Recensione Asincrono, album di Luigi Mariano

di Dario Migliorini
Musica Indie
Asincrono è il primo album del cantautore salentino Luigi Mariano. Pubblicato nel 2010, l’album è formato da 13 canzoni di diversa origine cronologica. Asincrono, infatti, spazia da brani composti negli anni ’90 del secolo scorso a canzoni scritte in epoche di poco precedenti al suo lancio. Canzoni molto diverse tra loro, sia in termini di genere musicale, sia per impostazione lirica. L’autore stesso le ha definite “sfumature spiazzanti”. Sul lato musicale il disco sorprende perché accoglie la canzone cantautorale, ma anche il blues, il rock, il reggae, fino a sonorità latineggianti. Le partiture e gli arrangiamenti musicali, tutt’altro che banali, vedono coinvolti ben sette musicisti e addirittura otto coristi. I loro notevoli contributi sono ottimamente plasmati dal grande lavoro di produzione di Alberto Lombardi, eccellente polistrumentista e finissimo arrangiatore. Sul lato lirico in Asincrono il musicista salentino varia con grande libertà e un pizzico di follia dal testo intimista alla canzone d’attualità. Sia quando affronta aspetti autobiografici, sia quando approccia ai temi sociali e politici, Luigi Mariano mostra una vena (auto)ironica davvero brillante. La scuola è quella di un maestro della satira in musica, il grande Giorgio Gaber, a cui l’autore si ispira in diversi brani. A Gaber è dedicata anche la bellissima Cos’avrebbe Detto Giorgio?.

Asincrono: un album di colori e sfumature

Nella sua varietà di colori musicali e lirici, che lo rendono un album sorprendente fresco e multiforme, Asincrono mantiene un suo fondamentale trait d’union. In particolare, è il concetto del tempo a tendere un filo conduttore tra i diversi brani. Un passato difficile e un futuro colmo di attese sono compressi nel presente, nelle ore di una giornata-tipo. L’uomo che fin dalla mattina affronta un giorno difficile è lo stesso che la sera fa l’amore più inebriante con la donna che ama. Nel mezzo si incastrano momenti intensi, vita intrisa di pensieri, dubbi, irritazioni, ricordi e desideri che riempiono di passione le ore di una giornata. L’uomo si rende conto di quanto il mondo sia ingiusto e affronta queste scomode prese d’atto con la dote del sarcasmo. L’uomo sperimenta quanto il ménage quotidiano renda difficile la convivenza delle diverse anime in una coppia e reagisce ora con il sorriso, ora con l’introspezione. L’uomo convive con le incomprensioni verso un padre che non accetta le sue scelte e gli indirizza parole di lucida tenerezza. L’uomo cerca infine la reazione: a volte lo sorregge l’autoironia, altre volte sogna la fuga. In altri momenti ancora serve l’indagine più profonda.

 

Un uomo che pensa e soffre nella sua giornata-tipo

La vena ironica è già presente in apertura. Il Giorno No, pezzo basato su giri armonici blues di chitarra, descrive un insieme di situazioni sfortunate trattate con un’elevata dose di gaberiano sarcasmo. A svoltare in una giornata nata storta non aiutano di certo i rotocalchi televisivi di attualità. Lo Sgarbi che nega l’esistenza della mafia ispira all’autore il brano più rock dell’album, che ricorda il sound e le atmosfere dei primi Nomadi. Ne Il Negazionista convivono la rabbia profonda e l’ironia più tagliente. Tra citazioni storiche e argomenti di attualità Mariano trasforma la negazione dell’evidenza nell’evidenza dell’errore. Anche la consapevolezza dell’atavica lottizzazione della Rai, immancabilmente occupata dai governanti di turno, è un motivo di denuncia. In Rai Libera!, breve brano con il ritmo e la solennità di una marcia, si torna a esprimere la protesta. Tuttavia, rabbia e sorriso si mescolano nel modo più scanzonato, al punto da ricordare alcune canzoni di Renzo Arbore.

La pungente satira gaberiana

Il risentimento causato dalle difficoltà della vita si fa ancora più acuminato quando riguarda le scelte personali dell’autore. L’omaggio a Gaber torna evidente ne Il Singhiozzo, brano che unisce strofe blues con piglio autoironico a ritornelli di denuncia esplicita su un tappeto di rock quasi progressive. Il singhiozzo che coglie il protagonista è espressione del suo disagio personale e sociale. La società, dalle sfere più domestiche a quelle collettive, è sempre pronta a puntare il dito contro errori, difficoltà e fughe dal seminato più conformista. Anche Canzone Di Rottura, divertente ballata blues, parte da un approccio ironico, ma la lama del sarcasmo si fa decisamente contundente. Luigi Mariano, sfruttando brillanti giochi di parole, esprime la sua irritazione verso diversi bersagli. Dalla famiglia che prova a ostacolare le sue libere scelte di vita si passa alla ragazza volubile e incoerente. Nell’ultima strofa, infine, l’attacco si fa diretto nei confronti dei politicanti che promettono e non mantengono.

Finisce un amore grande ma asincrono

Anche il lato sentimentale e passionale riporta a vicissitudini personali dell’autore. Il tema, dall’intimità del rapporto sessuale alle difficoltà della convivenza fino alla rottura della relazione, è approcciato da Luigi Mariano in tre differenti modi. Intimità, la canzone che chiude l’album, è un intenso brano arpeggiato alla chitarra acustica, accompagnato da riff chitarristici che riportano alle radici musicali americane. Mariano mescola nella poesia gli elementi fisici dell’atto sessuale con i voli sublimi a cui conduce il piacere frammisto all’amore. Torna invece un approccio più autoironico in Asincrono, la title track dell’album. I tempi e i ritmi personali dei componenti di una coppia rischiano di essere a volte troppo differenti. Asincroni, appunto. Nella canzone, piacevole ballata dalla ritmica sincopata e da riff latineggianti di chitarra acustica, emergono le inevitabili incomprensioni. Situazioni critiche che però vengono trattate con tutta l’ironica leggerezza di cui l’autore è capace. Le crisi preludono spesso alle rotture. Non Ti Chiamerò, bellissima ballata di strofe arpeggiate e ritornelli da potenziale hit, affronta il momento della separazione. Un uomo e una donna si struggono tra i fallimentari tentativi di recupero del rapporto e il distacco netto per sperimentare l’assenza dell’altro.

I desideri di fuga e il senso di rinascita

Le amarezze e le irritazioni che la vita riserva possono portare a diverse reazioni. La tentazione della fuga è un tema frequente nella letteratura e nella musica. E quando la fuga fisica non è percorribile, si ricorre all’evasione onirica. È ciò che succede al protagonista di Solo Su Un’isola Deserta, pezzo di stampo reggae ispirato musicalmente ai contemporanei lavori di Simone Cristicchi. L’isola deserta è il classico luogo lontano di fuga, nel quale si riuscirebbe a stare soli. Ma, in una lettura alternativa, è anche metafora dell’isolamento in se stessa della persona che non condivide i tratti dominanti della società che lo circonda. L’indagine introspettiva si rivela alla fine la vera soluzione. Luigi Mariano trova lo scatto in avanti quando comprende che la collera provocata dalle difficoltà e dalle ingiustizie si può superare. L’ironia è un’arma, ma ancor più lo sfruttamento pieno e coraggioso del tempo che ogni uomo ha a disposizione per conoscere, osare e amare. Questa reazione porta l’autore a comporre uno dei suoi brani più belli. Questo Tempo Che Ho è una deliziosa ballata basata su un arpeggio di chitarra acustica e su inserti di violino. Il testo ha un’origine fortemente autobiografica, dai lunghi periodi di depressione, causata da dubbi, indecisioni e incomprensioni, a una luminosa rinascita, tra musica e socialità.

I tre diademi di Asincrono

Asincrono si completa con tre brani di notevole spessore. Edoardo è il meraviglioso brano che Luigi Mariano ha dedicato al padre. Salvatore Mariano, piccolo imprenditore che nutriva grandi aspettative per i figli, avrebbe desiderato un futuro da medico per Luigi. La scelta di quest’ultimo di inseguire il suo sogno musicale non è mai stata accettata dall’esigente genitore. La canzone, basata su una splendida melodia di pianoforte, prende spunto dal triste volo suicida di Edoardo Agnelli nel 2000. Rivedendosi in quella tragica vicenda personale, Mariano scrive un testo commovente che riesce a esprimere contemporaneamente rammarico, fierezza e tenerezza. Il Solito Giro Di Blues è il pezzo forte dell’album sul piano musicale. La canzone evidenzia più di tutte l’innata capacità di Mariano di lavorare su imprevedibili sequenze di giri armonici e di accordi spesso dissonanti. Anche il testo è brillante: in tandem con Questo Tempo Che Ho, affronta la negatività del momento con uno scatto in avanti. Nella sua abilità di paroliere l’autore sfrutta significati e assonanze della parola blues. Il genere musicale, ovviamente, ma anche il senso di malinconica tristezza che esprime il vocabolo nella lingua inglese. C’è anche l’assonanza con il colore blu, che si mescola in una tavolozza di colori nel sorprendente finale. Cos’avrebbe Detto Giorgio?, infine, è la perfetta summa dell’album. La ballata cantautorale si struttura su parti di pianoforte, chitarra acustica e archi. Mariano torna alla denuncia di tanti aspetti della nostra società, dominati da ingiustizia, incapacità e malaffare. Il Giorgio del titolo è proprio l’indimenticato Gaber, tra i grandi ispiratori di Luigi Mariano, specie nell’utilizzo dell’ironia come veicolo pungente di denuncia sociale. È a lui che l’autore pensa in cerca di risposte, pur sapendo che Gaber ha costruito la sua carriera sul dubbio, quindi sull’assenza di certezze.

ASCOLTA L’ALBUM ASINCRONO

Asincrono: un tourbillon di musica in piena libertà

I diversi approcci lirici di Asincrono, dalla satira alla denuncia, fino all’intimista canzone d’autore, si riversano anche nelle scelte di produzione musicale. L’album ospita generi musicali che spaziano dal Mediterraneo al Delta del Mississippi. La vena compositiva di Luigi Mariano, abilissimo nel cercare passaggi armonici fuori dagli standard, trova valida spalla in Alberto Lombardi. Eccellente polistrumentista (nell’album suona chitarre, basso elettrico, tastiere, Fender Rhodes e percussioni), Lombardi si rivela anche un grande produttore artistico e arrangiatore. Le 13 canzoni dell’album hanno un suono fresco, arioso, brillante, ma anche di tensione drammatica quando serve. In sala d’incisione sono inoltre entrati, insieme a Luigi Mariano (voce, chitarra acustica, armonica), anche Marco Rovinelli alla batteria, Gianni Donvito e Pierpaolo Ranieri al basso elettrico (in alternanza tra loro e allo stesso Lombardi). Armonie e melodie sono state arricchite da Michele Amadori, notevole pianista e tastierista, e da Carmine Fanigliulo alla viola. Cori e controcanti hanno visto la partecipazione di Piji (Il Giorno No), Francesco Spaggiari (Il Negazionista), Gabriele Ortenzi (Solo Su Un’isola Deserta), Daniele Sarno (Il Solito Giro Di Blues) e Nicco Verrienti (Canzone Di Rottura). Davvero caratterizzanti le voci femminili. Marilena Catapano è magistrale nel controcanto e nei vocalizzi di Questo Tempo Che Ho e Intimità. Chiara Morucci e Giulia Led donano con le loro interpretazioni ulteriore brillante ironia rispettivamente alla title track e a Canzone Di Rottura.

Parola all’autore

Luigi Mariano, che dopo Asincrono ha pubblicato altri due album (Canzoni All’Angolo, 2016 e Mondo Acido, 2022), così ha descritto il suo primo lavoro. “In questo album (…) mi sono denudato, a costo di evidenziare presunti miei difetti, e col solo scopo primordiale di essere “vero” e autentico in ogni istante. (…) Volevo un disco sfacciato, libero che cambiasse d’abito e atmosfera a ogni traccia (…), zompettando continuamente dalla profondità alla leggerezza, dalla raffinatezza alla carnalità godereccia, dall’afflato d’emozione alla goliardata ironica adolescenziale, dalla commozione al sorriso. Perché la vita è così: asincrona rispetto a sé stessa, densa di contrasti, perciò in movimento, costante e ondeggiante, alternato e contradditorio.“

I premi di Asincrono

L’esordio discografico di Luigi Mariano è stato salutato dalla critica musicale in modo molto positivo. Le canzoni Il Negazionista ed Edoardo si sono aggiudicate il Premio Augusto Daolio 2010. Edoardo ha vinto anche il Premio Bindi 2011 per il miglior testo. L’album Asincrono ha inoltre ottenuto il riconoscimento di miglior album di denuncia sociale e album con i migliori testi a Targhe Controcorrente 2013.

 

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci l’album Asincrono di Luigi Mariano?
  • Hai ascoltato i suoi altri album, Canzoni All’Angolo e Mondo Acido? Cliccando sui titoli puoi leggere le mie recensioni.
  • La denuncia di rilevanti temi socio-politici con la satira: ti piace il lavoro del grande Giorgio Gaber?
  • Edoardo, una canzone a mio parere di livello assoluto. Non pensi che meriterebbe maggiore diffusione?

 

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Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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