicata dall’americano Tim Scott MacDonald nel 1985
  • Just Like Fire Would, pubblicata dalla band australiana The Saints nel 1986
  • Dream Baby Dream, pubblicata dalla band americana Suicide nel 1979.

Non solo High Hopes dà il titolo all’album e ne apre la tracklist, ma un’altra cover, Dream Baby Dream, chiude l’album. Due canzoni che Bruce ha scelto non a caso per il loro significato: le grandi speranze da nutrire in un mondo sottosopra e il fatto che non bisogni mai smettere di sognare. Temi che Bruce ha sempre sostenuto anche nei suoi testi (Badlands ne è un esempio eclatante). Ma c’è un altro elemento sorprendente, sempre considerando che si tratta di un grandissimo cantautore. Springsteen scelse questi tre brani come unici singoli estratti dall’album per il suo lancio. Da sottolineare anche che la canzone High Hopes era già stata pubblicata da Bruce in una versione leggermente diversa negli anni ’90 nell’E.P. Blood Brothers.

Un oceano di cover

Se ampliamo il campo di indagine alle esecuzioni dal vivo, le cover suonate da Bruce Springsteen ci portano a un numero enorme. Infatti – fonte il sito enciclopedico dedicato a Bruce: Brucebase Wiki – sembra che le cover suonate da Bruce Springsteen dal vivo in 50 anni di carriera assommino a oltre 1.000. Il rock’n’roll e il rhythm & blues la fanno da padrone, da Elvis Presley agli altri grandi padri del rock’n’roll, fino al celebre Detroit Medley. Ma anche sul lato della folk music e del soul, Springsteen ha spesso pescato canzoni dal vivo, partendo da Woody Guthrie e Pete Seeger, per arrivare a Johnny Cash e Bob Dylan. Sul versante soul si trovano le perle di James Brown, ma anche quelle di altri idoli soul dell’epoca. Anche il rock degli Anni ’60 e ’70 è stato di grande ispirazione per Bruce dal vivo. Sicuramente meno Beatles e più Rolling Stones, Who e Animals sul versante inglese, mentre su quello a stelle e strisce si ricordano in particolare i Creedence Clearwater Revival. Come non ricordare anche i recenti sentiti omaggi a miti del rock scomparsi: su tutti Purple Rain per Prince e The Weight per Levon Helm.

Le pubblicazioni live ufficiali di cover

Delle tante cover suonate dal vivo alcune sono anche finite in pubblicazioni live ufficiali. Tra queste in particolare, incluse nel cofanetto Live 1975/85, Raise Your Hand di Eddie Floyd , This Land Is Your Land di Woody Guthrie, War dell’accoppiata Withfield/Strong e Jersey Girl di Tom Waits (quest’ultima peraltro con un testo aggiuntivo inedito, scritto dallo stesso Springsteen). Quarter To Three (Gary U.S. Bonds) e il Detroit Medley (autori vari) sono incluse nella setlist di Hammersmith Odeon London ’75. Nell’E.P. Magic Tour Highlights si trovano Always A Friend di Alejandro Escovedo e la celebre Turn! Turn! Turn! dei Byrds. This Little Light Of Mine (Dixon Loes), Love Of The Common People (Hurley/Wilkins) e When The Saints Go Marchin’In (tradizionale spiritual) compaiono in Bruce Springsteen with the Sessions Band: Live in Dublin. Il Detroit Medley e Quarter To Three ricompaiono, insieme a Stay (M. Williams) e Rave On (resa celebre da Buddy Holly), in The Legendary No Nukes Concerts.

Un altro fiume springsteeniano in piena

Trapped di Jimmy Cliff, che già era stata pubbicata nell’album We Are The World (Artisti Vari), è ricomparsa con la stessa registrazione in The Essential Bruce Springsteen. Nella raccolta Chapter And Verse invece compare You Can’t Judge a Book by the Cover (Dixon/Diddley), suonata da Bruce con i Castiles. Nell’E.P. del 1998 intitolato Chimes Of Freedom è compresa la celebre versione live springsteeeniana della canzone di Bob Dylan. Infine Trapped torna nel DVD London Calling: Live In Hyde Park, in compagnia di altre cover: London Calling dei Clash, Good Lovin’ (Clark/Resnick) e Hard Times (Come Again No More), brano tradizionale. Nel DVD peraltro torna anche Raise Your Hand, ma in versione solo strumentale nei titoli di coda.

Partecipazioni in compilations

Bruce Springsteen ha pubblicato registrazioni di cover non solo per suoi album in studio o dal vivo, ma anche partecipando a compilations, che spesso tributavano il loro omaggio a un altro musicista, ma non solo. Le canzoni natalizie Santa Claus Is Coming To Town, Merry Christmas Baby e Blue Christmas, ad esempio, sono comparse in compilations di autori vari che celebravano le festività natalizie, collegate a iniziative di beneficienza. Ecco l’elenco delle altre partecipazioni (si considerano solo le canzone eseguite da Bruce in solitaria o con la band e non anche le innumerevoli comparse in esecuzioni di gruppo o di altre band):

  • I Ain’t Got No Home e Vigilante Man – in Folkways: A Vision Shared, l’album-tributo a Woody Guthrie;
  • Viva Las Vegas – in The Last Temptation of Elvis, l’album-tributo a Elvis Presley;
  • Remember When The Music – in Harry Chapin Tribute;
  • Time Of Freedom – in United Artists for the Poet (Bob Dylan 30th Anniversary);
  • Gipsy Woman – in A Tribute to Curtis Mayfield;
  • Shake, Rattle And Roll, Great Balls Of Fire e Whole Lotta Shakin’ Goin’ On – in The Concert For The Rock And Roll Hall Of Fame, insieme a Jerry Lee Lewis;
  • Riding In My Car e Plane Wreck At Los Gatos (Deportee) – in ‘Til We Outnumber ‘Em: The Songs of Woody Guthrie
  • If I Had A Hammer (The Hammer Song) di Seeger/Haus – in Appleseed’s 21th Anniversary (Roots And Branches)
  • Give My Love To Rose – in Kindred Spirits. A Tribute to the Songs of Johnny Cash;
  • My Ride’s Here – in Enjoy Every Sandwich. The Songs of Warren Zevon;
  • Linda Paloma – in Looking Into You. A Tribute to Jackson Browne, insieme a Patti Scialfa;
  • C’era Una Volta Il West – in We All Love Morricone

 

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Dario Migliorini

 

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