All That Heaven Will Allow è la terza traccia dell’album Tunnel Of Love (1987) di Bruce Springsteen. Ballata rock dalla ritmica brillante e dalle sonorità semi-acustiche, All That Heaven Will Allow già dal titolo lascia trasparire un testo di speranza e di serena accettazione nel quale il protagonista (pochi dubbi che si tratti dello stesso Springsteen) prende atto del suo nuovo status di rockstar mondiale e cerca una pace interiore che gli faccia accettare serenamente ciò che da quel momento in poi il destino gli avrebbe riservato. Registrata in studio dallo stesso Springsteen in veste di polistrumentista (oltre a lui è accreditato solo Max Weinberg alla batteria), All That Heaven Will Allow è stata eseguita dal vivo solo durante il Tunnel Of Love Express Tour e un’altra manciata di occasioni nel corso dei tour del nuovo millennio.

Lei è tutto ciò che il cielo può mandare

Come gran parte dell’album Tunnel Of Love, anche All That Heaven Will Allow (leggi la traduzione qui) sembra fare aderire il proprio significato alla nuova situazione sentimentale di Springsteen. Il narratore è in realtà un lavoratore squattrinato che ha un dollaro in tasca, ma cerca di entrare lo stesso in un locale notturno, sostenendo di aver lasciato a casa il portafogli nei pantaloni da lavoro. Là dentro lo aspetta la donna di cui è innamorato. È lei tutto quello che lui desidera, è lei tutto quello che il cielo gli sta concedendo. Fidanzandosi con lei (si parla anche di un anello a promessa di un futuro matrimonio), lui sta dimenticando i tempi bui (“pioggia, tempesta e cieli neri“) e si sente forte per superare i problemi che si presenteranno.

Bruce e Patti

È fin troppo facile ricondurre a Bruce il riferimento ai pantaloni da lavoro (una sua prerogativa anche quando ha raggiunto opulenza e notorietà), ma il carattere autobiografico della canzone è confermato da tanto altro. Proveniente da periodi burrascosi (il riferimento è in particolare al matrimonio fallito con Julianne Phillips, ma anche, piu in generale, alle sue insicurezze personali e ai suoi disturbi mentali), Bruce stava trovando in Patti Scialfa una donna che non solo lo attraeva, ma ancor più gli restituiva una sensazione di solidità, anche in una prospettiva di vita insieme. Se questa lettura sembra ineccepibile, tuttavia è anche da notare che, se la canzone è stata composta nel corso del 1987, delineava già una relazione in corso con la sua corista, nonostante il divorzio dalla Phillips arriverà formalmente solo nel 1989.

La felicità della vita

Nonostante la netta distinzione in termini stilistici e la differente situazione esistenziale di Springsteen nelle due epoche, mi piace tracciare un parallelo tra All That Heaven Will Allow e Badlands. Questo parallelo mi viene suggerito in particolare da due versi. In Badlands Springsteen canta “per quelli che hanno una convinzione, una profonda convinzione interiore, che non ci sia peccato nell’essere felici di essere vivi“. In All That Heaven Will Allow Springsteen canta: “Alcuni vogliono morire giovani, giovani e in gloria. Beh, signore, ascoltami bene, quello non sono io, amico“. Nella prima Springsteen si ribella a un senso di predestinazione e cerca di sconfiggere chi lo vuole buttare a terra. Nella seconda, invece, Bruce esprime la sua volontà di non sfidare il destino per godere della nuova serenità che trova con la donna che ama. Nello stesso tempo in entrambe le canzoni Bruce dichiara in senso lato la sua visione di vita, che si contrappone alla sfida al destino che ha visto soccombere molti uomini. Una visione che si riferisce in primis alle sue vicende personali  ma che in un raggio più ampio affronta coraggiosamente i pilastri più auto-distruttivi del rock, i cui eroi cercavano la gloria superando i limiti della stessa natura umana, fino a sfidare (e spesso a trovare) la morte.

Una brillante ballata

Ballata rock dal ritmo brillante e dall’andamento leggero, All That Heaven Will Allow è stata interamente suonata da Bruce Springsteen nella registrazione in studio, se si eccettua la parte di batteria, a cui ha provveduto Max Weinberg. Accompagnata da una chitarra ritmica acustica, la canzone è retta nelle sue melodie da un tappeto di sintetizzatori a cui nel corso della canzone si aggiunge anche una parte di chitarra elettrica e una seconda parte di tastiere. Nella seconda sezione della canzone, a dare un ulteriore elemento di dinamica, interviene anche uno sfizioso controcanto, eseguito dallo stesso Springsteen. Le versioni dal vivo, che tutto sommato rispettano le sonorità della versione in studio, hanno visto poi l’aggiunta della pedal steel guitar di Nils Lofgren e di cori in stile gospel, eseguiti da alcuni dei componenti della E Street Band.

Il siparietto della panchina

All That Heaven Will Allow è stata eseguita dal vivo solo 82 volte, di cui 67 nel corso del Tunnel Of Love Express Tour. Le restanti esecuzioni, se si eccettua una sola esibizione nel corso del The Ghost Of Tom Joad Tour, appartengono ad alcune delle tournée del nuovo millennio. Per ciò che riguarda la tournée del 1988, la canzone è rimasta imprescindibilmente legata al divertente siparietto della panchina, sulla quale sedevano Clarence Clemons, poco prima autore di un pregevole assolo di sassofono, e lo stesso Springsteen, il quale sottolineava quanto fosse bello essere ancora lì, dopo 15 anni, insieme ai suoi grandi amici. In realtà sappiamo che proprio al termine di quella tournée Bruce si separerà dalla E Street Band per poi ritrovarla in studio a metà degli anni novanta e dal vivo alla fine del secolo scorso con il celebre Reunion Tour.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci All That Heaven Will Allow di Bruce Springsteen?
  • Quando il rock’n’roll diventa pop. Suoni più morbidi. Quale Springsteen preferisci?
  • Pensi anche tu che dietro al protagonista ci sia lui, Bruce?
  • L’amore e il rock sono vita. Cosa pensi del mio passaggio sul messaggio forte che Bruce ha portato nel rock?

 

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Dario Migliorini

 

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