New Year’s Day, U2

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Scritto e pubblicato da

Dario Migliorini

Scritta nel 1982, New Year’s Day fu pubblicata come singolo il giorno di Capodanno del 1983 e poco dopo all’interno dell’album War, terzo disco degli U2. Sia il singolo sia l’album ottennero forti attenzioni di critica e pubblico e diedero grande slancio al successo della band irlandese. New Year’s Day sfondò nel Regno Unito e riuscì a entrare persino nelle classifiche americane. Anche sul lato della critica musicale, la canzone ottenne forti favori, al punto da entrare tra i migliori 500 brani rock di sempre nella graduatoria stilata dalla rivista Rolling Stone. Scritta da Paul Hewson, in arte Bono, il celebre leader e voce della band, New Year’s Day ha spesso tratto in inganno le masse di ascoltatori meno attenti. Lungi dall’essere una canzone di celebrazione del Capodanno, come potrebbero suggerire il titolo e il giorno di pubblicazione, è una canzone dalla genesi molto particolare, tale da incorporare un doppio e distante significato.

SOLO UNA CANZONE D’AMORE?

Leggendo il testo di New Year’s Day appare evidente che la canzone ha subito una variazione di significato in corsa. La prima strofa, infatti, ha tutte le caratteristiche di una canzone d’amore. Un uomo giunge alla fine di un anno e saluta quello nuovo che arriva auspicando di continuare a stare con la donna che ama. Il mondo in bianco in tal caso sarebbe l’ambiente innevato del pieno inverno, ma metaforicamente anche il candore dell’amore più puro. Anche la ripetizione “I will be with you again” di quello che tecnicamente non è né un ritornello né un inciso non sembra spostarne l’interpretazione. Un’ulteriore conferma arrivò dallo stesso Bono: New Year’s Day era nata come canzone d’amore dedicata ad Ali Stewart, compagna di liceo di Paul e proprio allora divenuta signora Hewson (lo è tuttora).

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Solidarność

Proprio in quel periodo Bono, che iniziava a interessarsi di politica, anche grazie all’attivismo della fidanzata, rimase colpito dalla vicenda del leader polacco Lech Walesa, futuro premio Nobel per la pace, che con il suo sindacato Solidarność (che si traduce Solidarietà in italiano) osteggiava il duro regime comunista per la conquista dei diritti civili e dei lavoratori. Bono apprese che nel 1981 Solidarność era stata dichiarata fuorilegge e che Walesa e la moglie erano stati arrestati insieme agli altri leader del movimento. Questo fatto portò il carismatico cantante irlandese a trasformare la bozza di canzone d’amore che era fino a quel momento New Year’s Day in una canzone a sfondo politico, a sostegno della battaglia di Walesa. Ma come potevano convivere i primi versi di una canzone d’amore con i duri versi di una canzone di protesta?

La separazione forzata

Al di là dell’aspetto politico, ciò che colpì fortemente la sensibilità del giovane Hewson, allora solo ventunenne, fu la notizia della separazione in carcere di Walesa dalla moglie, senza che i due potessero vedersi. Il cantante ebbe così l’intuizione di riferire alla situazione dei due coniugi polacchi i versi inizialmente scritti per la sua personale relazione con Ali Stewart. In questo modo si spiega l’apparente distanza tra le due diverse anime del testo di New Year’s Day e a questo fanno riferimento alcuni versi centrali: “Voglio essere con te”, “Io sarò di nuovo con te”, “Noi possiamo venirne fuori, anche se spezzati in due, possiamo essere una cosa sola.” Quasi che queste fossero le parole che Walesa dalla sua cella indirizzava alla moglie, lontana ma accomunata al marito dalla stessa condizione di detenuta.

Potere e denaro

In questa visione acquistano notevole significato i versi che Bono ha scritto più consapevolmente nelle strofe successive alla prima. “Sotto un cielo rosso sangue una folla si è radunata in bianco e nero, a braccia conserte, i pochi eletti”: sono versi che identificano il potere stabilito polacco filo-sovietico, che ha deciso di incriminare Solidarność e di arrestare i coniugi Walesa. Il cielo è rosso come il sangue che viene sparso nella repressione della protesta. I pochi eletti sono i dirigenti del partito comunista che hanno assunto un potere assoluto e antidemocratico. Altri versi importanti: “E così ci hanno detto che questa è l’età dell’oro e l’oro è la ragione delle guerre che facciamo” è il j’accuse di Bono alle motivazioni di potere economico che sottostanno a ogni guerra e a ogni usurpazione di potere. È implicito un forte attacco al potere comunista sovietico, partito da motivazioni ideologiche a tutela del popolo, ma approdato verso un sistema verticistico di potere e di ricchezza, liberticida e irrispettoso delle minoranze.

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UN PIANOFORTE SOPRA UN SOUND DIVENUTO LEGGENDA

New Year’s Day è un brano rock a ritmo veloce che ha rappresentato uno dei primi e più noti esempi del sound peculiare degli U2. La base ritmica è battente: Adam Clayton al basso e Larry Mullen Jr alla batteria si doppiano come metronomi, senza mai interrompere il ritmo. The Edge costruisce una partitura di chitarra che solo in alcuni passaggi prevede pennate piene di distorsione, mentre per gran parte della canzone interviene con i suoi classici riff, velocissimi nell’esecuzione e colmi di riverberi e delay. Se lo stile di The Edge è senza dubbio l’elemento più distintivo del sound degli U2, anche il binomio vocale rappresentato dalla voce cristallina e suadente di Bono e dalle stilettate dal timbro acuto e freddo dello stesso The Edge, ben presenti in New Year’s Day, sono componenti del tutto rilevanti e caratteristici. Sopra di essi però si eleva per l’occasione un pianoforte che compone il tema musicale dominante della canzone. Suonato dallo stesso Bono, pur non essendo un tema particolarmente complesso, rimane ben impresso nell’orecchio dell’ascoltatore e ha sicuramente contribuito al successo del brano, rimasto ad oggi uno dei più noti e amati della band irlandese.

Curiosità

Già dal titolo si intuisce che la canzone è ambientata in un giorno di Capodanno. Bono scelse un giorno emblematico, che spesso simboleggia un momento di svolta, per invece iniziare la canzone dicendo che nulla cambia. Associate alla vicenda dei Walesa, quelle parole resero il significato della canzone ancora più duro. In quel capodanno nulla sarebbe cambiato per due persone ingiustamente in carcere e separate. Ma, proprio mentre gli U2 stavano registrando New Year’s Day e programmando il suo lancio come singolo il 1 gennaio 1983, arrivò la notizia che quello stesso giorno in Polonia avrebbero abolito la Legge Marziale e i Walesa sarebbero tornati liberi. Una coincidenza che intrise di magia e di ulteriore significati quel primo giorno del nuovo anno.

 

Dario Migliorini

 

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Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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