Altalena Boy/Vetulonia Dakar è una raccolta del cantautore toscano Lucio Corsi. Pubblicata nel 2015, non può essere definita un primo album di inediti perché raccoglie due EP, Altalena Boy e Vetulonia Dakar. Il primo, composto di cinque canzoni, in realtà è il secondo in ordine di registrazione, essendo stato inciso a novembre 2014. Vetulonia Dakar, anch’esso formato da cinque brani, è precedente, risalendo ad aprile dello stesso anno. Mentre Vetulonia Dakar era stato anche pubblicato, Altalena Boy era rimasto nel cassetto per un paio di mesi. Poi, a gennaio 2015, insieme all’etichetta discografica Picicca, Lucio Corsi decise di pubblicare la raccolta dei due EP. Il titolo, Altalena Boy/Vetulonia Dakar, è una prima conferma che questa raccolta sia l’unione di due entità musicali distinte. Anche la scelta di mantenere per Altalena Boy/Vetulonia Dakar una doppia copertina (entrambe realizzate dalla madre di Corsi, la pittrice Nicoletta Rabiti), conferma la volontà di pubblicare questa raccolta come somma di due mini-album.
L’inversione degli E.P.
Le dieci canzoni di Altalena Boy/Vetulonia Dakar hanno durate mediamente molto brevi, occupando nella totalità meno di mezz’ora di musica. Nonostante i diversi periodi di registrazione e le differenze di genere musicale, i brani si amalgamano piuttosto bene in un’unica pubblicazione. È singolare, tuttavia, la scelta di far precedere nella tracklist le canzoni di Altalena Boy. La singolarità della scelta si motiva intanto proprio perché le canzoni di Vetulonia Dakar sono state incise prima. Ma c’è un altro aspetto: le canzoni di Vetulonia Dakar hanno un riferimento musicale che proviene dal folk anni ’60, con arrangiamenti semplici di chitarra acustica e percussioni. Ne sono esempio Cocomero e Canzone Per Me. Le canzoni di Altalena Boy si evolvono nel sound, introducendo organi, sassofono, base ritmica batteria/basso e perfino qualche effetto elettronico. Avrebbe quindi avuto più senso logico una tracklist invertita rispetto a quella definitiva. Ma anche in questo, evidentemente, Lucio Corsi ha voluto sorprendere.
Il ritorno ai favolosi anni ’60 e ’70
Lucio Corsi, con le canzoni di Altalena Boy, sembra spostarsi dai “folkettari” primi anni ’60 per guardare più avanti, tra la fine di quel decennio e l’inizio di quello successivo. È molto esemplificativo, in tal senso, l’assolo di organo alla fine di Migrazione Generale Dalle Campagne Alle Città. Un po’ il David Bowie di Life On Mars?, un po’ il Lou Reed di Sunday Morning, un po’ anche i suoi cantautori italiani preferiti, Rino Gaetano in testa. Anche la ripetizione frequente, a volte ossessiva, dei versi cantati riporta a certe tecniche liriche di quei periodi. Grande assente è il pianoforte acustico, a cui Lucio Corsi preferisce organi, harmonium e tastiere. Il pianoforte entrerà nei suoi arrangiamenti dal secondo album, Bestiario Musicale, e non ne uscirà più. Anche a livello vocale c’è un’evoluzione. Le canzoni di Vetulonia Dakar, in particolare, sembrano riportare al canto parlato e trascinato del primo Dylan, benché il timbro vocale sia totalmente diverso. Le canzone di Altalena Boy introducono episodi di canto più melodico. Molto particolare, in gran parte delle canzoni della raccolta, l’utilizzo del controcanto. A volte è un coro fantasma, molto basso sia come volume, sia come intensità, a puro sostegno della voce principale. In altri momenti invece è una sorta di urlo sgraziato, a simulare un canto popolare da osteria.
Altalena Boy/Vetulonia Dakar: domina il nonsense
Per ciò che riguarda i contenuti, l’utilizzo del nonsense e del grottesco fanno pensare a testi privi di un significato razionale. Molto spesso, le sue storie e le parole citate dai suoi personaggi sembrano scevri di senso logico. In realtà, come avviene nel Teatro dell’Assurdo, il giovanissimo Lucio Corsi ambisce a dirci qualcosa, rifiutando però una struttura logica e consequenziale della narrazione. Lo fa ricorrendo, un po’ nello stile di Rino Gaetano e di certo Edoardo Bennato, all’assurdo, alla favola, al fantasy. Anche all’umanizzazione del regno animale e vegetale. E lo fa tramite una sorprendente dimestichezza con le figure retoriche, dalla similitudine alla metafora, dall’iperbole all’allegoria. Nella narrazione, tra alieni, animali, personaggi bizzarri e cose inanimate che prendono vita, va anche a sfruttare (e spesso a smontare) proverbi e modi di dire, credenze e usanze. Forse lui non vuole prendersi così sul serio, ma tant’è, il risultato della sua narrazione è indurci a pensare. Soprattutto a comprendere quanto siamo limitati dai luoghi comuni e dagli stereotipi. E quanto diventiamo stupidi, spesso cattivi, nelle nostre reazioni verso chi prova a sgretolarli.
Altalena Boy/Vetulonia Dakar: il giovane Lucio si racconta
C’è anche tanto la persona Lucio Corsi nelle canzoni di Altalena Boy/Vetulonia Dakar. Il giovane cantautore narra in prima persona, a volte senza veli, altre volte mascherandosi nei suoi personaggi. Che siano uomini, animali o cose che si animano, è evidente come in essi si nasconda lo stesso ragazzo della Maremma. Gli argomenti cardine della sua narrazione sono il contrasto giovanile tra realtà e sogno, tra terra e cielo, oltre alla contrapposizione tra città e campagna. Lo sradicamento del giovane Lucio dalla Maremma verso Milano riporta ancora alla contrapposizione tra realtà-campagna e sogno-città. È un argomento che rimarrà centrale anche nei lavori successivi. Il sogno della città, legato per lo più alle vicende musicali, può diventare un incubo esistenziale, dal quale si può fuggire in due soli modi. Il ritorno a casa, alla terra (“amo la terra“, canta Lucio in Dinosauri) è un’opzione del tutto concreta. In alternativa c’è la fuga nello spazio, dove il Lucio-alieno può fuggire, almeno con l’immaginazione. In questo ultimo aspetto, inevitabilmente emerge la grande influenza del David Bowie di Space Oddity. Il Duca Bianco, peraltro, influenzerà sempre più Lucio Corsi anche nel look che utilizzerà sul palcoscenico: maschere di trucco bianco, tute e copricapi da astronauta/extraterrestre.
Le mini-recensioni delle canzoni di Altalena Boy/Vetulonia Dakar
Da oggi e nelle prossime settimane pubblicherò le mie mini-recensioni delle canzoni di Altalena Boy/Vetulonia Dakar e poi degli album successivi. Segui i link qui sotto, man mano che li troverai linkabili.
- Altalena Boy (leggi la mini recensione)
- Alieni (leggi la mini recensione)
- L’Astronave (leggi la mini recensione)
- Godzilla
- Migrazione Generale Dalle Campagne Alle Città (leggi la mia recensione)
- Dinosauri (leggi la mia recensione)
- Søren (leggi la mia recensione)
- Le Api (leggi la mia recensione)
- Cocomero (leggi la mia recensione)
- Canzone Per Me (prossimamente)
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