Recensione Canzone Per Me, Lucio Corsi

di Dario Migliorini
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Canzone Per Me è la traccia che chiude la raccolta Altalena Boy/Vetulonia Dakar, pubblicata nel 2015 da Lucio Corsi. Il brano appartiene al gruppo di cinque canzoni apparse nel 2014 nell’E.P. Vetulonia Dakar, poi confluito nella suddetta raccolta. Canzone Per Me è una ballata acustica in cui il cantautore maremmano, in piena tradizione folk tra pennate piene e riff alla Neil Young, si accompagna solamente con la chitarra acustica. Si sente soltanto un tocco di pianoforte sull’ultimissima nota della canzone, proprio in corrispondenza della citazione dello strumento musicale. A differenza delle altre canzoni della raccolta, non si sentono nemmeno cori e controcanti. Quasi che in questa canzone Lucio Corsi volesse stare solo con se stesso. Perché Canzone Per Me nasconde – almeno a mio parere – un messaggio sottostante ben diverso da quello che viene spontaneo leggere in prima battuta. Infatti, sembra una canzone d’amore o, perché no, su un’importante amicizia. Lo stesso Lucio Corsi, come tanti commentatori, l’ha marchiata come canzone sulla distanza di qualcuno. Ma ci sono dettagli che mi inducono a pensare che quell’assenza potrebbe riguardare qualcuno di molto particolare.

Persone distanti

Nel testo di Canzone Per Me, in realtà Lucio Corsi cita in modo ricorrente che la canzone è “per noi due“. È quindi ragionevole pensare che il cantautore si stia rivolgendo a una persona lontana. Potrebbe essere una ragazza conosciuta in passato, ma che ormai non c’è più possibilità di frequentare. Non essendoci però riferimenti espliciti a una questione sentimentale, un senso di attrazione o una promiscuità sessuale, viene spontaneo pensare che possa trattarsi di un’amicizia. Qualcuno, uomo o donna che sia, con cui si è vissuto un rapporto intenso di progetti e sogni che non si sono realizzati.  Ora la distanza e il destino sono vissuti come ostacoli insormontabili. Nel testo sono contrapposti luoghi lontani tra loro, proprio per enfatizzare la distanza. Ma il fatto che Lucio Corsi citi tanti luoghi così diversamente distanti, lascia pensare che non siano luoghi dove realmente le persone si trovano ma posti o situazioni che, pur essendo reali, sono utilizzati a metafora della distanza tra le due persone. Che fosse una ragazza o un amico, un verso fa pensare che comunque qualcosa tra loro non ha funzionato. Infatti, Lucio canta: “Io e te insieme non siamo più niente“.

La mela di Platone?

Dunque Canzone Per Me parla di distanze: distanze visive, distanze uditive, distanze fisiche. Anche distanze di sensazioni. Tutto condurrebbe al significato più ovvio: due persone si attraggono, vorrebbe stare insieme, ma non riescono più a incontrarsi. O forse non riescono mai a incontrarsi. In effetti, c’è perfino la possibilità che queste due persone non si siano mai incontrate. Una sorta di aggiornamento moderno della storia platonica dei due lati della mela per completare la coppia perfetta. Quasi che Lucio Corsi si stia rivolgendo a un’anima gemella che deve esistere da qualche parte nel mondo. Forse in Siberia, forse in Perù, oppure a Firenze o all’Isola d’Elba. Posti vicini o posti lontanissimi, in ogni caso distanze che rendono del tutto improbabile l’incontro con l’altra perfetta metà. Dunque il vedersi, il sentirsi, il toccarsi rimarranno puri desideri e forse, un giorno, diventeranno rimpianti per non aver fatto abbastanza per incontrarsi.

Ma… è una canzone per me

C’è un’ulteriore lettura di questa canzone che – lo ammetto – è quella che mi affascina più di tutte. Un’interpretazione che mi viene suggerita dal titolo stesso del brano. Perché Lucio Corsi l’ha intitolato Canzone Per Me e non, come sarebbe stato più logico, Canzone Per Noi Due? Questo dettaglio mi induce a pensare che le due persone che si trovano in quella situazione di distacco siano in realtà una persona sola, lo stesso Lucio Corsi. Il significato sarebbe in tal caso rispondente a una logica di contrasto, ricorrente nella poetica del cantautore, tra elementi diversi e spesso molto lontani: la città e la campagna, la terra e il cielo, la realtà e il sogno. In tal caso, ancora di più avrebbe senso l’utilizzo in metafora di tutti quei luoghi e quelle situazioni citate nella canzone. Una parte di sé è a Milano, ma l’altra è (o vorrebbe essere) in Perù. Una è all’Elba o sulle colline del Chianti (situazioni extra-cittadine), l’altra è a Firenze o in Vaticano (situazioni cittadine).

Metafore di Milano e della Maremma

Dando seguito a questa lettura, Lucio Corsi canterebbe la difficoltà a trovare pace nei suoi contrasti interiori. Soprattutto nel forte contrasto emerso quando, in cerca di fortuna, si è sradicato dalla sua Maremma, trasferendosi a Milano. A questo potrebbero fare riferimento i versi nei quali i chilometri di asfalto (della grande città) sono contrapposti gli alberi africani (il caldo torrido della Maremma estiva). Gli stessi alberi (quindi le radici) delle due parti di se stesso si sono impiantati a distanze siderali. Uno è in un clima tropicale (in iperbole quello caldo del litorale maremmano), l’altro nel freddo transiberiano (in iperbole il gelo invernale milanese). Allo stesso modo anche i versi relativi al sole che tramonta, che peraltro accolgono una significativa citazione in omaggio a Fabrizio De Andrè, porterebbero verso l’ultima interpretazione. Una parte di sé vede il tramonto sul mare maremmano che, disposto a ovest, in effetti accoglie il sole al tramonto. L’altra parte di sé lo osserva sul pavimento: si potrebbe interpretare che nell’appartamento milanese, il tramonto lo si possa vedere soltanto riflesso sulle mattonelle del pavimento. Infine, anche i versi finali portano verso questa suggestiva interpretazione. Infatti le due persone posano le loro dita sui tasti di due strumenti musicali. La prima su quelli di una chitarra, la seconda su quelli di un pianoforte. Un indizio molto evidente, forse quello più forte insieme alla scelta del titolo, che in realtà Lucio Corsi stia parlando a se stesso, in un contrasto tra ambizione e senso di pace, tra viaggio e radici.

 

Ascolta Canzone Per Me

Leggi anche: recensione di Volevo Essere Un Duro, Lucio Corsi

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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