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Mondo Acido, Luigi Mariano

Aggiornato il 23 Giu, 2022 | Words and Music |
Mondo Acido luigi mariano

Dopo Asincrono (2010) e Canzoni All’Angolo (2016) nel 2022 il talentuoso cantautore Luigi Mariano pubblica il suo terzo lavoro, Mondo Acido, edito da Esordisco, etichetta fondata dal compianto Pierre Ruiz. Mondo Acido si struttura in dieci canzoni, nelle quali Mariano conferma la sua vena cantautorale più profonda e intimista (con forti elementi autobiografici) e la sua brillante (auto)ironia, mentre lascia ai margini la canzone più esplicitamente impegnata su temi socio-politici. Mondo Acido è un disco decisamente riuscito, ben suonato, arrangiato e prodotto. Alberto Lombardi alla produzione artistica e Primiano Di Biase agli arrangiamenti svolgono un lavoro superbo, potendo contare sulle loro notevoli abilità tecniche (Lombardi alle chitarre, Di Biase a pianoforte, organi e fisarmonica), ma anche su altri eccellenti musicisti, provenienti per buona parte dall’entourage di Francesco De Gregori. Nella deliziosa Sotto Sale, scritta in collaborazione con Alessandro Hellmann, Mariano duetta con il cantautore brindisino Tony Bungaro.

CONTINUA LA RICERCA DI UN POSTO NEL MONDO

Se in Asincrono spiccavano l’ironia e la canzone d’impegno sociale, in Canzoni All’Angolo emergeva il conflitto interiore di un uomo alla ricerca di un posto nel mondo. In Mondo Acido troviamo il momento successivo, nel quale le persone cercano anime vicine, amori o amicizie con le quali condividere quella ricerca. In realtà questa distinzione tra i tre album è tutt’altro che rigida: essi si compenetrano nei temi e consentono di osservare il percorso che l’uomo compie nel suo cammino di vita. Mondo Acido sembra raccogliere il testimone dall’ultima traccia dell’album precedente, L’Ora di Andar Via. In quel brano il protagonista (che rassomiglia molto allo stesso Mariano) preannunciava la sua partenza per staccarsi da luoghi, radici e persone che lo avevano trattenuto. Ora non solo la prima parola del nuovo album è parto, ma sia la title track sia la bellissima Rifiorirai esprimono senza mezzi termini l’esigenza di andarsene.

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Un cambiamento per rifiorire

La canzone Mondo Acido è divertente, dal piglio sarcastico e dalle sonorità estive. Proporla come title track dà spessore alla marcata vena autoironica dell’autore e incontra la voglia di leggerezza tipica del periodo estivo. Il sarcasmo nasconde però un malessere: il protagonista non sa scendere a compromessi con le persone e detesta la rissosità della gente, al punto di avere contraccolpi sul suo stomaco, un malassorbimento gastrico che detta una sola soluzione: andarsene, appunto. Alla stessa soluzione arriva la più drammatica ma speranzosa Rifiorirai, ballata lenta basata sul pianoforte e impreziosita dalla sezione archi e dalla pedal steel guitar. Sembra che il narratore dialoghi con una ragazza o un amico, ma più probabilmente parla a se stesso davanti a uno specchio. L’aria si è fatta malsana, ci sono collera e terra arida. Ogni giorno di attesa provoca un inutile appassimento, solo la partenza consentirà un rifiorire alla vita.

Un viaggio in diverse forme

Tutto l’album è impostato sul movimento, fisico o solo nello spirito, spesso in metafora, figura retorica che Mariano maneggia brillantemente. Il Figlio Perfetto, brano country con ritmica swing e un pregevole fingerpicking di Lombardi alla chitarra acustica, mostra in tempi e modi diversi il distacco di due figli da un padre troppo rigido, i cui schemi educativi falliscono inesorabilmente. Un’altra fuga in metafora è cantata in Cara Routine. Disturbato da una prigionia di abitudini e di azioni radiocomandate, l’uomo reagisce alle imposizioni della routine con azioni apparentemente folli. Mariano interpreta con sarcasmo, accompagnato da un accattivante pop-reggae, che nello special diventa rock’n’roll. In Errori di Grammatica, dolce canzone a tempo di tre quarti con sonorità country-folk, è acuto l’accostamento tra gli errori blu che le maestre marcavano a scuola e quelli che si commettono nella vita concreta. Il protagonista non riesce ad adattarsi alle imposizioni della società e si rifugia su una nuvola (di nuovo la fuga in metafora), in un mondo solitario dove tutto appare più semplice e dove nessuno ti costringe dietro una lavagna.

Il viaggio nell’amore

Lo spostamento fisico non è sempre possibile, ma un’altra molla consente di viaggiare, almeno con il cuore: l’amore. Piccolo Valzer in Blu, dolcissimo valzer impostato su chitarra classica, fisarmonica e sezione archi, porta in riva alla Senna e canta l’amore puro, senza sovrastrutture o contaminazioni: “È un libro, un racconto, un mosaico, un dipinto, è musica e canto, ragione e istinto”. Qualcosa che si raggiunge solo con la dedizione: “Oggi per te io salirò barcollanti scale a chiocciola verso il sorriso più azzurro che hai”. Ecco il rischio, ecco l’agognato premio. Viaggiano con i sogni anche i protagonisti di Sotto Sale, brano che ricorda le malinconiche armonie di Fabio Concato. Un uomo ora adulto “ha scordato anni interi”, ma ricorda gli attimi in cui, in una Brindisi torrida e immobile, lui e una ragazza volavano altrove con l’amore. Il superfluo delle loro vite è evaporato come l’acqua, ma quei valori si sono conservati come il sale che resta sul fondo.

Viaggi verso e oltre il cielo

Due meravigliose figure anziane emergono in Vita Rasoterra e Inverno 2063. Nella prima, uno dei pezzi più complessi e meglio riusciti del disco, un uomo arriva alla vecchiaia nonostante le menomazioni causate da una bomba caduta in guerra e dopo aver resistito alle derisioni e ai fallimenti, grazie all’amore e alla musica. Ieri c’erano un pianoforte e un grande amore; oggi, mentre l’uomo ormai claudicante “trova una ragione in ogni passo”, ci sono la scrittura e l’amore platonico verso una giovane barista. Così quella vita rasoterra ritorna a volare. Un viaggio ancora più elevato è compiuto dall’anziano morente in Inverno 2063, ballata acustica mascherata da una geniale ritmica sudamericana. L’autore immagina se stesso a novant’anni, attaccato a macchinari che lo tengono in vita ma desideroso di scappare verso una nuova dimensione, accompagnato dalla musica di Leonard Cohen e Tom Waits. Poesia finissima per una commovente storia di desiderio di eutanasia.

Gli elementi della vita

Il movimento diventa la ragione stessa dell’esistenza in Odissea degli Elementi, pura e coinvolgente energia. Mentre i musicisti si divertono a trasformare la canzone in un vero schiaffo rock, tra imperiosi stacchi, notevoli passaggi armonici ed energici assoli, il testo trasporta un testamento di vita, un messaggio ultimativo. Un uomo inquieto, alla costante ricerca di risposte, segna il suo percorso attraverso i quattro elementi della natura. La terra è solida e dà sicurezza, ma può inaridirsi e perdere i suoi colori. Colori che sono restituiti dal fuoco, che porta passione e ardore, ma provoca anche scottature e dolori. Così si cerca l’acqua, che rinfresca e purifica, ma diventa letale quando tira aria di tempesta. È il momento di librarsi nell’aria, coraggiosi e leggeri. Soprattutto liberi, ma quell’eccesso di libertà diventa essa stessa monotonia. Così si ripiomba giù in basso verso la terra. Una lettura alternativa suggerirebbe la parabola della vita, in cui la terra rappresenterebbe la sicurezza delle radici familiari, il fuoco la passione giovanile, l’acqua la voglia di serenità dell’età adulta e l’aria il rigurgito di seconda giovinezza che spesso ci prende in età avanzata. Alla fine, il ritorno alla terra non sarebbe altro che il riposo finale, la morte.

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ECCELLENZA NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE

Mondo Acido è un album prettamente cantautorale, nel quale la tradizione della canzone italiana si incontra con la ballata americana, ma non mancano riferimenti alla chanson francese e alle ritmiche latine. Sarebbe un errore, però, considerarlo un album standard in cui la musica è al mero servizio del cantautore. In parte perché lo stesso Mariano, come da sua indole musicale, è costantemente alla ricerca di intrecci di armonie e di accordi. Ma l’eccellente produzione artistica di Alberto Lombardi e il sorprendente lavoro di Primiano Di Biase agli arrangiamenti riescono a plasmare un sound che valorizza i virtuosismi dei singoli musicisti senza perdere di vista l’amalgama di insieme. Sembra si divertano il batterista Simone Federicuccio Talone e il bassista Guerino Rondolone a sostenere ritmiche a volte inattese e sorprendenti come in Vita Rasoterra e in Inverno 2063. In un disco che non dimentica l’influenza americana non poteva mancare la pedal steel guitar, suonata dal miglior interprete italiano sullo strumento, Alessandro Valle. In brani come Rifiorirai e Piccolo Valzer in Blu la dolcezza del testo è accompagnata da una sezione archi di quattro elementi diretta dallo stesso Di Biase (il violoncello torna anche nella toccante Inverno 2063).

Dita di velluto

Chitarre e tastiere sono insieme l’ossatura e il ricamo del disco. Le chitarre vedono l’impegno congiunto di Alberto Lombardi e Paolo Giovenchi, che si destreggiano con maestria tra ritmiche elettriche e acustiche e assoli che vanno dal “classico” di Vita Rasoterra all’acustico di Il Figlio Perfetto e Sotto Sale, fino all’elettrico della potente Odissea degli Elementi. Di Biase, dal canto suo, ricorda bene di essere un eccellente pianista (da sentire e risentire la sua parte in Vita Rasoterra e in Errori di Grammatica), ma anche il talentuoso organista di Hammond che De Gregori ha voluto con sé nel recente tour (splendido il lavoro in Odissea degli Elementi). Sopra questa fabbrica di suoni e armonie si presenta, dolce, pungente ma mai cattiva, la voce di Luigi Mariano, che sa anche uscire dai canoni della voce profonda e cantautorale quando richiesto (come in Odissea degli Elementi e nella title track). A sostegno della sezione vocale la corista Anna Fondi (emozionante il suo controcanto in Rifiorirai), mentre in Sotto Sale la splendida interpretazione di Tony Bungaro, tra gorgheggi e acuti, ci riporta con l’orecchio ai tempi gloriosi dell’accoppiata Dalla-De Gregori.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Luigi Mariano, noto per aver anche trasposto in italiano molte canzoni di Bruce Springsteen? Ascolta Mondo Acido e torna a dirmi se la mia recensione ti ha indirizzato bene o vuoi aggiungere qualcosa
  • Oltre a Mondo Acido, Luigi Mariano ha pubblicato Asincrono e Canzoni All’Angolo. Ascoltali e dimmi se pensi che ci sia una traccia comune che il cantautore sta seguendo
  • Il tema della ricerca nella vita, tra radici che rafforzano ma trattengono e nuove libertà che appassionano ma a volte fanno smarrire la strada. Cosa ne pensi?
  • L’educazione dei genitori ai figli emerge in Il Figlio Perfetto. Anche nel mio romanzo Coupe DeVille questo tema è centrale. Lo hai letto? Se vuoi info su Coupe De Ville le trovi qui.

Esprimere se stessi è segno di vitalità e di distinzione. Fallo anche tu e commenta qui.

Dario Migliorini

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Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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