Recensione Blind Man, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Blind Man è la quinta traccia dell’album Perfect World, l’ultimo dei sette lost albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. Bruce scrive un brano rock acustico dell’andatura lenta, quasi monotona, ma dall’ottima resa. Gli arrangiamenti sono semplici ma azzeccati e la performance vocale sa esprimere la sofferenza quasi folle del protagonista: l’uomo cieco del titolo. La canzone sorprende perché ha forti tendenze soul e gospel, pur non avendo elementi tipici come la sezione fiati per il soul e i cori polifonici per il gospel. La storia narrata, poi, contribuisce a questa sensazione di brano decisamente riuscito. Gli arrangiamenti di Blind Man sembrano accompagnare perfettamente questa vicenda di solitudine che si svolge su un fiume dalla corrente incessante. Una metafora della tempo che scorre e dell’inesorabilità della vita.

Blind Man: l’amore se ne va sul fiume

Come avvenuto in diversi episodi lungo tutto il cofanetto Tracks II, anche in questo caso Springsteen parla di un amore finito e di un uomo solo. Sembra che, nelle diverse fasi di selezione delle canzoni per gli album ufficiali, Bruce abbia spesso deciso di lasciare in disparte le canzoni d’amore, anche quando di intensa sofferenza come questa. Scelte – ritengo – dovute soprattutto al fatto che, dopo il trittico Tunnel Of Love, Human Touch e Lucky Town, la sua esigenza narrativa si sia prevalentemente indirizzata alla canzone di impegno sociale e politico. In questo modo, molte canzoni di pura matrice sentimentale – basti pensare ai lost albums Streets Of Philadelphia Sessions, Somewhere North Of Nashville e Twilight Hours – sono rimaste in disparte, anche quando hanno prodotto momenti musicali e lirici davvero interessanti. Come è Blind Man, in cui Springsteen canta in metafora un uomo cieco che si reca tutti i giorni al fiume per salire sulla sua barca.

Blind Man: l’uomo cieco non sa reagire

Ogni giorno il protagonista rema a favore di corrente del fiume, incapace di invertire il senso della sua azione. In metafora la sua cecità rappresenta l’incapacità di vedere una via di uscita. Allo stesso modo, il suo remare a favore di corrente rappresenta la sua incapacità di lottare, anche controcorrente, pur di ottenere il proprio scopo, ossia riconquistare il suo amore. Ogni giorno l’uomo esce in barca, soffrendo il freddo e l’umidità, lo stesso che sente la sera quando in solitudine si mette a letto. I suoi giorni sono costellati da visioni e impressioni. A volte ha la sensazione di rivedere la propria donna nel riflesso della luna nelle acque del fiume. Altre volte ne scorge la figura nei rami di un salice piangente, spinti dal vento. Intanto il fiume, con la sua corrente incessante, porta nebbia la mattina, rugiada la sera, rappresentando così l’ineluttabilità del tempo che passa. Una vita che per l’uomo procede senza scossoni, senza novità.

Una rarissima escursione

Solo alla fine della canzone, Springsteen ci svela che l’uomo naviga sulle acque del fiume Giordano, là dove la “non piove mai” e “il sole splende sempre“. Ci troviamo quindi in Medio Oriente e il protagonista è, di conseguenza, un uomo di etnia araba. Dunque, nonostante esprima motivazioni e sentimenti universali, Blind Man ha un elemento di grande rarità nella poetica di Springsteen. La notizia, infatti, è che siamo al di fuori dei confini americani con protagonisti non americano. Peraltro, anche in un altro dei pochi altri casi in cui questo avviene, Springsteen ha citato proprio il fiume Giordano. Succede in Empty Sky da The Rising.

Blind Man: il regno dell’organo Hammond

In Blind Man basso e batteria accompagnano in maniera lineare un sound che si regge sulle pennate piene della chitarra acustica, sul pianoforte e sull’organo Hammond. Charlie Giordano all’organo viaggia liberamente sulla tastiera, dipingendo contro-melodie al canto. Confermando la sua sensibilità musicale, Springsteen adatta questi arrangiamenti a un testo che sembra perfettamente rispondente alla storia di un uomo che, tutti i giorni e senza sosta, si reca al fiume e rema sulle sue acque nella vana attesa di una donna che non c’è più. Il canto, monocorde e di bassa intensità, quasi sussurrato, dà voce a questa anima inerme e cieca. Anche quando l’intensità sonora aumenta in certi passaggi, viene subito riportata a livelli minimi quasi a significare che, nonostante qualche sussulto e qualche motivo di speranza, l’uomo torni nella sua incessante ma vana attesa che succeda qualcosa. In sala di incisione ci sono solo tre persone: lo stesso Springsteen ovviamente, insieme all’immancabile Ron Aniello e al citato Charlie Giordano. Aniello, musicista polistrumentista oltre che produttore, in questa parentesi suona la batteria e le percussioni, mentre Springsteen si occupa del basso, della chitarra acustica e del pianoforte.

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Ascolta Blind Man

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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