Recensione Follow That Dream, Bruce Springsteen
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums
Follow That Dream è la traccia che apre
L.A. Garage Sessions ’83, il primo disco di
Tracks II – The Lost Albums.
Springsteen sceglie questa canzone in apertura della sua nuova monumentale pubblicazione per mandare un messaggio chiaro: nella vita bisogna sognare, il sogno tiene vivi, il sogno è un’opportunità. Un tema significativo che manda richiami forti ad altri elementi, anche attuali. Uno su tutti: la canzone simbolo del
tour appena terminato è
Land Of Hope And Dreams. Ecco che il tema del sogno si conferma centrale. Lo era anche quando
Bruce anni fa terminava i concerti con
Dream Baby Dream, la cover dei
Suicide. Lo era nel Tour 2023/2024 con la sua
I’ll See You In My Dreams, quando era il momento di ricordare chi non c’era più.
Follow That Dream supera la disperazione di
The River, canzone di pochi anni prima, nella quale “
i sogni sono bugie se non si avverano“. Ora, il sogno torna ad essere elemento positivo, benzina che spinge il motore della vita.
Follow That Dream: come una canzone-manifesto
Peraltro,
Follow That Dream ha una caratteristica peculiare.
Springsteen ha sempre espresso valori e concetti raccontando storie e situazioni. A volte in terza persona, più spesso in prima persona, al di là che ci fosse o meno un coinvolgimento autobiografico.
Follow That Dream è una delle pochissime canzoni di
Bruce che abbandona la narrazione e abbraccia la forma dello sprone, dell’incitamento diretto, dell’espressione esplicita di quei valori senza il “
vestito” di una storia raccontata. Tra le altre occasioni di questo tipo mi vengono in mente
The Ties That Bind e
Two Hearts.
Springsteen potrebbe rivolgersi a una ragazza, come a un amico. Ma potrebbe anche essere una sorta di missiva inviata a ognuno di noi, come singoli o come collettività. E, complice la non distinzione nella lingua inglese tra il
tu e il
voi (“
you” traduce entrambi), potrebbe davvero trattarsi di un messaggio rivolto alla collettività delle persone che ne ascoltano il messaggio. Forse è improprio definirla una canzone-manifesto, ma certamente è una canzone che esprime in modo diretto un concetto universale.
Follow That Dream: un organo particolare
Follow That Dream non è certamente una novità per i fan più attenti. Tuttavia, nonostante sia stata suonata dal vivo e pubblicata in diversi bootleg, non aveva ancora una versione ufficiale. Dal punto di vista musicale si tratta di una classica ballata semiacustica accreditata al solo
Bruce, che suona tutti gli strumenti ed esegue tutte le parti vocali, che qui sembrano addirittura tre. Questa caratteristica, che riguarda tutto il primo
lost album, non va mai dimenticata, né sottovalutata. Sono spesso versioni demo, inevitabilmente poco strutturate e senza virtuosismi musicali. Eppure, la versione di
Follow That Dream presentata in
Tracks II ha un elemento distintivo nell’organo che accompagna l’armonia. L’originalità sta nel modo in cui viene suonato: non è un tappeto sonoro di sfondo, sono invece sequenze di note, qualcosa di più elaborato. Un tratto distintivo che riguarda altre canzoni che rientrano in
L.A. Garage Sessions ’83. In quelle sessioni
Springsteen ha in effetti lavorato molto sugli arrangiamenti degli organi e lo ha fatto in modo differente dal classico
E Street sound dell’accoppiata
Bittan/Federici. Sentite brani come
Unsatisfied Heart,
Fugitive’s Dream o
The Klansman per averne conferma.
Il “prestito” di Elvis
Come
Johnny Bye-Bye, anche
Follow That Dream è un omaggio a
Elvis Presley. Se la prima esprime la sofferenza per la morte del Re del Rock’n’Roll, la seconda lo omaggia riprendendo non soltanto il titolo, ma anche il principale verso del ritornello della sua celebre canzone del 1962, composta dalla coppia
Wise/Wiseman.
Bruce accredita i due autori anche per la sua versione. In realtà, al di là di questi richiami, le due versioni sono totalmente diverse, sia per il genere musicale, sia per il testo. Divertente, quasi scanzonata quella di
Elvis Presley, molto più dolce e compassata quella di
Bruce. Quasi che
Bruce abbia voluto creare un ponte tra
Elvis e
Bob Dylan.
Dario Migliorini
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