Recensione Bestiario Musicale, album di Lucio Corsi

di Dario Migliorini
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Bestiario Musicale è classificato come il primo album in studio di Lucio Corsi. In realtà l’album, pubblicato nel gennaio 2017, è il secondo lavoro ufficiale del cantautore toscano. Il primo, però, intitolato Altalena Boy/Vetulonia Dakar e pubblicato nel 2015, viene comunemente classificato come raccolta, in quanto unione di due precedenti E.P.. In ogni caso, Bestiario Musicale è un album molto breve, la cui durata totale è di soli 24 minuti. Si tratta di un esempio lampante di concept album. Infatti Bestiario Musicale raccoglie otto canzoni dedicate ad altrettanti animali selvatici molto diffusi nei vasti boschi della Maremma, la terra d’origine di Lucio Corsi. Il titolo stesso di ogni canzone porta il nome dell’animale a cui è dedicato il brano. Brani apparentemente semplici nei quali, invece, l’allora giovanissimo musicista confermava una particolare abilità negli arrangiamenti musicali, oltre che una fervida e tutt’altro che frivola immaginazione. L’elaborazione del suono complessivo è notevole, pur partendo come ispirazione da un genere, il folk, di per sé meno strutturato.

Gli animali: un po’ vittime, un po’ maestri degli uomini

In Altalena Boy/Vetulonia Dakar Lucio Corsi aveva già fatto abbondante utilizzo della tecnica narrativa di umanizzazione degli animali con un approccio favolistico e surreale. Con Bestiario Musicale questa caratteristica viene quasi sublimata, diventa il concetto stesso dell’album. Ognuno degli otto animali selvatici prescelti dal cantautore viene narrato come se a raccontare fosse un bambino particolarmente perspicace. Da un lato sembra che il narratore Lucio, come una versione moderna e maschile di Alice nel Paese delle Meraviglie, entri per magia in un bosco e riesca a vedere quegli animali come un adulto non saprebbe fare. Dall’altro lato, però, l’approccio in stile favola viene controbilanciato da un’intelligente satira. L’allora ventiquattrenne Lucio Corsi sa essere pungente, senza mai essere aggressivo. Utilizza queste tecniche narrative, insieme all’allegoria e al un bel carico di immaginazione, per abbattere maldicenze e luoghi comuni che spesso colpiscono questi animali. Esseri a volte misteriosi, solitari e pertanto percepiti come pericolosi. Ma c’è un altro aspetto su cui si abbatte la scure sarcastica di Lucio Corsi: l’ipocrisia e la dannosità degli uomini. Gli animali, spesso, hanno qualcosa da insegnare al genere umano.

Il Bestiario Musicale “corsiano”: prima parte

Così, la Civetta, da molti ritenuto un animale misterioso dell’oscurità e, dunque, portatore di cattivi presagi, viene nobilitato come utilissimo faro per chi vaga nella notte. Lucio Corsi utilizza invece la Lepre, animale noto per la sua agilità, per farsi beffe del genere umano, che deve inventarsi di tutto per andare sulla luna, quando la lepre ci arriva con un salto. La Volpe appare come un animale nobile ma decaduto. Figlie di animali spaziali e di stelle, le volpi sono cadute in disgrazia arrivando sulla terra, per causa dell’uomo. Ora è un animale ai margini, che si accontenta di cacciare qualche topo per vivere. Splendida l’allegoria che vede l’Upupa come cantante di un movimento musicale punk che tutti i giorni si attiva nel bosco. I suoi componenti sono ovviamente animali e piante. Il fascino di questo ruolo fa da contrasto con l’attribuzione di un ruolo  nefasto che l’uomo destina all’upupa, come animale che fa da ponte tra i vivi e i morti.

Il Bestiario Musicale “corsiano”: seconda parte

La seconda metà dell’album si apre con il Lupo, belva a cui l’uomo spesso augura tutto il male per la sua presunta pericolosità. Corsi ribatte facendo riferimento al noto detto “in bocca al lupo” e al suo significato reale. Anche l’Istrice deve continuamente vivere in solitudine. Nonostante sia una bestiolina innocua, l’uomo lo teme per i suoi numerosi aculei. Lucio Corsi è particolarmente incisivo nel mettere a nudo con il sarcasmo i pregiudizi del genere umano. Anche il Cinghiale, la cui origine proviene, secondo l’immaginazione di Lucio, dal cosmo, è un animale temuto. Viene anche cacciato non solo per le sue ottime carni, ma anche per la sua presunta pericolosità. In realtà è un animale che vive per proteggere e sfamare i propri figli. Infine la Lucertola è indicato come un drago che per colpa dell’azione umana si è ridotta al piccolo rettile innocuo che è ora. Lei ama il sole e la sabbia, masi vede costretta a emigrare nei centri abitanti in cerca di sopravvivenza.

Bestiario Musicale: il prog-folk

Dal punto di vista musicale Lucio Corsi lavora su Bestiario Musicale in modo differente rispetto ai due E.P che compongono la raccolta Altalena Boy/Vetulonia Dakar. Nelle canzoni di Vetulonia Dakar Lucio sembra ispirarsi al folk americano e, in parte, anche a sonorità e ritmiche della tradizione mediterranea. Gli arrangiamenti sono relativamente semplici e si limitano a chitarra acustica, voce, tamburello e organo. I brani di Altalena Boy, invece, hanno una base ritmica piena, spostando il sound dal folk al folk-rock e iniziando a introdurre anche elementi di rock progressivo (Mellotron, Prophet, Moog). Nel Bestiario Musicale, Lucio Corsi rimane su un sound prettamente acustico, senza complessità ritmiche, ma arricchisce gli arrangiamenti con il pianoforte, il contrabbasso, la marimba, il vibrafono, il flauto, oltre a qualche suono preregistrato che simula i rumori del bosco. Quasi che le filastrocche da favola che potrebbero sembrano in prima battuta siano impreziosite da una sorprendente deriva prog-folk.

I musicisti in studio

I ricchi arrangiamenti del Bestiario Musicale sono stati ottenuti da Lucio Corsi con il coinvolgimento di un gruppo di musicisti che si confermeranno poi il nucleo della band che lo accompagna. Lo stesso cantautore, oltre a voce e chitarra acustica, esegue le parti di pianoforte e batteria. Le belle e importanti parti di contrabbasso sono eseguite da Ivo Barbieri. Sebastiano De Gennaro suona le altrettanto splendide partiture di marimba e vibrafono. Antonio Cupertino svolge i cori e suona le percussioni in Il Lupo. Infine il fedelissimo Tommaso Ottomano, già prima di allora regista dei video che promuovono le canzoni, in queste sessioni si è occupato delle parti al flauto e allo scacciapensieri.

Bestiario Musicale: la tracklist

  • La Civetta
  • La Lepre
  • La Volpe
  • L’Upupa
  • Il Lupo
  • L’Istrice
  • Il Cinghiale
  • La Lucertola

 

Leggi anche: recensione di Volevo Essere Un Duro, Lucio Corsi

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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