Recensione Blind Spot, Bruce Springsteen
Bruce Springsteen | Recensioni | Tracks 2 The Lost Albums
Blind Spot è il brano di apertura del secondo lost album della raccolta Tracks II,
Streets Of Philadelphia Sessions, di
Bruce Springsteen. La canzone è stata anche il secondo singolo lanciato in vista della pubblicazione della raccolta, avvenuta il 27 giugno 2025. La canzone, quindi, appartiene al gruppo di brani che
Springsteen registrò tra il ’93 e il ’94, nel periodo in cui incise e pubblicò
Streets Of Philadelphia. Furono registrazioni che
Springsteen eseguì prevalentemente in solitudine da polistrumentista, servendosi di campionamenti, loop e drum machine. È possibile però che alcuni elementi della band che allora accompagnarono
Bruce nel
Tour ’92-’93 diedero il loro contributo nelle registrazioni.
Blind Spot rappresenta un nitido esempio di come Springsteen abbia cercato nuove sonorità, a partire dalle ritmiche techno-pop. Nello stesso tempo, però, la linea di canto rimane melodica e non nella modalità parlata tipica del rap alla quale
Bruce aveva approcciato un paio di anni prima con
57 Channels (And Nothin’ On).
Blind Spot: un punto oscuro che ci condiziona
Le armonie compassate e la ritmica monotona di
Blind Spot accompagnano un testo dal significato amaro. Un testo che riprende le traversie sentimentali già cantate da
Springsteen in
Tunnel Of Love e in
Human Touch., ma anche nelle
L.A. Garage Sessions ’83 e prima ancora nell’album
The River. In un testo relativamente breve, dalla classica struttura strofa/ritornello,
Bruce canta la delusione di una storia d’amore che si è trascinata, senza la forza risolutiva che l’uomo si sarebbe aspettato. La narrazione vede l’uomo parlare alla donna, quando la ritrova dopo un periodo di distacco. “
Ognuno ha un punto cieco che lo butta a terra, ognuno ha un punto cieco che non può raggiungere“, canta
Bruce. Lo spettro della depressione, o quantomeno di un pesante malessere, emerge pienamente nel ritornello di
Blind Spot. Quel punto cieco, oscuro e invisibile, mina la sicurezza: da un lato butta a terra, dall’altro non è raggiungibile, perché lo si possa affrontare e risolvere. E cosa, più della depressione, ti lascia in quello stato irrisolto, sospeso?
L’amore non può risolvere
In questa situazione personale si interseca la vicenda amorosa. Il protagonista cerca nella relazione con la donna anche una soluzione ai propri drammi. Lo dice espressamente nella seconda strofa (“
cercavo una parte di me perduta, ho pregato che tu potessi ridarmela“). Già nella prima, però, lui riconosce che i momenti precedenti, quelli di presunta felicità, nascondessero un malessere. L’uomo, infatti, pensava di volare, ma in realtà stava strisciando in un contrasto tra cielo (il sogno) e terra (la realtà concreta). Nella terza e ultima strofa si percepisce come la coppia si sia separata e l’uomo sia fuggito in cerca di nuove soluzioni alle sue pene. Ma, come recita il testo, tutti i ponti che l’uomo ha attraversato, li ha poi bruciati alle sue spalle. Ha mandato all’aria tutte le altre relazioni che ha avuto, forse anche fedifraghe. A quel punto, si è ritrovato nuovamente davanti alla casa della sua donna, con la quale ora dialoga nel riconoscere i propri errori e il malessere che ha attraversato. Un tema che torna, insieme a qualche verso condiviso, nella outtake coeva
Waiting On The End Of The World. Anche in questa l’uomo vive il rapporto come una malattia e striscia per tentare di stare meglio. Ma mentre in
Blind Spot l’uomo fugge verso altri lidi, bruciando i ponti alle sue spalle, nel secondo brano non fa altro che aspettare la fine del mondo, ovvero che tutto il suo malessere finisca.
Blind Spot: i punti ciechi di Bruce?
Era quello un periodo in cui Bruce e Patti Scialfa si erano da poco sposati e avevano dato alla luce, in tempi molto ravvicinati, due dei loro tre figli. Si presume, quindi, che la delusione/disillusione espressa in Blind Spot non abbia riferimenti autobiografici. Tuttavia, lo smarrimento che l’uomo prova per la propria situazione personale non sembra discostarsi da quella che sappiamo essere stata la condizione mentale dello stesso Springsteen. Non si può quindi escludere che Bruce abbia cantato di momenti critici vissuti nella relazione con Patti. In più di un’occasione, infatti, Bruce ha ringraziato sua moglie per le toppe che lei ha saputo mettere alla loro relazione, a fronte della sua difficile situazione mentale. Springsteen, del resto, aveva alle spalle non soltanto un matrimonio fallimentare, ma anche un certo numero di relazioni amorose finite sotto la scure della sua incostanza e delle sue paure.
Due paralleli con Blind Spot
Se il tema dei problemi personali e sentimentali ricorre spesso nella poetica springsteeniana, specie di quel periodo, il testo di
Blind Spot suggerisce diversi parallelismi. In primo luogo
Hungry Heart, con la quale condivide anche le parole di attacco del ritornello. Nella celebre hit tratta da
The River,
Bruce cantava che “
tutti hanno un cuore affamato“. Anche in quel caso il protagonista se n’era andato da una donna ma alla fine, almeno nei suoi auspici, sperava in un ritorno da lei, perché “
tutti vogliono avere una casa” e “
a nessuno piace stare solo“. Altri paralleli arrivano proprio da altre canzoni che oggi conosciamo meglio, con la pubblicazione di
Tracks II, The Lost Albums.
Fugitive’s Dream e
Unsatisfied Heart, ad esempio, che non a caso ho altrettanto collegato a
Hungry Heart. Con
Rain In The River, invece, il collegamento emerge anche per motivi più strettamente testuali: in entrambe le canzoni si parla di una situazione di sangue. In
Blind Spot,
Springsteen canta: “
abbiamo mescolato il nostro sangue giù sulla riva fangosa“. Una situazione di unione in un contesto di pioggia e fango in riva a un fiume reale o metaforico. In
Rain In The River,
Bruce canta: “
con stivali insanguinati io stavo sopra terre di ombre“. E nei versi precedenti il protagonista era con la sua Marie in riva a un fiume. Come in
Blind Spot la coppia è in crisi, ma in questo caso è lei a esprimere l’intenzione di andarsene, cosa che l’uomo le impedisce con il sangue.
Blind Spot: la sperimentazione hip-hop
Blind Spot è una canzone dalla ritmica hip-hop prodotta con la drum machine, con tanto di congas e urla campionate, tipiche di quel genere musicale. Le parti di basso e tastiere, eseguite dallo stesso Springsteen, non prevedono particolari spunti, anche se Bruce lavora molto sulla dinamica, proprio tramite i sintetizzatori. Infatti, nella monotonia di un assetto ritmico senza variazioni, sono le tastiere a fornire un crescendo, dai suoni iniziali più cupi a quelli più acuti della seconda parte della canzone. Bruce canta su due voci. La prima è più dimessa, nello stile di Streets Of Philadelphia. Su di essa si inserisce una seconda voce che interviene in parti più acute, quasi urlate, come aveva già fatto in alcune canzoni di Tunnel Of Love e Human Touch. Non ci sono chitarre nella trama musicale, ma soltanto una chitarra elettrica che interviene nell’assolo a metà canzone.
Dario Migliorini
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Ciao Dario, come sempre ottima recensione. Blind Spot nonostante sia monotona come hai detto tu mi è piaciuta, e a dire la verità tra tutti gli album perduti che devono uscire quello su cui sono più curioso è proprio quello di Streets of Philadelphia sessions proprio per il sound e i testi. Invece tu?
Grazie Patrizio, sono molto curioso sui testi di ognuno dei sette album. Sul lato musicale non so cosa aspettarmi. Ovviamente il primo è in parte già noto e rispecchierà un sound più tipico. Questo del ’93 penso vada capito come sperimentazione. Anche a me la canzone non dispiace anche se penso che Bruce si sia limitato musicalmente al “compitino”, passami il termine. Streets Of Philadelphia ha più studio sugli arrangiamenti. Mi incuriosisce molto anche Inyo, in genere il folk nasconde bei testi. E poi vedremo…
si può sentire una canzone solo attraverso la tua descrizione? si si può, mi sono immaginata la musics e Bruce che cantava. Grazie di questa tua passione e soprattutto grazie per condividerla. Attendo le prossime
Ciao Lucia, grazie mille. Un commento così è benzina per andare avanti in questo viaggio faticoso ma pieno di passione. Ho già recensito tutto il primo lost album e con Blind Spot ho iniziato un secondo. Avanti tutta