Recensione Fugitive’s Dream, Bruce Springsteen
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums
Fugitive’s Dream è la settima traccia dell’album L.A. Garage Sessions ’83, il primo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. La canzone è collegata strettamente a due altri brani dello stesso album: l’omonima ultima traccia, che riporta il sottotitolo ballad, e Unsatisfied Heart, che condivide con Fugitive’s Dream gran parte del testo. Si ritiene che la ballad sia stata registrata nel gennaio ’83 in una forma più simile alle altre ballate acustiche o semiacustiche che compaiono nell’album. Fugitive’s Dream e Unsatisfied Heart sono invece state registrate nel marzo dello stesso anno, anche se la seconda potrebbe essere stata interessata anche da ulteriori take nei mesi successivi. Le due canzoni furono incise con sonorità simili, ma armonie e melodie diverse. In effetti, la versione qui recensita è sul genere di altre canzoni di quelle sessioni, costruite su sonorità che Bruce stava sperimentando in quel periodo, in alternativa al sound più classico. Sonorità sorprendenti che avevano un protagonista assoluto: l’organo.
Fugitive’s Dream: un carico di rimorsi
Se l’aspetto musicale della canzone è di sicuro spessore (ci torno più avanti), il testo di
Fugitive’s Dream non è da meno. Ancora una volta
Springsteen si mostra un grande storyteller, anche in questi episodi a lungo nascosti.
Bruce narra in prima persona la storia di un uomo che butta all’aria un matrimonio e una famiglia per i rimorsi che lo aggrediscono a causa di qualcosa che ha compiuto nel suo oscuro passato. Come in
Darkness On The Edge Of Town, anche in questa canzone ci sono segreti non svelati, che il protagonista condivide con un misterioso personaggio che si rifà vivo dopo tanto tempo. L’uomo pensa di poter convivere con gli errori commessi e con i segreti che nasconde, ma alla fine fugge dalla sua famiglia, sconvolto dall’insonnia e dai rimorsi che prova. Da allora non fa altro che sognare il suo ritorno a casa. Lì si rivede nel suo letto, mentre lei dorme tra le sue braccia. Una storia che ha tratti in comune con un’altra canzone scritta in quel periodo:
Downbound Train. Addirittura, oltre al senso generale della canzone, ne condivide anche una parte di verso: entrambi i protagonisti, infatti, ad un tratto corrono strenuamente nella notte fino a sentir esplodere il proprio petto.
Fugitive’s Dream: una lettura alternativa e affascinante
Pur non trovando conferme in merito, traccio un lettura alternativa della storia narrata in Fugitive’s Dream. Una lettura che renderebbe il testo ancora più affascinante e di notevole spessore. Se i rimorsi e la fuga del protagonista rimangono confermati, ciò che cambia è l’essenza della figura misteriosa che lo inchioda ai suoi errori. Non si tratta di una seconda persona, ma della sua stessa coscienza. È la sua coscienza che si presenta a un certo punto della sua vita, proprio quando gli sembrava di stare bene. È la sua coscienza che lui accoglie come parte di se stesso e della propria famiglia. È con la sua coscienza che stringe invano un patto di confidente complicità. È infine la sua coscienza che non lo fa più dormire di notte e che lo obbliga alla fuga. Un’ipotesi, questa, che renderebbe questo testo ancora migliore, al pari di altre canzoni scritte in quel favoloso periodo, musicalmente e liricamente parlando. Non è un caso che proprio sullo stato d’animo di Springsteen e sulla sua clamorosa fertilità compositiva di quel periodo sia stato scritto un bellissimo libro: Liberami Dal Nulla di Warren Zanes.
Tra Psichedelia e Progressive
Fugitive’s Dream è al prima canzone, in ordine di tracklist, appartenente a un gruppo di brani sorprendenti. Un gruppo a cui appartengono anche
One Love,
The Klansman e
Unsatisfied Heart. Cosa hanno di tanto particolare queste canzoni?
Springsteen cerca un sound che non aveva mai sperimentato. Imposta la drum machine su ritmiche incalzanti, con una batteria fissa e una parte di basso battente e senza variazioni. Poi lavora sulle chitarre, cercando effetti particolari che ricordano i
Byrds e gli anni ’60. Ma soprattutto,
Bruce fa qualcosa che non aveva ancora fatto: studia sulle parti di organo e sperimenta suoni e arrangiamenti che riportano alla Psichedelia e, in parte, al Progressive Rock. Ci si potrebbe sentire anche qualcosa del Post-Punk e della New Wave, in voga proprio in quegli anni. Se le partiture di chitarra sono già nelle sue corde, è il lavoro sulle tastiere che meraviglia non poco.
Bruce non si limita a creare tappeti di tastiere, come farà in tante occasioni successivamente, ma esegue melodie e assoli di organo che sorprendono per qualità, efficacia e ricercatezza.
Fugitive’s Dream è il primo risultato di questa ricerca sulle testiere. Tuttavia, non escludo che alcuni di quei suoni siano ricavati da effetti applicati alla chitarra elettrica.
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