Recensione Fugitive’s Dream (Ballad), Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Fugitive’s Dream (Ballad) è la diciottesima e ultima traccia dell’album L.A. Garage Sessions ’83, il primo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Come si intuisce dal titolo, questa versione di Fugitive’s Dream, canzone presente nella raccolta anche in alta versione, è una ballata semi-acustica dai suoni molto compassati. Sopra una ritmica essenziale, costruita con l’ausilio di una drum machine, arpeggia una chitarra elettrica dai suoni puliti. Sullo sfondo un tappeto di organo dai suoni molto cupi. L’unico forte elemento di dinamica è dato dall’ingresso di un solenne coro polifonico, ottenuto sicuramente con i sintetizzatori, considerando che Springsteen esegue le canzoni in solitudine. Non può quindi trattarsi di una sovrapposizione do diverse voci umane. Di conseguenza, l’arrangiamento complessivo è del tutto ordinario e sposta tutta l’attenzione sul testo, come vuole la tradizione folk-rock. L’evoluzione musicale del brano verso la versione rock di Fugitive’s Dream e di Unsatisfied Heart, senza togliere il valore e il dramma del testo, accoglie arrangiamenti molto più complessi e del tutto sperimentali per Bruce.

Fugitive’s Dream: inizio simile, cambia il finale

Rispetto al testo, leggermente più lungo, di Fugitive’s Dream, quello di questa ballad prevede un incipit del tutto sovrapposto, se non per pochi vocaboli di raccordo sulla diversa metrica. Poi però, subentrano le differenze delle due versioni anche nel significato. La versione rock prevedeva che l’uomo rimanesse sveglio abbracciato alla moglie e solo successivamente fuggisse nell’incapacità di convivere con i propri segreti. Nella ballad, invece, l’uomo fugge dopo aver toccato la guancia dell’uomo che vive con loro, nonché il detentore dei suoi scomodi segreti. Mi collego, allora, all’ipotesi che ho tracciato, scrivendo la recensione della versione rock. Se questo secondo uomo fosse in realtà la sua coscienza, allora ancora il protagonista starebbe fuggendo da se stesso. Ma anche nelle situazioni successive alla sua dipartita ci sono differenze sostanziali. Mentre nella versione rock l’uomo prova il desiderio di tornare a casa sua e di risvegliarsi nella sua stanza con la moglie (in una situazione molto simile a quella di Downbound Train), nella ballad l’uomo è perso nella sensazione di strane presenze e in sogni ricorrenti. In questi sogni si vede solitario nella notte in periferia, mentre soffia un vento forte. Fissa le stelle che aumentano di luminosità nel cielo scuro, ma poi spariscono. Una metafora della luce della speranza seguita dal buio dell’illusione.

 

Ascolta Fugitive’s Dream

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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