All God’s Children è la quarta traccia dell’album Faithless, il terzo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Un album che in realtà è la colonna sonora di un film mai uscito nelle sale. Uno spiritual western di cui non si sa niente di più, se non che avrebbe dovuto essere girato intorno al 2004 e intitolarsi proprio Faithless. Per la colonna sonora la produzione aveva incaricato lui, Bruce Springsteen. Ancora più di Where You Goin’, Where You From e di Faithless, All God’s Children ha la natura di preghiera, riconducibile agli spiritual neri e, ancora più indietro, ai salmi ebraici. Infatti, la musica sottostante è monocorde come quella di una cantilena e i testi sono ripetitivi come spesso nelle ritualità religiose. Del resto, sappiamo come in fondo anche il blues e il rock’n’roll, con la loro frequente ripetizione di musica e testi, abbiano un’origine di black music spirituale. Preghiera di fede e di inclusione, All God’s Children sembra la versione religiosa di un’altra canzone di Springsteen, divenuta ormai un grande classico, che affronta lo stesso tema da un versante più laico: la stupenda Land Of Hope And Dreams. Ne parlo più avanti.
All God’s Children: la preghiera del peccatore
Già dagli episodi precedenti dell’album Faithless abbiamo compreso come il protagonista del fantomatico film omonimo sia originariamente un peccatore senza fede. Dal momento che ora l’uomo si sta avvicinando a Dio, la preghiera che pronuncia è innanzitutto l’ammissione dei propri peccati. C’è però un altro elemento centrale: il desiderio di inclusione dei peccatori e degli ultimi. Molti uomini hanno strisciato come serpenti, simboli di bassezza e di tentazione. Altri hanno volato e cantato come uccelli, simboli di elevazione e di libertà. C’è chi, come il protagonista, è caduto e ha conosciuto da vicino l’inferno, arrivando a scavarsi la fossa che avrebbe occupato con i suoi errori. C’è chi, invece, ha saputo risollevarsi e vivere nella fede di Dio. Ora però – canta Bruce – è arrivato il momento di ruotare con la luna fino a eclissarsi e risorgere poi con il sole. Ecco tornare, come in Where You Goin’, Where You From, il tema del passaggio dalla morte dell’anima priva di Dio alla rinascita nella fede. A quel punto l’uomo viene rapito: un rapimento nel senso inverso a quello comunemente inteso. Quello operato da Dio equivale alla liberazione, perché simboleggia il raggiungimento della fede. C’è un percorso da compiere, che passa anche dalle tentazioni del Demonio, per arrivare alla santità.
All God’s Children e la terra della speranza e dei sogni
Come detto, oltre al tema della salvezza individuale, All God’s Children trasporta anche un tema di inclusione. A tutti i figli di Dio – canta ancora Bruce – deve essere riconosciuta la dignità di occupare il proprio posto sulla Terra. È, del resto, uno dei momenti fondamentali del messaggio portato da Gesù Cristo. È anche un messaggio che Bruce, in un approccio più laico, aveva affrontato in Land Of Hope And Dreams, canzone scritta qualche anno prima e divenuta un grande classico a tempo di record. Dopo una prima parte di proposta del viaggio alla propria amata, in quella canzone Springsteen utilizza il treno come simbolo di accoglienza di tutti: santi e peccatori, perdenti e vincenti, ladri e prostitute, fino alle anime dei defunti. In quella canzone Bruce privilegiava un messaggio laico di accoglienza e inclusione. In All God’s Children, così come in tutto l’album Faithless, il messaggio diventa religioso, come vuole la trama del film.
All God’s Children: una preghiera di tutti
All God’s Children è una preghiera recitata su un tema musicale monocorde per tutta la sua durata. La ritmica è affidata a percussioni basilari che eseguono un ritmo quasi tribale. Ad esse si aggiunge il contrabbasso di Ron Aniello, mentre l’armonia è sorretta da una steel guitar, di cui Springsteen fa uso cospicuo per tutto l’album. L’artista è accreditato anche all’organo e al pianoforte, ma di questi strumenti non sembra esserci grande traccia. La struttura prevede, nel modo dei salmi antichi ma anche degli spiritual neri, alcuni versi cantati dalla voce solista, mentre il glory, alleluia si allarga alla presenza di cori. Molto particolare la scelta di Bruce in termini di timbro vocale. Se in Where You Goin’, Where You From il suo canto è più ordinario, quasi dimesso, in All God’s Children Springsteen canta con voce roca e con una pronuncia sporca, trascinando le parole, rendendole a volte quasi incomprensibili. I cori di Patti Scialfa, Lisa Lowell e Soozie Tyrell, pur essendo più ordinati rispetto all’asincronismo di Where You Goin’, Where You From, sono ancora ispirati al canto degli schiavi neri nei campi di cotone.
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