Our love is real: sembra uno slogan, in realtà è un atto d’amore che lega, ormai indissolubilmente, i fan italiani di Bruce Springsteen al loro Boss. La frase prende spunto da un verso della canzone più importante di Bruce Springsteen: Born To Run. Il brano, che ha dato il titolo all’omonimo album del 1975, ha portato Springsteen al decisivo decollo nel firmamento del rock. C’è di più: per dare un’idea di cosa rappresenti Born To Run per Bruce, è significativo considerare due aspetti. Intanto, è di gran lunga la canzone che lui ha suonato più volte dal vivo (ad oggi oltre 1.800 volte). Inoltre, Born To Run rientra in ogni classifica come una delle più belle e importanti canzoni della storia del rock. Dunque our love is real, il messaggio d’amore indirizzato a Bruce dai fan italiani, non poteva che essere estrapolato da questo sontuoso brano.

Il nostro amore è vero

Nel testo di Born To Run, infatti, alla fine della seconda strofa Springsteen canta: “I wanna know if love is wild, I wanna know if love is real”. Ecco il verso: “Voglio sapere se l’amore è selvaggio, voglio sapere se l’amore è vero“. Nella canzone il protagonista si rivolge a una ragazza, Wendy, alla quale prospetta una vita di corsa, con l’obiettivo di raggiungere un giorno la meta agognata. I fan di Springsteen hanno fatto loro quella richiesta d’amore e hanno deciso di utilizzarla come messaggio per Bruce. Lo hanno fatto però in una maniera eclatante e altamente scenografica. Infatti, prima nel 2013 e poi nel 2016, un gruppo di fan ha organizzato la distribuzione di cartelli colorati a migliaia di fan. Questi cartelli, disposti in maniera precisa lungo le tribune frontali al palco, sono andati a comporre proprio quella iconica frase: our love is real.

Il ritorno a Milano San Siro

Come emerso tra i gruppi organizzati di fan italiani, l’iniziativa stava per ripetersi nel 2024. Nei mesi che avrebbero dovuto precedere i due concerti milanesi del Boss, il team di our love is real aveva nuovamente organizzato questa splendida coreografia collettiva. Un miracolo che, ahimè, dovrà essere giocoforza rimandato a causa del rinvio delle due date di Milano, oltre a quelle di Marsiglia e di Praga. Ma, come canta lo stesso Bruce in No Surrenderquesto esercito di fratelli di sangue che sono i fan di Springsteen è duro ad arrendersi.  Questo tributo d’amore è solo rimandato. Quando Bruce tornerà a San Siro, lo attenderà ancora una volta questo spettacolo nello spettacolo. Le luci naturali del tramonto inizieranno a trasformarsi nella prima oscurità serale. A quel punto migliaia di fan disposti sulle tribune del grande stadio milanese alzeranno i loro cartelli colorati. Così gli spettatori presenti, ma soprattutto lo stesso Springsteen e la sua E Street Band potranno godere ancora una volta della splendida coreografia. Il simbolo di un amore incrollabile, che va oltre il passare del tempo e la futilità di tante discussioni e polemiche sul presente e sul futuro del loro idolo.

La generosa raccolta fondi

Per realizzare per la terza volta questo immenso segno d’amore, alcuni fan si sono ricostituiti in un team, denominato proprio our love is real. Questi ragazzi hanno organizzato una raccolta di fondi tramite un sito di crowdfunding. Una raccolta fondi che ha avuto un successo addirittura oltre le attese. Se infatti l’obiettivo era quello di raggiungere un budget di 8.000 euro, in realtà si è arrivati a oltre 11.000 euro, grazie alla partecipazione di 375 donatori. Roberto, uno dei portavoce del team di our love is real, ci racconta che tutto nacque spontaneamente nel 2013. “Per il concerto del 3 giugno 2013 a San Siro chiedemmo a Barley Arts di poter organizzare una coreografia. Claudio Trotta accettò di aiutarci e ci permise di entrare prima allo stadio per provare la coreografia. Così preparammo la grande scritta our love is real e, più sotto, la scritta con le lettere NYCS, per richiedere a Bruce la splendida New York City Serenade. Bruce non la suonò quella sera, ma nei giorni successivi la preparò con la band e ce la regalò nel successivo concerto dell’Ippodromo delle Capannelle a Roma.” Roberto testimonia la grande evoluzione dell’iniziativa: “È un grande dispendio di energia organizzativa. Si è passati dall’utilizzo di circa 25.000 cartoncini nel 2013, per arrivare a circa 43.000 cartoncini nel 2016. Quest’anno eravamo arrivati ad acquistare 45.000 cartoncini. Poi purtroppo è arrivato questo maledetto rinvio” ci dice Roberto, mentre sta tornando da Marsiglia dove era andato per assistere al concerto di Springsteen, anch’esso rinviato. “Ma i cartoncini sono in magazzino, pronti per essere utilizzati. Ora aspettiamo solo l’annuncio delle nuove date” aggiunge Roberto, che poi sottolinea “avevamo già utilizzato il crowdfunding nel 2016, ma quest’anno il successo è stato strepitoso. Devo ringraziare tanto anche i fan stranieri. Forse loro sono più abituati al crowdfunding, ma in tantissimi hanno aderito dall’estero. Spero che anche loro possano poi assistere al coreografia, quando sarà.”

 

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Dario Migliorini

 

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