Recensione Faithless, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums
Faithless è la terza traccia dell’album omonimo Faithless, il terzo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. La canzone è stata anche la terza anticipazione della voluminosa raccolta di inediti, pubblicata il 27 giugno 2025. Le sessioni che portarono alla registrazione dell’album Faithless risalgono grosso modo al periodo in cui Springsteen stava completando il tour che aveva seguito la pubblicazione dell’album Devils & Dust (2005). Quelle sessioni furono registrate da Springsteen con il solo supporto del produttore Ron Aniello, che suonò anche il contrabbasso. In realtà la canzone Faithless, oltre ad altre canzoni dell’album, vede la compartecipazione di altri elementi, di cui riferisco più avanti.

Faithless: la scoperta della fede

Faithless è una canzone sulla scoperta della fede religiosa da parte di un uomo non credente. Nella logica della trama del film fantasma, evidentemente il protagonista era un personaggio dell’ovest americano che vagava senza fede e con profonda irrequietezza interiore. L’uomo, solitario e confuso, si risveglia tra le rocce di un fiume e cammina riparandosi sotto le gronde di un giardino. Poi vaga solitario per le valli e i campi delle grandi praterie americane. Elementi che esprimono contemporaneamente bellezza e difficoltà e che riportano al Vangelo. È in quei contesti che l’uomo incontra spiritualmente Gesù e il credo religioso. Un’immagine, in particolare, è direttamente riconducibile alle Sacre Scritture: il verso “afferro l’orlo della sua veste” si riferisce a una storia evangelica in cui una donna con un disturbo di sanguinamento tocca il bordo della veste di Gesù e guarisce. Anche il verso successivo, che descrive l’accesso a una porta di luce, fa riferimento all’incontro con la fede.

Il rapporto di Bruce Springsteen con la fede religiosa

Si dibatte spesso del rapporto di Bruce Springsteen con la fede religiosa. Non va dimenticato, in realtà, che il testo di Faithless fu dettato dal copione di un film e non può quindi essere considerato un riferimento autobiografico. Tuttavia, si può dire che il forte distacco, anche molto ironico, verso l’idea di Dio dei primi anni si è trasformato nel tempo. Canzoni del primo Springsteen, in particolare If I Was The Priest, lasciano trasparire una profonda contrarietà del giovane Bruce alla religione. In realtà, nel tempo si è compreso come Springsteen, proveniente da una famiglia italo-irlandese profondamente cattolica, si sia dapprima ribellato e poi aperto a una logica religiosa, pur rimanendo molto distante dall’istituzione ecclesiastica. In tante sue canzoni dell’età matura, specie da Tunnel Of Love in poi, Dio compare come idea di luce, come entità di guida e di sostegno, di misericordia e di salvezza.

Faithless, western e spiritual

Dal punto di vista musicale Faithless ricorda molto le sonorità di alcuni episodi di Devils & Dust, in particolare di Matamoros Banks. Con la splendida canzone sull’immigrazione messicana negli U.S.A., Faithless condivide gli arrangiamenti, tra arpeggi di chitarra acustica e riff di slide guitar, ma anche alcune assonanze nelle armonie. Tuttavia, Faithless aggiunge, oltre a un sottile tappeto di organo, anche bellissimi cori, che accompagnano la voce di Springsteen nella frequente pronuncia della parola faithless. I cori, delicati e soffusi, sono attribuiti a Patti Scialfa e alla violinista Soozie Tyrell, già componenti della E Street Band, ma anche a Michelle Moore, Curtis King Jr, Ada Dyer e Lisa Lowell. Sono proprio questi cori che affiancano alle sonorità western un alone di spiritual che, nel progetto cinematografico originario, sarebbe stato perfettamente in linea con il genere. La voce di Bruce è notevole: espressiva, sofferente, quasi tremante di tensione per la scoperta della fede.

Ascolta Faithless

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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