Another Thin Line è la terza traccia dell’album Perfect World, l’ultimo dei sette lost albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. Il brano è anche il terzo accreditato in tandem a Bruce Springsteen e Joe Grushecky, dopo I’m Not Sleeping e Idiot’s Delight. Sulla genesi di Another Thin Line c’è molta confusione. Soprattutto è difficile comprendere quale sia stato l’apporto dei due autori sul lato lirico e sul lato musicale. Sicuramente la canzone è stata scritta prima del 2000, dal momento che Springsteen la suonò a giugno di quell’anno durante il Reunion Tour, presentandola come brano scritto insieme a Joe Gruschecky. Altre dichiarazioni e interviste rendono meno chiaro chi scrisse cosa. Grushecky dichiarò di aver mandato la canzone a Bruce su richiesta di quest’ultimo. Springsteen la depositò nell’estate 2000 a nome soltanto suo. Quando poi Grushecky la incluse nel suo album East Carson Street del 2009, la canzone fu accreditata a entrambi i musicisti. Cosa che è stata ora confermata con la pubblicazione di Springsteen in Tracks II.
Another Thin Line: lo stile di Springsteen
Escludendo ovviamente impossessamenti indebiti della canzone, è possibile che Grushecky abbia passato la bozza della canzone su richiesta di Bruce, che voleva lavorare su nuovo materiale da adattare al sound elettrico dell’allora ritrovata E Street Band. Non si sa in quale stato di bozza fosse la canzone, ma si può pensare che Springsteen ci abbia assiduamente lavorato per renderla molto rispondente ai suoi canoni lirici e al sound della sua band. Sul lato lirico, in effetti, delle tre canzoni a paternità condivisa con Grushecky, Another Thin Line è quella più associabile allo stile di scrittura di Bruce. Il testo è più fluente e, soprattutto, c’è una narrazione a mo’ di storia, raccontata in prima persona. Le due precedenti, invece, hanno uno stile più diretto/ideologico, meno frequente nei testi di Bruce. Da notare, come curiosità, che il primo verso di Another Thin Line verrà utilizzato da Springsteen, sempre come verso di apertura, nella canzone Shackled And Drawn, incluso nell’album Wrecking Ball (2012).
Another Thin Line: rimangono soltanto affetto e speranza
Il testo di Another Thin Line dipinge la situazione di una famiglia di lavoratori, si presume appartenenti al ceto proletario, con dei figli da mantenere. Non si naviga nell’oro, ma le cose sembrano funzionare: la coppia ha un bel legame, i figli crescono e, come metafora di benessere, perfino il gatto ingrassa. Ma è un “tirare avanti”, svolgendo un lavoro duro, mentre si invecchia e si fa più fatica. “Smetti di pregare che le cose migliorino e preghi perché non peggiorino“, dice l’uomo, arrendendosi agli effetti usuranti del lavoro e del tempo e sperando che almeno lo status quo venga preservato. Ci sono le rinunce, anche le sconfitte, ma l’unione consente di andare avanti. Anche quando, a un tratto della storia, succede che le cose davvero peggiorano. Arriva il licenziamento e i soldi finiscono. Bisogna dedicare il poco che si ha alla cura di chi si ammala e rinunciare al superfluo, compresi – si intuisce nel testo – i regali di un nuovo Natale che incombe. La famiglia fa quadrato, retta dagli affetti e dalla positività di un “ce la faremo” ripetuto nei ritornelli. L’uomo, però, si chiede quando arriverà il suo turno per un po’ di fortuna. Quel momento in cui non sarà ancora lui a essere cacciato sul fondo della scala sociale, tra le “anime da bruciare“.
Another Thin Line: l’emblema del rock
Tra i dubbi che accompagnano la genesi della canzone, rimane anche quello della data di registrazione di Another Thin Line nella versione di Bruce. Ad indicarci che, con tutta probabilità, la canzone sia stata registrata dopo il 2010 è un indizio importante: alla chitarra c’è Tom Morello. Il chitarrista e leader dei Rage Against The Machine partecipò alle registrazioni dell’album High Hopes di Springsteen nel 2014 e lo accompagnò anche in parte del successivo tour. È pertanto probabile che la registrazione risalga a quel periodo o agli anni successivi. Il brano è l’emblema del rock più viscerale della E Street Band. Intanto, basso e batteria tornano a essere solidamente occupati da Garry Tallent e Max Weinberg. Sono poi presenti più partiture sia di organo che di chitarra, accreditate a Springsteen e a Ron Aniello. Al pianoforte l’E-Streeter Charles Giordano, assiduo frequentatore degli studi di registrazione, oltre che dei palcoscenici, con Bruce in quegli anni, specie dopo la triste dipartita del grande Danny Federici.
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