Black Mountain Ballad è l’ottava traccia dell’album L.A. Garage Sessions ’83, il primo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Come si intuisce già dal titolo, Black Mountain Ballad è una ballata tradizionale. Springsteen basa l’arrangiamento su un arpeggio di chitarra acustica, che poi viene integrato dalla base ritmica, con l’ingresso della drum machine e del basso. La crescita dinamica del brano è ottenuta anche grazie alle tastiere, che rimangono in sottofondo, e soprattutto a una chitarra a 12 corde che detta il motivo musicale del brano. Al termine della canzone arriva anche un assolo di armonica a bocca che viene doppiato proprio dalla chitarra a 12 corde. Certamente Black Mountain Ballad non aggiunge granché ad altri lavori pubblicati da Bruce, tuttavia la presenza della chitarra a 12 corde e, più in generale, i discreti arrangiamenti la rendono molto piacevole all’ascolto.
Black Mountain Ballad ha una gemella diversa
Black Mountain Ballad è da leggere congiuntamente a un altro brano che compare in Tracks II: Don’t Back Down On Our Love. Infatti, le due canzoni condividono gran parte del testo, in particolare le prime due strofe. Se presumiamo che Don’t Back Down On Our Love sia nata prima di Black Mountain Ballad, allora Springsteen, sul lato lirico, ha tolto alla prima i ritornelli e ha aggiunto altri versi, senza più ricorrere ai refrain. Peraltro, Bruce ha utilizzato due versi che poi sono confluiti in Downbound Train: “All she said was ‘I’m sorry Joe but I gotta go, we had it once but we ain’t got it anymore‘”. Dal momento che l’utilizzo di versi confluiti in Downbound Train caratterizza più brani di quella sessione californiana, si può ipotizzare che Springsteen abbia deciso di tenere la bellissima quinta traccia di Born In The U.S.A. e, anche per questo, abbia deciso di non pubblicare canzoni che avevano le stesse parti di testo.
Rock’n’roll o country-folk?
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