Recensione 57 Channels (And Nothin’ On), Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Human Touch | Recensioni

57 Channels (And Nothin’ On) è la terza traccia dell’album Human Touch di Bruce Springsteen, pubblicato nel 1992. Fu anche il secondo dei tre singoli estratti dall’album. Brano composto sulla base di un classico giro blues, fu trasformato in studio da Springsteen in un sorprendente pezzo dai richiami hip-hop. Come Soul Driver e Real World, 57 Channels (And Nothin’ On) fu scritta nel 1990 e presentata live ben prima di essere pubblicata in studio. Il tema – la solitudine nell’assenza di contenuti nella comunicazione televisiva – è trattato da Springsteen in modo apparentemente leggero ma geniale. Al punto che 57 Channels (And Nothin’ On) passò in poco tempo dall’essere una canzone quasi umoristica a un brano di impegno civile. Anche le sue versioni live hanno conosciuto diverse forme. Una canzone davvero camaleontica.

Il lusso a L.A. (e nient’altro)

Anno 1990. Bruce Springsteen era ormai un uomo ricco e, insieme alla moglie Patti, si era trasferito in California, a Los Angeles. Bruce era in quella fase della vita in cui, ai problemi di identità e di salute psichica, si aggiungeva un nuovo status personale che rischiava di allontanarlo ancora di più dalla sua natura di uomo della strada. 57 Channels (And Nothin’ On) è stata scritta sul divano di una camera lussuosa, davanti al maxischermo di una televisione satellitare di nuovissima generazione. Fu allora che Bruce, come tanti abituato a un numero ristretto di canali televisivi, se ne ritrovò improvvisamente a decine tra cui scegliere. Si rese presto conto, però, che quei canali, tra intrattenimento e pubblicità, offrivano ben poco in termini di contenuti.

57 Channels (And Nothin’ On): il paradosso

L’origine della canzone (leggi qui la traduzione) proviene quindi da una comune esperienza personale. Bruce scrisse di getto la canzone, originando una vicenda tanto paradossale quanto diffusa tra la popolazione benestante. Springsteen immaginò di essere un uomo così contrariato dal nulla di quanto veniva proposto in TV da reagire in modo drastico e incontrollato. A maggior ragione perché il suo alter ego, il protagonista della canzone, viene abbandonato dalla donna che frequenta. Nella canzone, infatti, lei lo lascia perché lui non riesce più a coinvolgerla e appassionarla. Questo nonostante l’uomo abbia procurato per loro tutto ciò che la ricchezza gli consente di avere. A quel punto l’uomo “assassina” la sua avveniristica televisione, colpevole di avergli saputo dare nient’altro che 57 vuoti canali. Questo “delitto” gli costa un giudizio di colpevolezza per disturbo alla quiete pubblica, ma anche un conclamato stato di follia. “Posso vedere dai tuoi occhi che sei del tutto perso“, canta Bruce in chiusura, affidando le parole al giudice che emette la sentenza.

57 Channels (And Nothin’ On): dal sarcasmo al sociale

Il significato di 57 Channels (And Nothin’ On) si è evoluto nel tempo, quasi che lo stesso Springsteen l’abbia considerata un cantiere aperto. Evidentemente Bruce si rese conto del dirompente potenziale lirico della canzone. La prima versione, eseguita dal vivo nel 1990 per il Christic Institute, sembrava un testo intriso dell’ironia più leggera. In quell’occasione la canzone aveva persino provocato qualche risata divertita tra il pubblico. Con la registrazione della versione che finirà sull’album il brano acquisì un sarcasmo più affilato. A questo condussero anche le scelte di arrangiamento di Springsteen: la ritmica incalzante, il suono cupo dei sintetizzatori e il timbro oscuro della sua voce.

57 Channels (And Nothin’ On) e la rivolta di Los Angeles

Infine, le esecuzioni live dopo il lancio dell’album avevano dato al testo un significato ancora più duro. In particolare, il coro ossessivamente ripetuto no justice, no peace si riferiva al pestaggio subito da Rodney King da parte della polizia di Los Angeles. La successiva assoluzione dei poliziotti aveva provocato una protesta violenta, nota come la rivolta di Los Angeles. La scelta di Springsteen fu criticata, non solo dalla parte più conservatrice dei suoi fan. Anche parte della critica ritenne forzato l’accostamento di questi gravi temi di attualità con le folli futilità di un uomo estremamente benestante. Nella testa di Bruce c’era evidentemente l’accostamento, non immediato ma interessante, tra la vuotezza della comunicazione dei media e le colpe delle istituzioni nei fatti di Los Angeles.

57 Channels (And Nothin’ On): una canzone camaleontica

L’evoluzione dei significati di 57 Channels (And Nothin’ On) ha visto un’evoluzione parallela dal punto di vista musicale. La prima versione live acustica, suonata solo con la chitarra in un classico giro blues, era cantata da Springsteen con tono più ironico. Questa versione accompagnava coerentemente un testo colmo di sarcasmo verso chi viveva col portafoglio ricco ma con contenuti estremamente poveri. Poi Bruce si rese conto che quel testo esprimeva una ferma accusa alla società, specie a quei ceti facoltosi che ora lui vedeva più da vicino. Così anche la canzone diventò più cupa. La versione ufficiale entrata in Human Touch mostra oscure tastiere, il ritmo monotono di un basso ripetitivo e un’interpretazione vocale più fosca. Infine, quando Springsteen decise di abbinare alla canzone un significato di protesta sociale e politica, la versione live della canzone trovò un’impostazione rabbiosa. In quelle versioni si ascoltavano una batteria più piena, percossa sul rullante, una chitarra elettrica distorta e acida, un cantato più acuto e ruvido. Versioni che furono accompagnate da sequenze registrate di notiziari e rotocalchi televisivi, oltre che dal citato coro no justice, no peace. Anche la videoclip che sostenne il lancio del singolo aiutò nell’intento, rappresentando immagini di guerriglia urbana e attualità politica.

La storia live in un triennio

Nonostante allora fu uno dei tre singoli di Human Touch, la storia live di 57 Channels (And Nothin’ On) restò racchiusa nel triennio 1990/93. A ottobre 2024 si contano 110 performance dal vivo, due delle quali furono eseguite allo Shrine Auditorium di Los Angeles a beneficio del Christic Institute. Le altre 108 appartengono esclusivamente al World Tour ’92/’93 che promosse gli album Human Touch e Lucky Town. Da allora non è più stata eseguita dal vivo. In compenso in quel tour fu sempre suonata, a conferma della centralità che Springsteen attribuì alla canzone in quell’epoca.

 

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci 57 Channels (And Nothin’ On) di Bruce Springsteen?
  • Tre diverse versioni tra studio e live. Quale preferisci?
  • L’esperienza di Springsteen in un genere non tipicamente suo. Cosa ne pensi?
  • Il tema della vuota comunicazione dei media si incrocia con un grave fatto di cronaca. Come vedi questo collegamento indiretto tra temi apparentemente separati?

 

ASCOLTA LA CANZONE

 

Leggi anche: recensione di Brilliant Disguise

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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