Don’t Back Down è la tredicesima traccia dell’album L.A. Garage Sessions ’83, il primo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Insieme a One Love, Don’t Back Down rappresenta l’anima più commerciale del primo lost album. È un brano accattivante, di durata medio breve, con una ritmica brillante e un ritornello facilmente memorizzabile, sia per la melodia orecchiabile, sia per il testo ripetuto. Pur comprendendo gli aspetti puramente “narrativi e di arco creativo” (per usare le sue stesse parole) che hanno portato Bruce a escludere questo brano, ci si sorprende ancora una volta di come abbia potuto scartare canzoni di elevata qualità, perfino con notevoli potenzialità da hit. Don’t Back Down rimanda in parte ai Beatles e al pop degli anni ’60, ma anche a qualcosa di più contemporaneo al periodo in cui la canzone è stata concepita e registrata. Penso ad esempio al post-punk dei Police e a canzoni come De Do Do Do De Da Da Da. Soltanto base ritmica e chitarre, pochi elementi ornamentali negli arrangiamenti, brani brevi e melodie accattivanti.
Don’t Back Down: nella vita mai tirarsi indietro
Il testo di Don’t Back Down è nella forma dell’incitamento. Un uomo stimola la ragazza a cui si rivolge a non arrendersi e a cercare il suo aiuto. È un testo leggero rispetto alla profondità di altre canzoni, anche sull’amore di coppia, presenti nel primo lost album di Tracks II. La ragazza non sembra essere già legata all’uomo. È più probabile che si tratti di una ragazza incontrata lungo la strada. Una donna che ha provato a reggere da sola le sconfitte e le delusioni ma che, ormai, è in procinto di cedere. Così il protagonista e narratore la incoraggia a resistere, magari con il suo sostegno. Un testo che sembra prendere spunto da Two Hearts, proprio come One Love, che la precede nelle L.A. Garage Sessions ’83. Certo, la canzone inclusa in The River, sul lato lirico ha uno spunto in più, così solenne, così definitiva.
Don’t Back Down: una hit sarebbe stata pronta
Come ho già scritto sopra, in ogni caso Don’t Back Down avrebbe avuto la potenziale funzione di brano da classifica e, come tale, propone un testo di facile memorizzazione, specie nel ritornello. Allo stesso modo, il suo appeal musicale favorisce il facile e piacevole ascolto. Questo non significa che la canzone sia di scarso valore. Al contrario, Bruce fabbrica in solitudine questa potenziale hit, basata su giri armonici e sonorità blues. Costruisce un buon assetto di chitarre e rinuncia all’apporto di organi e sintetizzatori. In compenso costruisce una notevole sezione cori, soprattutto considerando che è lui stesso a coprirla con più voci (ne conto almeno tre). Proprio i cori del ritornello riportano alla mente certi vocalizzi dei Beatles.
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