Bird On The Wire, nota anche come Bird On A Wire, è una canzone del celebre cantautore canadese Leonard Cohen, inclusa nel suo secondo album Songs From A Room del 1969. Nonostante fu pubblicata prima da Judy Collins nel 1968, anno della sua composizione, Bird On The Wire fu un immediato successo di Cohen ed è a tutt’oggi una delle sue canzoni più note e amate. Inoltre può essere definita una canzone “fluida”, in quanto Cohen, dopo la prima pubblicazione ufficiale, ha continuato a modificarla, sia sul lato musicale sia su quello lirico, quasi che non la ritenesse ancora perfetta, come lui stesso ha più volte dichiarato. Bird On The Wire è anche una delle canzoni di Cohen più coverizzate da altri artisti (oltre alla versione della Collins, si ricordano, tra le altre, quelle di Joe Cocker, Tim Hardin, The Neville Brothers, Elvis Costello e Johnny Cash).

L’ispirazione a Idra, in Grecia

L’ispirazione per la composizione di Bird On The Wire arrivò a Cohen mentre risiedeva a Idra, piccola isola greca, allora molto selvaggia ma celebre per essere stata rifugio di diversi artisti e letterati in cerca di pace e di ispirazione (tra gli altri anche il famoso poeta beat Allen Ginsberg). Fu lì che Cohen, ai tempi ancora solo poeta e scrittore, conobbe Marianne Ihlen, a cui dedicherà, oltre a Bird On The Wire, anche l’altrettanto nota So Long, Marianne. Fu proprio Marianne a comparire nella copertina posteriore dell’album Songs From A Room. L’importanza della donna dal punto di vista umano fu quella di attenuare la forte depressione di Leonard, mentre sul lato artistico, soprattutto quella di convincere Cohen a imbracciare una chitarra e a provare a comporre canzoni. Fu durante la convivenza con la Ihlen a Idra che Bird On The Wire ebbe la genesi. Solo allora sull’isola stavano portando l’elettricità e la linea telefonica e sui nuovi cavi che si affacciavano sulle stradine dell’isola Cohen vide tanti uccellini che riposavano prima di riprendere la loro rotta di libertà (da qui il titolo del brano e i primi celebri versi). La composizione della prima versione originale fu poi terminata al rientro in America, tra l’Oregon e Los Angeles.

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Bird On The Wire (leggi qui la traduzione) parla della ricerca di libertà, un bene che Cohen ha ricercato in modo costante ma irrequieto per tutta la sua vita. Avendo inserito nel testo il verso “I have tried in my way to be free” (“ho provato a modo mio di essere libero”), lo stesso Cohen avvicinò la sua canzone a My Way di Frank Sinatra, ma la definì molto più bohemienne, cioè tipica del giovane artista che, alla ricerca della notorietà, vive in modo povero e disordinato, ma libero e anticonformista. In effetti, mentre Sinatra cantò My Way da cantante già famoso che chiudeva un cerchio come uomo e come artista (una sorta di testamento umano e artistico), Cohen intese la sua ricerca di libertà come uomo e poeta agli albori del successo, come un’intenzione. Il giovane uomo del testo (senza dubbio lo stesso Cohen) vede un percorso che non ha nessuna certezza di essere concluso, ma che è importante venga comunque intrapreso, prendendo in considerazione anche il suo possibile fallimento.

Il costo della libertà

Proprio la possibilità dell’errore è un elemento centrale nella canzone. Cohen è consapevole che la ricerca della libertà è tutt’altro che priva di rischi collaterali. Le stesse metafore che utilizza per dipingere questa ricerca, in uno sforzo poetico meraviglioso, non sono quelle classiche di qualcuno che intraprende un volo luminoso e brillante. Cohen si descrive, oltre che come un uccellino appoggiato su un cavo elettrico, anche come “un ubriaco in un coro di mezzanotte” (immagine suggerita dalle serate trascorse a bere e cantare nelle bettole di Idra insieme agli alticci abitanti dell’isola e ai colleghi artisti in volontario esilio), come “un verme appeso all’amo” di una canna da pesca, come un cavaliere protagonista di un libro che non viene più letto da nessuno. E poi ancora come un bambino nato morto, a descrivere qualcuno con non poche, bensì nulle possibilità di raggiungere la vita libera.

Bene a se stessi o male agli altri?

Ancora di più, Cohen nel testo di Bird On The Wire è consapevole che la ricerca della libertà spesso genera sofferenza alle persone che lo affiancano nel percorso. A questo si riferisce in particolare il verso “Come un animale con il suo corno, ho ferito tutti quelli che hanno provato a parlare con me“. Una consapevolezza che mette Leonard nella condizione di chiedere scusa, in particolare a colei che le sta a fianco. “Se io, se sono stato scortese, spero che tu possa semplicemente dimenticartene. Se io, se sono stato infedele, spero tu sappia che non lo sono mai stato con te.” Versi che sembrano allontanare il senso dell’infedeltà sessuale o amorosa, quanto quello dell’incapacità dell’uomo di rimanere fedele ai propri ideali e costante nella propria ricerca. Una ricerca entusiasmante ma complicata, fatta anche di estremi opposti, impersonati dalla maestria di Cohen nel mendicante che, esperto di sconfitte, gli consiglia prudenza e nella bella donna che, esuberante e piena di vita, lo sprona a osare.

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La libertà tra folk e melodie eterne

Musicalmente Bird On The Wire ha avuto più anime. Nata nella testa di Cohen come una semplice canzone country, fu effettivamente proposta in quel genere musicale dalla prima versione di Judy Collins. Ma lo stesso Cohen la trasformò per se stesso in una ballata acustica folk, basata su un semplice arpeggio di chitarra, senza percussioni ma con una linea di basso. A sostenere le armonie un organo suonato sulle ottave basse e un ensemble di archi che aumenta di intensità negli incisi. La struttura lirica porta la canzone a non avere un vero e proprio ritornello, inteso come elemento ripetuto nei versi. Sopra l’assetto musicale, la voce bassa e sofferente di Cohen, che in alcuni punti sfiora la stonatura, esprime tutta l’inquietudine della canzone. Come detto, lo stesso autore riproporrà diverse versioni del brano, con modifiche sia nella parte strumentale, sia nella disposizione del testo, rendendola in qualche modo una sorta di canzone in perenne stato di work in progress. Forse anche musicalmente Bird On The Wire ha rappresentato una ricerca di libertà nella composizione e nella scrittura,

Tra velate accuse e riconoscenza

Lo stesso Cohen raccontò che un giorno il cantautore country Kris Kristofferson lo contattò per informarlo che Bird On The Wire somigliava molto a un precedente successo country, tanto per parte della melodia quanto per schema lirico. Si trattava della canzone Turn Me On, scritta nel 1961 dal cantautore di Nashville John D. Loudermilk e portata al successo tra gli altri da Nina Simone. Kristofferson, tuttavia, compensò quella che più che una velata accusa di plagio fu un’amichevole segnalazione con un apprezzamento totale della canzone, dichiarando che avrebbe fatto incidere quella prima terzina di versi di Bird On The Wire sulla sua tomba. Cohen, uomo brillante e autoironico, rispose che si sarebbe offeso se Kristofferson non avesse mantenuto la promessa. Qualcosa che in realtà Cohen non ha potuto verificare, in quanto lui ci ha lasciati nel 2016, mentre Kristofferson è ancora tra noi (alla veneranda età di 87 anni).

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Bird On The Wire di Leonard Cohen?
  • L’autore di Hallelujah, una delle canzoni più “coverizzate” della storia della musica. Conosci altre sue canzoni?
  • Io vedo Cohen, insieme a Bob Dylan, Neil Young, Bruce Springsteen e Van Morrison, nel gruppetto dei più grandi poeti rock di sempre. Cosa ne pensi?
  • La ricerca della libertà o l’adeguamento da “follower” alle indicazioni altrui: un grande dilemma, tra rischi, soddisfazioni e necessità di sentirsi parte di una comunità. Tu come ti poni?

 

Dario Migliorini

 

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