Farewell Party è la decima e ultima traccia dell’album Streets Of Philadelphia Sessions, il secondo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Nonostante la sua natura di tradizionale ballata dai ritmi lenti e dalle melodie dolci, Farewell Party è un brano sorprendente. Intanto la sua posizione: c’è un tema, l’addio, che giustifica la sua posizione in fondo a un album dominato dagli alti (pochi) e bassi (tanti) delle relazioni setimentali. Il genere musicale, invece, porterebbe a pensare che la canzone sia fuori posto. Paradossalmente sembrerebbe un pezzo più adatto a Somewhere North Of Nashville ed è strano trovarlo in compresenza di brani dalla ritmica e dai suoni techno-pop come Blind Spot, We Fell Down e Secret Garden. Sorprendentemente Springsteen colloca il brano nell’epilogo delle Streets Of Philadelphia Sessions e, a mio parere, azzecca la scelta. Non soltanto per la comunanza tematica con il resto dell’album, ma anche perché Bruce la riveste di arrangiamenti in linea. Sopra una base ritmica ordinaria da ballata (a cui provvedono Zachary Alford e Tommy Simms), Farewell Party si plasma di sintetizzatori che le danno un tappeto sonoro, ma soprattutto di corpose chitarre elettriche, accreditate allo stesso Springsteen e a Shane Fontayne.
Farewell Party: l’ipotesi dell’addio eterno
Farewell Party ha un testo straordinario, a mio parere tra i migliori dell’album, insieme a quello di Something In The Well. Qualche indizio ha portato alcuni commentatori a vedere in questo testo la presenza della morte, come già successo nello stesso album in One Beautiful Morning. L’addio della canzone verrebbe dedicato alla dipartita eterna della donna amata dal protagonista. A questa possibile lettura condurrebbe il concetto di trasfigurazione, che riporta alla mente l’abbandono della natura mortale verso una dimensione sovrumana, divina. Anche la stessa festa d’addio del titolo richiama la tradizione tipicamente americana di dare un ricevimento in ricordo del defunto. Infine, nell’ultima strofa lui rimane solo con la Harley Davidson di proprietà della donna a guidare solitario nella sofferenza per la sua assenza. Questo elemento farebbe pensare che la donna non se ne sia andata verso altri lidi (per logica si sarebbe portata via la sua moto), ma per sempre.
Farewell Party: nuova pelle e nuovi posti
In realtà, come sembra aver confermato lo stesso Bruce parlando delle Streets Of Philadelphia Sessions, nel testo si narra di una coppia che ha vissuto un grande amore, poi sfaldatosi sotto i colpi delle paure di lei. La prima strofa è quella dell’incontro. Lei è una motociclista e viene da un periodo di grandi difficoltà (un letto di chiodi in metafora) e sogna una nuova vita (ecco il senso della trasfigurazione come cambio di pelle e di vita). La strofa si chiude con alcuni versi rivelatori. Da un lato la festa di addio (che avviene in stazione, ossia nel luogo dove i due stanno partendo per la nuova vita) non è altro che il momento di gioia con la quale lei abbandona i panni di chi era e i posti dove ha vissuto i suoi guai. In secondo luogo la strofa si chiude con una domanda che l’uomo rivolge alla donna e prelude il trasferimento in altri luoghi: “Non sogniamo tutti una vita in un posto non toccato dai nostri fallimenti?”
Farewell Party: voli e paure
Nella seconda strofa troviamo il momento dell’unione. Un’unione solenne, saldata da sangue e sabbia, ma anche problematica (i due dormono su un “letto di spiriti sfregiati e le ossa contorte“). Lui si dona totalmente, vivendo l’amore come una malattia e strisciando alle ginocchia di lei. Questi ultimi sono versi condivisi da Farewell Party con Blind Spot e Waiting On The End Of The World. A lungo andare, però, riemergono le vecchie paure, in questo caso della donna e non più della figura maschile. È lei a portare nella vita di coppia i problemi rimasti irrisolti nel passato, vecchi fantasmi che lasciano i due protagonisti “con nient’altro che sangue e pelle sotto le unghie“. Prendendo un altro verso da una sua canzone (Real World da Human Touch), Springsteen dipinge lo stato finale dell’uomo come qualcuno che “affoga nel fiume di dubbi“.
L’epilogo: solo con la moto nel deserto
Infine, nell’epilogo troviamo l’uomo solo. Una sera toglie dalla polvere la moto che lei gli ha lasciato (un’immagine che si ripeterà in Gipsy Biker, benché in una situazione totalmente diversa) e vaga nella notte, rimpiangendo i tempi con lei o di non aver saputo realizzare quello che avrebbero potuto fare insieme. Trovandosi negli ambienti desertici del sud-ovest statunitense, l’uomo si inoltra nella notte, oltre gli ultimi bar e le ultime fattorie per farsi spingere dal vento che soffia tra gli alberi di mesquite (quest’ultimo riferimento di testo viene da Long Time Comin’, un’altra canzone che Springsteen aveva scritto in quel periodo, ma poi pubblicato solo in Devils & Dust (2005).
Ascolta Farewell Party
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