Coupe De Ville

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16,00

36 reviews for Coupe De Ville

  1. iVO

    Leggendo Coupe DeVille, dopo poche pagine mi sono sentito totalmente coinvolto, al punto che ho fantasticato di essere un passeggero aggiunto sulla bellissima Cadillac.

    In particolare, la lettura delle vicende che riguardano il vecchio Freddie mi ha fatto provare una rabbia e un coinvolgimento almeno pari a quelli che lo stesso Frank ha provato nel romanzo.

    Grazie alla capacità di introspezione dell’autore nella psicologia dei personaggi, penso sia impossibile non guardarsi dentro e non ripensare alla quantità e all’intensità delle proprie esperienze di vita, confrontandole con quelle di Frank Joyce

  2. Lorella

    .
    Complimenti Dario, ho appena finito il libro e sento già la nostalgia dei tuoi fantastici compagni di viaggio. Il tuo stile narrativo mi ha catturato dall’inizio alla fine e mi è piaciuta l’idea che dagli errori ci si può sempre riscattare trasformandoli in buoni e positivi sentimenti.
    Congratulazioni

  3. anna maria

    Devo ringraziare Dario di essere riuscito a farmi leggere un libro dopo tanto tempo che non lo facevo più. Ma mi aveva talmente stuzzicato la curiosità che non ho potuto fare a meno di prenderlo.
    Devo dire che la curiosità è stata ampiamente soddisfatta, ci ho trovato tutto quello che mi aspettavo, e anche di più, perchè, per essere un’opera prima è davvero fatto bene, sia dal punto di vista formale (la scrittura è perfetta) sia dal punto di vista dei contenuti. Davvero tanta roba! I rimandi e le citazioni di Bruce sono un aspetto piacevolissimo, ma è solo una cornice per un quadro davvero notevole dove si rincorrono tanti miti della nostra giovinezza, i valori fondamentali in cui abbiamo creduto, l’amicizia, l’amore, la realizzazione dei propri sogni.
    I personaggi sono delineati benissimo, ci si fa subito “amicizia” e si sentono come compagni di un viaggio che anche noi facciamo insieme a loro. Quello che mi ha davvero commosso è però un personaggio che sembrerebbe marginale nello sviluppo della storia, quel Freddie Barrell in cui ci ho visto il grande Big Man che è stato, nel finzione narrativa di Frank, come nella vita reale di Bruce, quello da cui tutto è cominciato, quello senza il quale non ci sarebbe stata la redenzione di Frank, come non ci sarebbe stata la grande epopea del Boss e della E Street Band.
    Unica piccola critica che mi sento di fare, perchè comunque le critiche servono più delle lodi sperticate, è un difetto che ho anch’ io e quindi mi permetto di farla. Parlo della capacità di sintesi, che potrebbe anche essere un pregio, ma specie in un romanzo lungo diventa un difetto, facendo sorvolare su tanti aspetti che meriterebbero di essere approfonditi di più. Ma capisco Dario, come è successo anche a me con il mio, si ha fretta di arrivare a concludere il libro, la passione spinge a gettarsi nell’avventura, a provare quanto vali, ci siamo messi in ballo e abbiamo fretta di vedere i risultati.
    Ora però non prendermi troppo sul serio, non vorrei che per il prossimo ti impegnassi a scrivere una “Recherche” alla Marcel Proust! Barbosissima!

  4. annamaria

    Ho appena finito di leggere il tuo libro. è stato entusiasmante! sei stato bravissimo, mi sono molto piaciuti i tuoi “camei” di frasi o riferimenti a bruce, che aleggia nel racconto come un folletto benevolo, a ricordarci che tutti nella vita possono arrivare dove vogliono se hanno abbastanza determinazione ma anche, perchè no, un pizzico di fortuna.
    ci sono dei passaggi che davvero mi hanno emozionato, quello che mi ha commosso fino alle lacrime è stato il racconto del vecchio freddy barrell (big man?). non voglio azzardarmi a fare osservazioni sulla qualità della tua scrittura perchè non credo di esserne all’altezza tecnicamente, so solo che mi ha emozionato e questo conta, essere bravi a trasmettere emozioni, proprio come fa bruce!
    ho notato una cosa, quando parli di musica la tua scrittura scorre che è un piacere, si percepisce che è la cosa di cui ti fa più piacere scrivere. ma sei stato bravo anche con il genere noir e d’azione, hai creato la giusta suspense con gli inseguimenti, la mafia, le corse clandestine. un piccolo consiglio da femminuccia? lavora di più sui personaggi femminili, capisco che per voi maschietti non è facile entrare nella psicologia femminile, ma va bene, hai tempo per migliorare! e naturalmente… anch’io aspetto il prossimo!

  5. Manuela

    Non sono una fan di Bruce ma il libro mi è piaciuto molto per il tema del viaggio on the road ma soprattutto del viaggio dentro se stessi che viene fatto dal protagonista
    Mi sono piaciute molto le descrizioni dei tratti caratteriali dei vari personaggi ed i temi trattati, in particolare la guerra del Vietnam.
    È un libro che consiglierei, bravo Dario!👍

  6. Ezio

    Un magnifico libro con un’autentica potenza narrativa. Un viaggio
    vissuto con il trasporto di continue emozioni, proprio come la vita sa riservare. È stato piacevole esserne parte.
    Complimenti Dario. Che Coupe de Ville sia solo l’inizio per un futuro luminoso

  7. paolo

    Quando inizi un nuovo libro è come partire per un nuovo viaggio, decidi di intraprenderlo, pianifichi i tempi ma ovviamente non conosci a priori il risultato complessivo di come andrà effettivamente la tua esperienza.

    Il libro di Dario ti proietta da subito nel suo viaggio che percorrerai in compagnia dei suoi protagonisti e delle loro storie.

    Da subito ti fai coinvolgere dalla trama che di volta in volta l’autore ti presenta in modo molto diretto e scorrevole, delineando in maniera precisa la personalità dei protagonisti e il contesto in cui tale personalità si è ritrovata a trascorrere la propria vita.

    Per ognuno sarà un viaggio ricco di emozioni, colpi di scena, un ritorno al proprio passato.

    Il tutto senza la classica nostalgia del tempo che fu’ , ma come esperienza necessaria a capire meglio cosa e chi sono oggi e soprattutto un modo per trarne nuova linfa per il proprio futuro.

    Un libro bello e coinvolgente, che ti appassiona e che vorresti avere il tempo per leggerlo tutto di un fiato e perché no, un ottimo soggetto per un film come si dice “on the road” accompagnato da intramontabili colonne sonore del rock’n’roll .

    Un esperienza veramente emozionante

  8. Antonello (proprietario verificato)

    E’ passato ormai più di un mese da quando ho finito di leggere il tuo libro, ho preferito aspettare prima di scrivere qualcosa, per vedere se l’effetto benefico dei primi giorni susseguenti alla lettura fossero rimasti.
    Ora che è passato un po’ di tempo, posso sicuramente affermare che è un gran bel libro, scritto molto bene, il che non è scontato, con la giusta enfasi che ti fa venir voglia di continuare a leggere per vedere come finisce la storia.
    Non sono un letterato e non scriverò paroloni, ma posso affermare un paio di cose, è un racconto che nessun fan di Springsteen dovrebbe perdersi, è questo è un po’ il plus per noi fans, ma anche un limite per chi non è avvezzo in quel mondo, sarebbe quindi interessante leggere il parere di chi non conosce i luoghi, la storia, le musiche descritti nell’opera.
    Bruce è come un ombra che aleggia per tutto il racconto, contornato dalle atmosfere musicali dei luoghi visitati. C’è la storia del Rock, ci sono i miti giovanili, c’è tutto quello che ha rappresentato il grande sogno americano per noi di una certa generazione, per questo non possiamo non adorarlo.
    Riguardo ai personaggi, devo confessare che mi sono appassionato maggiormente alla storia di Robbie e la sua bionda che alla storia di Frank, forse leggermente più scontata, ed ho intuito che l’autore si è inserito nel romanzo sotto le veci di Steve, l’osservatore e l’autore del romanzo nel romanzo.
    Per finire, faccio i miei complimenti a Dario, che scrivesse bene, lo si notava già dalle sue Perle, ma per essere al primo romanzo, direi che che è una grande partenza. Chapeu

  9. Claudia angerame

    Narrazione molto fluida, da cui il carattere e il tormento del protagonista, Frank, escono molto ben delineati. La storia sembra incentrata più che altro sulle figure maschili; forse avrei sviluppato un pò di più quelle di Sarah e della prima ragazza di Frank. In particolare per lei credo che tutti i lettori abbiano provato tenerezza.
    Fantastiche le pagine dedicate al periodo buio del protagonista, nelle quali è percepibile la forte tensione degli eventi, e quella del recupero dell’opera di Freddie. Ho interpretato la sua figura come speculare a quella di Clarence Clemons, e avrei sviluppato di più anche questa; ma poi penso che nella storia la carne al fuoco fosse già tanta, e magari sarebbe diventato complicato.
    Bruce Springsteen si respira a pieni polmoni in ogni singola pagina: chi lo ama ha la sensazione che prima o poi faccia capolino e si materializzi al fianco dei protagonisti e del lettore; ci sono momenti in cui si ha la netta sensazione di assistere dalla prima fila alle scene di alcuni pezzi fondamentali per chi professa il credo springsteeniano. In chi invece non lo conosce, o magari ne sa poco, nascerà la curiosità di avvicinarsi a lui e di approfondirne la conoscenza.
    L’atmosfera americana e “on the road” sono rese molto bene; il tema del viaggio come percorso di introspezione che poi porta alla redenzione è puntuale.
    Io sono un pò fissata con la punteggiatura e la sintesi: trovo che la prima sia utilizzata benissimo, e che la seconda abbia permesso all’autore di dare vita a capitoli brevi e intensi, che in alcuni topici momenti della storia tengono il lettore con la testa infilata nel libro.
    Avanti tutta, Dario.

  10. sabina.dalzovo

    Ci sono romanzi che nascono con un destino tracciato. Giocando con le parole possiamo dire anche destinati a lasciare tracce. Questo libro è uno di essi. Tra gli aspetti innegabili di Coupé DeVille c’è il suo affascinante tempismo. Uscito in piena pandemia, quando il tempo ci stringe e costringe dentro quattro mura ripetute, questo libro ha il merito e il potere di farci viaggiare. Possiamo scegliere se essere anche noi seduti sul sedile posteriore, oppure a cavallo di una nota, tra le canzoni che ne scandiscono il ritmo e ne accompagnano la narrazione.
    Apparentemente il protagonista è Frank, ma la sua anima e il suo personaggio vengono delineati appieno solo man mano che ogni altro elemento di questo puzzle trova il suo posto nella cornice. Forse non esiste un vero protagonista e forse lo sono tutti. A partire dalla redenzione, necessaria ma non cercata a ogni costo.
    Ricordatevi un nome. Freddie. Tenetelo a mente perché solo lì, solo davanti al suo nome troverete tutta l’anima di questo libro. Non sarà luccicante come la sua copertina, ma dentro sentirete la stessa poesia.
    Una piccola imperfezione nel tratteggio dei personaggi femminili ne amplifica il valore, mantenendo integra la coerenza nella narrazione.
    Alla fine.. Quando avrete voltato anche l’ultima pagina, vi verrà voglia di chiedere subito “come continua la storia? ”
    Buona lettura

  11. Alessandra Pretini

    Sono arrivata alla fine di Coupe de Ville e mi è spiaciuto che sia finito. Una bella storia e personaggi a cui ti leghi molto. I complimenti a Dario soprattutto per la sua fantasia e la sua creatività. Mi hai fatto viaggiare.

  12. Gianmario

    Grazie Dario per aver scritto un libro così piacevole, sono “appena sceso” dalla Coupe DeVille e mi è sinceramente dispiaciuto che il viaggio fosse “già” finito. Dico così perché ho avuto spesso l’impressione di esserci anch’io su quella macchina, di averli conosciuti davvero quei personaggi così ben descritti e così credibili, attraverso le loro diverse “umanità” e le loro tante storie di vita vissuta. Il libro “on the road” é poi anche accompagnato dalla musica e nei luoghi del Boss e questo è assolutamente un grosso plus che arricchisce ancor più la vicenda con i valori tipici del versatile cantautore Born in the U.S.A. Insomma un libro davvero da consigliare a chiunque ami la buona musica e i sentimenti e valori forti quali amicizia e amore. Grazie ancora Dario!

  13. Elisa Denegri (proprietario verificato)

    Ho letto , “km per km”, questo romanzo: sorrisi, emozione, qualche lacrima. Penso che il gioco di Dario nel percorrere le strade di Bruce attraverso le esperienze di Frank, senza mai fare sovrapposizioni, sia il tratto saliente del romanzo e la misura dell’abilità dello scrittore. Complimenti !

  14. Federico

    Federico Roma 13. 01. 2021
    Gran bel Romanzo, tra i tantissimi spunti interessanti, quello che per me è da mettere in primo piano, sono i Valori che emergono, l’ Amore, la Fratellanza, il Rapporto Genitori/Figli, ma soprattutto l’ Amicizia, il vero Filo Conduttore del Romanzo, l’ aspetto che più mi ha toccato ed Emozionato. Poi la trama, con i suoi molteplici personaggi, ognuno con una propria storia, che potrebbero benissimo essere spunti e protagonisti per altri Romanzi. Infine Lui il Boss Bruce Springsteen, la sua presenza aleggia su ogni pagina del Romanzo, probabilmente è l’ Ispiratore, la Guida del Romanzo stesso, ma il Racconto si sviluppa con una sua autonomia, interessante e piacevole anche per chi non conosce Bruce. Naturalmente Libro che non deve mancare nelle case degli Appassionati del Boss.
    Bravo Dario Migliorini, Complimenti per questa tua Opera Prima.

  15. Pietro pandini

    Conosco The Boss solo marginalmente, leggo più saggistica che narrativa perché raramente i romanzi mi hanno coinvolto. Mi devo ricredere su questo di Dario Migliorini in quanto leggendo avevo l’impressione di essere là con i protagonisti in empatia con i loro sentimenti e le loro emozioni e vedere i luoghi del loro viaggio.
    Di grande effetto ed azzeccati i diversi salti temporali.
    Grazie.
    Attendo il prossimo.

  16. Giusy

    Una narrazione scorrevole e molto avvincente.. moltissimi i ricordi in me evocati nelle citazioni di brani di artisti dell’America anni 70 , anni della mia gioventù serena.. ben misurati nei tempi i capitoli che rendono questo romanzo molto scorrevole e avvincente.. bellissima storia d’amore tra i due co-protagonisti Robbie e Sarah che si intreccia con la guerra nel Vietnam “accennata” da Frank e la sua musica che non basta ascoltarla ma occorre sentire i solchi della puntina sul disco così come un aratro sulla terra.. consigliato!

  17. Angie (proprietario verificato)

    Ciao Dario il mio modesto parere tecnico sul tuo bellissimo Coupe DeVille.
    Le parole sono scelte con cura, il registro è spontaneo senza inutili abbellimenti stilistici che potrebbero confondere o peggio stancare il lettore, la scelta della semplicità comunicativa mai banale, accompagnata dalla accuratezza rende il racconto coerente con il contenuto, ottima la scelta di non abbondare con aggettivi e avverbi, le intenzioni comunicative sono chiare, aiutate soprattutto dall’azzeccata scelta dell’uso dei tempi dei verbi, cosa per nulla facile considerati i diversi salti temporali, personalmente ho particolarmente apprezzato l’uso del presente storico proprio quando era necessario. Lo stile del registro è sintetico e chiaro, scevro di inutili arzigogoli ma allo stesso tempo completo. Questo stile di scrittura mostra a mio avviso lucidità di pensiero, capacità di sintesi e talento espressivo. Insomma ti faccio i miei complimenti spiegandoti perché te li faccio.
    Aspetto il secondo! Ciao – Angie

  18. PIETROBELLONI

    Complimenti a Dario per il suo primo romanzo.
    È un racconto avvincente che scorre via come le ruote della Deville sulla strada della musica, del vecchio blues ma non solo. C’è anche un po’ di azione e tanto , tanto sentimento.
    Grazie a Dario e complimenti ancora.

    Leggetelo ne vale la pena.

  19. Giorgio Dioli

    Un gran bel libro bravo Dario

  20. Giorgio Dioli

    Bravo Dario un bel viaggio in posti fantastici con gente che mi piacerebbe conoscere….o forse già conosco!!

  21. Luisa

    Che dire ? Beh, innanzitutto che Dario Migliorini, lo scrittore di questo romanzo, è una persona così sensibile e umana, che è riuscito a trasmettermi nitidamente l’autenticità di cosa provava mentre scriveva le esperienze vissute da Frank e la sua comitiva, a bordo della rossa fiammante Coupe DeVille.
    Un libro ben scritto, scorrevole e senza intoppi. Dario, attento molto ai particolari, al punto tale da coinvolgermi completamente e farmi sentire partecipe con loro, come quinto passeggero nella macchina.
    La cosa bellissima secondo me di questo romanzo, è come poi, durante il viaggio, riesci ad affezionarti ai personaggi, fino a sentirli amici.
    I miei amici del cuore sono stati Frank e Sarah, perché in loro ho ritrovato frammenti di me e della mia vita e Freddie per la sua saggezza da uomo appassionato della forma d’arte più alta e nobile che ci sia, ovvero la musica.
    Un bellissimo viaggio on the road per le highway americane, emozionante fino a riuscire a visualizzarne immagini, scene, perfette persino per realizzare un film.
    Grazie Dario per questo meraviglioso libro…

  22. Paolo Tomei (proprietario verificato)

    Ho terminato questo libro nel giro di pochi giorni, troppo curioso di arrivare alla fine.
    Si è trattato di un viaggio emozionante che mi ha fatto rivivere sensazioni ormai da tempo assopite.
    Paure, dubbi, disagi, rabbia, felicità, tristezza.
    Dicono che i libri migliori sono quelli che riescono a guardarti dentro, nei quali puoi leggere un po’ di te all’interno di quelle pagine. Ed è proprio quello che è successo a me con il romanzo di Dario.
    E al termine di questo viaggio, c’è forse la cosa più importante: il ritrovarsi.
    Quel “tornare a casa” che rappresenta un po’ il valore guida di tutto il libro. Perché, come ci ricorda Dario con una citazione iniziale di Springsteen :” Tutti hanno bisogno di un posto dove stare, tutti vogliono avere una casa, non fa differenza che nessuno lo dica, a nessuno piace stare solo”.
    Il tutto è raccontato con uno stile semplice e scorrevole, in grado di tenere incollato il lettore fino alla fine.
    Complimenti all’autore e ancora grazie per questa piacevole lettura che ci hai regalato.

  23. Carolina

    Ho letto CoupeDeVille tutto in un fiato, come mi accade con i libri ed i personaggi che mi piacciono e mi coinvolgono. Anzi non i personaggi, le persone, belle ed interessanti che i libri mi fanno incontrare. Nel romanzo di Dario ce ne sono molti, oltre ai protagonisti, tante persone che con la loro vicenda testimoniano tante dimensioni della vita. C’è la Musica; c’è il viaggio – fuori e dentro di sé, nel passato che si è vissuto e nel futuro che si prova ad immaginare e a costruire; ci sono i sentimenti e le emozioni – l’amicizia, l’amore, nelle sue molte forme, l’entusiasmo per un progetto, il dolore per l’abbandono o per la malattia, l’altruismo, l’ironia, la paura, la generosità, la speranza, la tenacia, la pazienza, l’empatia; c’è il sogno americano, raccontato come opportunità; c’è la Storia; ci sono i paesaggi degli States, quelli noti e quelli inattesi… La scrittura è scorrevole, ma precisa e sostiene con disinvoltura le moltissime vicende che questo romanzo racconta. Forse è questo l’aspetto che mi ha colpita di più, la capacità dell’autore di inventare o di scovare e di raccontarci davvero tante vicende, tutte ben raccordate e credibili. Ritmate, la sceneggiatura è lì, a un passo…
    Quindi mi congratulo con Dario per la bella prova ed attendo con curiosità la prossima idea. E nel concludere la mia lunga recensione – sperando siate arrivati fino a qui! – una richiesta: quando incontrate Freddie Barrell omaggiatelo con un fiore da parte mia e confermategli che il sogno a cui ha lavorato con amorevole cura è sbocciato. E questo penso valga anche per Dario

  24. Elena Cecconi

    Ed eccomi al termine di questo avvincente romanzo.E’ stato un bel viaggio in compagnia di personaggi che,pagina dopo pagina,ti catturano con le loro umane vicende e le loro intime introspezioni.Una bella storia in cui la vera protagonista rimane la vita in tutte le sue umane sfumature descritte sempre con magistrale dinamismo e dove la musica fa da piacevole e discreto sottofondo.
    Grazie Dario per questo entusiasmante viaggio!

  25. nikinaki

    Ho appena finito Coupe DeVille, il libro che mi è stato regalato… o meglio, sono appena rientrata da un tour negli States con quattro amici.
    Belllissimo viaggio nel paese delle occasioni.. la semplicità con cui si viene trascinati nella storia e la profondità con cui si entra nell’animo dei protagonisti, man mano che si scorrono le righe, fanno sì che il libro finisca troppo presto!
    Come un filo sottile nella trama scorre la purezza d’animo delle amicizie di lunga data e degli affetti famigliari, orgogliosi, testardi e dolcissimi, come quelli di tutti noi.
    Il dolore della perdita, l’accettazione della sofferenza propria ed altrui ed il rispetto dei sentimenti del prossimo sono una costante in questo percorso travagliato di riscoperta di sè….ed è la prima volta che mi trovo sul divano, in riva ad un fiume ad ascoltare la musica di un’armonica che non sento suonare ed è bellissimo! Il libro arriva in un momento in cui riceverlo è stato importante e prezioso. Mi sento di dire Grazie all’autore.

    Daniela M.

  26. Fabio

    Davvero complimenti Dario. Un libro che inevitabilmente trasuda Bruce in ogni pagina ma che é anche molto di più. Uno spaccato di vita americana attraverso 40 e passa anni di racconti. Dopo aver letto il libro mi è molto più chiaro perché nelle presentazioni sui social citavi soprattutto This Hard Land. Complimenti soprattutto per le immagini che ci hai trasmesso dei luoghi; una su tutte quella dell’oceano. E spero proprio che possa esserci un seguito.

  27. Stefano (proprietario verificato)

    Caro Dario, ho tenuto il tuo libro come regalo di Natale, l’ho finalmente iniziato ieri e oggi ne ho terminato la lettura. Essendo questo un post pubblico non entro nei particolari per evitare di togliere la suspence della trama a chi deve ancora leggere il libro. Ma sento il bisogno di raccontare la mia esperienza: ho riso, ho pianto, ho ripensato e rivissuto momenti della mia vita, è stata una bellissima avventura. Hai la stoffa per diventare un grande scrittore e grazie per le emozioni che la tua opera ha creato, il rock n’ roll ha poi fatto il resto illuminando di luce il mondo fuori dalle pagine in cui mi ero immerso. GRAZIE.

  28. Massimo l.

    Ho letto con piacere il libro del nostro Dario Migliorini..Frank mi ha preso per mano, mi ha fatto salire sulla sua auto e mi ha accompagnato nel suo viaggio per affrontare il passato con cui doveva fare pace insieme ai suoi amici..
    Una storia coinvolgente, bella ed avvincente, una esperienza di vita che si lascia leggere con facilità.
    Bravo Dario, come primo lavoro è riuscito benissimo..

  29. Alan

    L’esordio letterario di Dario Migliorini è sicuramente da 5 stelle.
    Il libro racconta una storia on the road per le strade americane di un gruppo di vecchi amici e di nuovi amici.
    La trama è scorrevole e molto avvincente, alterna momenti dell’oggi a momenti del passato dei viaggiatori seduti sulla magnifica Coupe DeVille.
    Durante la lettura si percepisce che c’è un’attenzione alla ricerca delle parole scelte dall’autore per accompagnarti in questo viaggio in cui una pagina tira l’altra.
    Ero curioso di capire come avrebbe concluso il racconto e anche il finale del libro ha un suo perchè.
    Consiglio a tutti la lettura di Coupe DeVille, ne vale la pena.

  30. Celestina

    Complimenti a Dario che è riuscito a scrivere un libro dove,quando arrivi all’ultima pagina,quasi ti dispiace perché vorresti rimanere ancora un po’ coi suoi personaggi.

  31. Roberto

    Dario è riuscito a fare quello che ogni lettore, amante di Springsteen, sogna di fare: scrivere un libro, su quell’universo a cui si sente di appartenere.
    Riesce a fare i suoi richiami al mondo springsteeniano e alla musica rock in generale, muovendosi su quel filo sottile*, che divide la banalità, dalla citazione in cui riconoscersi.
    I personaggi sembrano davanti a noi, e più che leggere un libro ci si sente come un ulteriore passeggero, che in silenzio guarda quello che sta succedendo intorno a lui.
    Difficile trovare un punto in cui dire “ok mi fermo continuo domani”, si va avanti spediti come quelle sere tra amici, che non si vorrebbero far finire mai…
    Ovviamente non ho nessuna velleità di critico letterario, ma da lettore orgogliosamente ben al di sopra della nostra media nazionale, lo consiglio a chiunque voglia passare un po’ di tempo con tutte quelle storie che spesso ci fanno passare dai sorrisi agli occhi lucidi…

    *una citazione, fatemela fare anche a me… 😀 :D: D

  32. Anna Rita Farina

    Ciao Dario, appena finito di leggere Coupe DeVille, nonostante la settimana impegnatissima sono riuscita ad immergermi in questo viaggio ripercorrendo alcune strade e immaginando di percorrerne altre, in quel paese che amo tanto: USA.
    Lettura gradevolissima con momenti intensi. All’inizio tutto mi conduceva a Bruce e conoscendo molte cose sulla sua vita privata e artistica la lettura scorreva pensando a lui (ombra costante in tutto il romanzo), ma subito Frank, Robbie e Co. prendono il sopravento. Sono loro i personaggi e qui si rinvigorisce la potenza dello scrittore Dario Migliorini che va oltre, che crea altri personaggi, altre situazioni, crea suspence, meraviglia e stupore. I personaggi sono ricchissimi di emozioni, di incertezze, perplessità, di amore represso e sincero, sono vulnerabili ma allo stesso tempo forti e tenaci. Sono come i personaggi dei testi/poesie/canzoni di Bruce, sono umani. Siamo Noi.
    Non nego che certe pagine le ho lette con le lacrime agli occhi, le più emozionanti sono state quelle relative a Freddie Barret, lo Sciamano che racchiude tanta saggezza, ricchezza, conoscenza che la serba a colui che può tramandarla valorizzandola ed impreziosendola.
    Il tema dell’amicizia, tanto caro a Bruce, traspare in ogni pagina, amici di lunga data e nuovi. La famiglia come punto di partenza/rottura e arrivo/intesa. L’amore in tutte le sue sfaccettature. La ricerca di sé stesso attraverso solitudine, dissidi, divergenze, violenza, rischi e pericoli. Sono costanti la solidarietà, l’accoglienza e l’altruismo altri pilastri da tenere eretti e saldi in questa nostra società sempre più egoista e individualista.
    Hai centrato appieno il tuo obiettivo. Il romanzo è indirizzato a ogni Lettore.
    p.s. Grazie per avermi ricordato Fade Away, canzone che non ascoltavo da tanto.

    Ad Majora! Anna Rita

    13/12/2020

  33. Antonio mariniello (proprietario verificato)

    Davanti allo scoppiettante fuoco del mio camino ho appena portato al termine la lettura del romanzo del nostro Dario Migliorini! Davvero un bel libro, non ce che dire, durante la lettura mi é sembrato di essere il quinto elemento sulla Deville! Vivendo le emozioni che i protagonisti attraversavano giorno dopo giorno,miglia dopo miglia! Che siate Springsteeniani o no, questo è un libro che vi consiglio vivamente. Ora Dario aspetto la tua prossima fatica letteraria! ?

  34. Pietro marchesi

    Ciao Dario.
    Ho finito la lettura del tuo libro. Sono sceso dalla Coupe de Ville. Non posso fare altro che complimentarmi e ringraziarti per avermi fatto immaginare come sarebbe bello farmi prestare quella macchina e creare un itinerario che tocchi tutti i luoghi ed i personaggi che sono intervenuti nella mia vita e pensare a quello che mi hanno dato e magari a quanto mi hanno cambiato. Penso che ci vorrebbe qualche mese ma riuscirebbe a far emergere tutto quello che abbiamo tralasciato per tanti motivi…tempo, lavoro, fretta, vita frenetica…e scopriremmo tante cose che non abbiamo colto od abbiamo perso.
    Grazie ancora.

  35. Salvo garozzo (proprietario verificato)

    Ciao Dario, ho appena finito di leggere il tuo romanzo e per quanto mi riguarda devo veramente farti i miei più sinceri complimenti perché è bellissimo!
    Mi ha fatto provare diverse emozioni e non è mancato certamente il personaggio in cui ritrovarmi , mi ha fatto commuovere ma anche provare momenti di suspence, è una bellissima storia dove rischio e avventura non mancano ma soprattutto valori come amore, amicizia, fratellanza e l’importanza del significato di alcuni generi della musica americana e delle sue origini, ed è poi veramente pazzesco come sia una storia parallela a quella di Bruce Springsteen con tanta poetica dei suoi testi e similitudini della sua vita ma che nello stesso tempo viene citato pochissime volte.
    Per finire e per quanto poco può contare il mio parere posso solo dirti che per me sei veramente un bravissimo scrittore e sarò sicuramente tra i primi a leggere il tuo prossimo libro.
    Grazie! ??❤️

  36. Alberto (proprietario verificato)

    COUPE DeVille
    Frank è tornato a casa

    2 anni fa lessi l’autobiografia di Bruce Springsteen, Born tu run, e ne rimasi incantato. Non perché fossi un amante del Boss (cosa che ovviamente sono), ma perché non avrei mai immaginato che avesse avuto una vita così difficile, il che lo rende ancora più immenso.

    Dario Migliorini, al suo primo romanzo, è riuscito, attraverso il percorso di vita di Frank Joyce, a farmi in parte rivivere quelle emozioni.

    Frank è quasi coetaneo di Springsteen, viene dalla sua stessa terra, quel Garden State, New Jersey, che ha visto generazioni di emigrati, soprattutto italiani e irlandesi (proprio come i genitori di Bruce e di Frank), lottare ogni giorno per sopravvivere e per dare un futuro migliore ai propri figli.

    I parallelismi tra il Boss e Frank sono tanti, ma Dario riesce con grande maestria a fare in modo che non si soprammettano e che Frank mantenga una propria identità e percorra una propria strada, che solo in parte è sovrapponibile a quella di Bruce. Forse, ma questa è una mia interpretazione, Frank cade in quei tranelli della vita (corse clandestine, rapporti con la mafia, alcol) nei quali anche Bruce avrebbe potuto cadere nel suo difficile cammino degli anni ’60, fino al successo dei primi album. Bruce riesce a non cadere mai nell’illegale (escluso il fatto di aver guidato senza patente un furgone dalla East alla West coast, insieme ai suoi compagni), Frank ci cade, ma si rialza con tutta la sua forza. Entrambi hanno un padre ostile ai loro sogni di rock and roll, entrambi hanno madri amorevoli, donne italiane di altri tempi, che fanno di tutto per sostenerli e permettere loro di comprare la prima chitarra, dal valore oggettivo e simbolico enorme, la chiave di volta della loro vita. Il grande sacrificio per acquistare uno strumento che, se regalato, non gli avrebbe fatto capire quanto dura poteva essere la vita di un cantautore in quella Jungleland degli anni Sessanta e Settanta nel New Jersey, uno stato indicato come “Stato Giardino” degli USA, ma dove a farla da padrone, in quegli anni, non sono i giardini, bensì le grandi fabbriche, la malavita, il gioco d’azzardo, i grandi casinò, la scena musicale della costa, dove ognuno può realizzare l’american dream, ma dove in fondo, se vuoi sfondare, devi spostarti, sia fisicamente (come a fatto Bruce con quell’incredibile viaggio verso la California e come ha fatto Frank, seppur non andando nella West Coast), sia a livello di obiettivi artistici (alla fine Frank diventerà famoso come scrittore, anche se il suo sogno era diventarlo come musicista). E in questo assume un ruolo fondamentale il vecchio di colore, proprietario di un negozio di vinili a New Orleans, Freddie Barrell, che aprirà involontariamente la strada di Frank verso lo studio della storia della musica, fatto questo che lo porterà a diventare un grande recensore di musicisti e poi uno scrittore di fama.

    La musica non va solo suonata, ci ricorda e ci insegna l’autore di questo romanzo, va anche saputa raccontare e interpretare, va resa sempre fruibile alla gente che la vuole ascoltare e, a volte, anche a quelli che non la vogliono ascoltare, ma che, semplicemente, si mettono sotto un palco per rimorchiare o bere una birra. In fondo, sotto a quel palco, in mezzo a gente che non ti ascolta, ci potrebbe essere un grande critico musicale che fa la tua fortuna, oppure un agente che ti ingaggia, oppure un tuo amico che non ha il coraggio di farsi rivedere, oppure la tua dolce metà, che cercavi da una vita, e che non ascolta il suono, ma le parole che canti e se ne innamora, e con esse, si innamora anche di te.

    Dario ci prende a bordo di una mitica automobile, la Coupe Deville, e con passione, trasporto, emozione e, da non sottovalutare negli scrittori contemporanei, con una sintassi, ortografia, punteggiatura, logica grammaticale praticamente perfette, ci culla per le grandi strade e per gli sporchi vicoli americani, dall’inferno fino alla redenzione, dalla miseria, che accomuna di nuovo Frank a Bruce, fino al successo e alla ricchezza (mai ostentata), come guidati per mano dal fantasma di Tom Joad, con un lieto fine che ci fa capire quanto sia importante ritrovare le proprie radici familiari, amare la grande musica che (così come la scrittura) è salvifica e purificatrice, seguire i propri sogni e viaggiare. Si, viaggiare è una delle condizioni fondamentali per conoscere gli altri e trovare (o ritrovare) se stessi. Il viaggio non solo come meta da raggiungere, ma come vissuto quotidiano, dove le tappe diventano esse stesse meta e dove fermarsi in un locale sconosciuto, ad ascoltare una band di giovani speranzosi, è tanto importante quanto arrivare sani e salvi alla fine del nostro cammino, dove non saremo grati soltanto alle nostre capacità e all’averle trasformate in un libro o in un pezzo da hit parade, ma lo saremo anche a quel vecchio proprietario del bar, col grembiule sporco, a quei boccali di birra bevuti ascoltando una band che nessuno si filava, per scoprire poi che sarebbe diventata una E-Street Band.

    Un grande omaggio a Bruce, non soltanto nelle citazioni che si ritrovano discrete e mai invadenti nel corso del romanzo, ma nel titolo di molti capitoli, che sono titoli di canzoni del Boss ed hanno una loro logica nel contesto della vita di Frank, che è poi la vita di tutti coloro che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco ogni giorno e, raccontando poi il proprio cammino, senza nascondere alcun fallimento, sono stati da esempio per molte generazioni.

    Così come ho amato il Born tu run di Bruce, così ho amato il Coupe Deville di Dario che ringrazio per le belle emozioni che mi ha regalato.

    Viva la letteratura, viva la scrittura, viva la musica, viva il viaggiare e l’amare, in una parola: viva Bruce e chi lo ama!

    Alberto Peroni
    8-12-2020

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