Recensione Follow The Sun, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Follow The Sun è la dodicesima e ultima traccia dell’album Twilight Hours, il sesto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. Dopo High Sierra, Follow The Sun è la seconda delle canzoni di Twilight Hours per le quali Springsteen ha previsto l’utilizzo di una vera orchestra. In questo caso, in realtà, la componente orchestrale si limita alla sezione ottoni, mentre gli archi sono riprodotti dai sintetizzatori. Per i fan di Springsteen che non accettano la deviazione pop orchestrale con canto da crooner di Twilight Hours, Follow The Sun potrebbe toccare il limite della sopportazione. La canzone, infatti, a chiusura di un album di amori sofferti, è sorretta da una ritmica di bossanova e si basa su accordi dissonanti dal sapore jazz. Più che una rarità, decisamente un unicum. Riuscito, secondo me, anche grazie a un testo breve ma molto significativo.

Follow The Sun: il tuo posto, qui e adesso

Questo Springsteen inedito, vagamente latin jazz, canta un testo pragmatico e luminoso, non soltanto per la presenza del sole nel titolo. Sembra quasi prendere spunto da una citazione di Flannery O’Connor, certamente più dark del testo di Springsteen ma di senso molto simile, sull’importanza del qui e adesso e della consapevolezza di ciò che si è, citata anche nel film Springsteen: Deliver Me From Nowhere (la riporto al termine dell’articolo per completezza). La citazione di O’Connor e il testo di Springsteen esprimono il pericolo che un eccesso di aspettative possa generare ansia, togliendo valore e bellezza al presente. Emerge l’importanza dell’adesso, della vita vissuta e goduta nel momento attuale, contro l’eccessivo peso che si attribuisce al futuro. Le aspettative nella canzone sono rappresentate dalla mappa che i due viaggiatori avevano preparato ma che, alla fine, si è dissolta. In un’altra immagine in metafora, Springsteen canta di strade i cui segnali non indicano più destinazioni da raggiungere.

Follow The Sun: la strada, miglio dopo miglio

In questa assenza di aspettative e di traguardi, ciò che diventa essenziale è l’esperienza immediata, il godere la strada miglio dopo miglio, metafora della vita da apprezzare in ogni attimo, e l’accettare ciò che la vita ci riserva. Anche l’orizzonte, simbolo di un punto lontano da raggiungere, confluisce negli occhi della ragazza che è lì con il protagonista, adesso. È lei l’amore, e ogni minuto passato con lei è la vita stessa. Se il futuro è irreale, un miscuglio di promesse e di fantasie, il presente si concretizza nel corpo della donna e nel sangue che scorre impetuoso in loro, simbolo di fisicità e passione. E, se bisogna comunque avere una rotta, meglio seguire il sole, metafora di luce e di calore. Una sorta di stella cometa diurna, che illumina i giorni trascorsi insieme.

Ancora il sole, tanti anni dopo

Il sole, che in Follow The Sun ha la funzione di guida per una coppia che non crede più in traguardi prefissati, è ovviamente comparso in molti testi di Springsteen, nonostante il periodo del giorno più diffuso nel vocabolario sia decisamente la notte. È in due canzoni, però, che la nostra stella assume un significato particolare. La prima è Blinded By The Light, non soltanto perché è la prima canzone ufficiale di Bruce Springsteen, ma anche perché un verso nel finale indica il sole come qualcosa che rappresenta il succo della vita. “Mamma mi diceva sempre di non guardare direttamente il sole. Oh, ma mamma, è proprio lì che ci si diverte“, cantava il giovanissimo Bruce. La seconda è la leggendaria Born To Run, che in un celebre verso vede il narratore promettere alla sua Wendy un destino roseo. “Un giorno, ragazza, noi arriveremo davvero nel posto dove vogliamo andare e cammineremo nel sole“, urla uno Springsteen esuberante e volitivo. Allora c’era dunque una meta da raggiungere, forse non ancora definita, ma identificabile metaforicamente con il sole. Lo Springsteen sessantenne che scrive Follow The Sun, come i suoi personaggi ha conosciuto la vita e sperimentato successi e fallimenti. C’è ancora la voglia di vivere e di sperimentare, ma il sole non è più una meta tanto epica quanto illusoria. Il sole, simbolo di luce, diventa più una guida sul percorso, senza che ci si debba troppo chiedere quale sia la metà finale.

Follow The Sun: una semi-orchestra

In Follow The Sun, Springsteen torna a riunire un folto gruppo di musicisti (se ne contano dodici nei crediti). Non è propriamente un’orchestra completa perché la sezione archi è sintetizzata dalle tastiere. In compenso è bellissimo sentire un’intera sezione fiati al servizio di questa canzone. Una sezione formata da trombone, flicorni, trombe, oboe, fagotto e corni francesi. Un altro elemento di grandissimo interesse è la partecipazione di David Sancious che, da componente della primissima E Street Band, aveva accompagnato Springsteen nei suoi primi due dischi. Il talentuoso pianista e tastierista di scuola jazz è anzi indirettamente l’origine del nome della storica band. Nella città di costiera di Belmar, New Jersey, infatti, all’incrocio tra la E Street e la Tenth Avenue, abitava proprio David Sancious. Era lì che la band passava ore ogni volta ad aspettare il pianista, perennemente in ritardo. In Follow The Sun, canzone con delicati richiami jazz, è proprio Sancious a eseguire al pianoforte i ricami su accordi dissonanti. Una partitura particolare, sia nell’accompagnamento ritmico, sia nei riff sulle ottave più alte. Se ho accostato High Sierra a Western Stars e Sunliner a Hello Sunshine, le sonorità di Follow The Sun sono avvicinabili a quelle di The Wayfarer, sempre dall’album Western Stars.

* Il luogo da cui provieni non esiste più, il luogo in cui pensavi di andare non c’è mai stato, e il luogo in cui ti trovi non è buono a meno che tu non riesca a scappare. Dov’è un posto per te? Nessun posto… Niente fuori di te può darti un posto… In te stesso, in questo momento, è tutto lo spazio che hai (Flannery O’Connor)

 

Leggi la traduzione

 

Ascolta Follow The Sun

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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