Lodi, Creedence Clearwater Revival

Scritto e pubblicato da

Dario Migliorini

Lodi, California. Sono pochi i casi in cui una cittadina così poco attrattiva sia emersa dal nulla grazie a una canzone. E sono poche le band nella storia del rock che in così poco tempo hanno conosciuto un successo tanto grande come i Creedence Clearwater Revival, band costituita nel 1968 e sciolta nel 1972. Il suo leader, John Fogerty, con la sua inconfondibile voce, il suo stile chitarristico che ha fuso il rock’n’roll, il country e il blues e la sua eccellente vena lirica, sarà osannato da pubblico e critica anche durante successiva carriera solista. I Creedence Clearwater Revival lanciarono alcune canzoni entrate nella storia del rock e sono tuttora suonate e cantate in tutto il mondo. Il riferimento è soprattutto alle immortali Proud Mary, Have You Ever Seen The Rain, Who’ll Stop The Rain, Green River. Ma sono tantissimi i pezzi noti e di valore dei Creedence Clearwater Revival. Tra questi c’è proprio Lodi, inclusa in Green River, disco del 1969.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Lodi prende il nome da una cittadina di provincia della California, poco distante dalla capitale Sacramento. Oggi sede di importanti cantine vinicole, Lodi fu allora scelta da John Fogerty per la sua canzone come una tra le tante cosiddette nowhere town, ossia cittadine destinate a rimanere nell’ombra delle grandi e scintillanti città californiane e nel più totale anonimato. Nonostante scriva Lodi ancora giovanissimo, John Fogerty vide se stesso nella parte del musicista sconfitto, ricordando i primi tempi in cui la band suonava spesso in queste cittadine, nelle quali il pubblico era più conservatore, lontano dalle mode e dalle tendenze e, di conseguenza, poco interessato alla musica rock. Lo stesso autore ricorderà in seguito che, proprio come nel testo della canzone, si ritrovò spesso ad esibirsi davanti a gente spesso ubriaca e litigiosa, che a volte mostrava anche disturbo verso la band e le chiedeva di smettere di suonare.

IL MITO DEL MUSICISTA ON THE ROAD

Lodi non è stata la prima canzone (e non sarà certo l’ultima) a parlare delle emozioni e delle sensazioni vissute da un uomo che decide di mettersi in strada alla ricerca di un futuro di successo come musicista. Un destino che in tanti, soprattutto negli Stati Uniti d’America, hanno vissuto con un fallimento all’epilogo della loro breve e triste storia. Lodiè molto significativa perché è una delle canzoni simbolo di questo percorso. Un percorso che parte da casa, con le tasche vuote ma con una manciata di canzoni scritte e un sogno da coronare, e che termina nello stesso modo, con il musicista squattrinato che resta con il solo sogno di ricominciare da zero nel suo luogo natio, salvo rimanere impigliato in una rete che non lo libera.

LA PARABOLA DISCENDENTE

All’inizio le cose sembrano funzionare, al punto che qualcuno (l’uomo della rivista) sembra notare il musicista. Ma poi il protagonista prende atto delle difficoltà che si incontrano nel settore musicale e discografico. Soprattutto perde l’ispirazione e si ritrova, senza soldi, a suonare poco e nei soliti posti privi di visibilità e di opportunità. Arrivano la disillusione e la monotonia in una città estranea che non offre nulla. A Lodi, quella sera, il musicista deluso arriva con in programma un solo concerto, che assomiglia tanto alla fatidica ultima spiaggia. L’ultima strofa di Lodi è emblematica e, nella sua semplicità, di una bellezza sconcertante: “Se solo avessi un dollaro per ogni canzone che ho cantato tutte le volte che ho dovuto suonare mentre la gente se ne stava lì ubriaca, sai, prenderei il prossimo treno per tornare nel posto dove vivo.” Ecco l’epilogo amaro: le tante serate trascorse a suonare hanno portato a niente, se non al forte desiderio di tornare tra la propria gente per ripartire. Un lusso che il musicista fatica a concedersi, non avendo nemmeno i soldi per riprendere il pullman verso casa. Così lui resta stuck in Lodi, bloccato a Lodi.

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

Lodi è una bella ballata che veleggia tra il country, il folk e il rock, suonata solo dai quattro elementi della band, con Doug Clifford alla batteria, Stu Cook al basso, Tom Fogerty alla chitarra elettrica ritmica e John Fogerty alla chitarra elettrica solista e alla voce. I Creedence Clearwater Revival non hanno forse avuto tra i loro caratteri distintivi quello della sperimentazione: i loro pezzi si rifanno per lo più alla musica tradizionale delle radici e Lodi rientra in pieno in questo filone. Eppure il loro sound, impreziosito dalla splendida voce e dai riff chitarristici di John Fogerty, è inconfondibile. Lodi è composta da quattro strofe musicalmente identiche senza un vero ritornello ma con un verso, quello che cita la città del titolo, che ricorre immancabile alla fine di ogni strofa a rimarcare lo stato del protagonista. L’unico intermezzo è rappresentato dagli stacchi che introducono l’ultima strofa, portandola di un tono sopra. Una canzone piacevole che trasporta un testo semplice ma meraviglioso.

CURIOSITÀ

Tra le nowhere town della California Lodi fu scelta per questa canzone – dichiarò John Fogerty – perché aveva un nome carino e facilmente memorizzabile. Qualcuno ha anche ipotizzato che la pronuncia americana del termine riconducesse a un significato nascosto, perfettamente in linea col senso della canzone. Lodi infatti si pronuncia all’americana Low-die, che significa lento morire. E’ anche curioso ricordare che nel 2014, durante uno spostamento sull’Autostrada del Sole nel corso di un tour in Italia, John Fogerty si imbatté nel cartello autostradale che indicava l’uscita per la città di Lodi e ne rimase sorpreso, non sapendo che le città americane così denominate (ce ne sono diverse) dovessero il loro nome, direttamente o indirettamente, alla città lombarda di Lodi, che peraltro è gemellata proprio con la Lodi californiana della canzone.

Se ti è piaciuto questo articolo commentalo e condividilo sui tuoi profili Social!

Lodi, Creedence Clearwater Revival

Scritto da Dario Migliorini

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome
7

Feb 19, 2021

7

Carrello

Categorie

7

Iscriviti alla Newsletter

Traduzioni

7

Potrebbero piacerti anche

7

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest