Recensione Godzilla, Lucio Corsi

di Dario Migliorini
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Godzilla è la quarta traccia della raccolta Altalena Boy/Vetulonia Dakar di Lucio Corsi, pubblicata nel 2015. La canzone è un divertente rock’n’roll a tempo veloce con influenze country, basato su riff di chitarre acustiche, su cui si sovrappongono organo e violini. Molto interessante l’assetto vocale. Mentre la prima voce è impostata sul canto trascinato e scanzonato alla Dylan, la seconda voce fa da controcanto e tende a rendere tutto più musicale. Lucio Corsi inaugura con Godzilla il ricorso al mondo animale, che insieme a quello della fantascienza, rappresenta il suo modo surreale di rappresentare la vita. Una vita in perenne contrasto tra terra e cielo, tra realtà e sogno. Il mondo animale viene umanizzato e spesso utilizzato ad allegoria della società umana. Godzilla, il celebre mostro dalle sembianze di animale preistorico, è in realtà un punto di incontro tra i due mondi che fanno da ispirazione a Lucio Corsi: un po’ animale, un po’ essere di fantascienza.

Godzilla, tutto è relativo

Lucio Corsi, in una dimensione autobiografica, vede se stesso piccolo ed esile, ma in proporzione alle formiche rivendica di essere enorme come Godzilla, il mostro preistorico della cinematografia. Tutto è relativo, sembra voler dire nei suoi versi. E non mancano gli alieni. Noi non riusciamo a vederli, ma le formiche si accorgono molto più dell’uomo delle presenze estranee. Nella sua immaginazione il cantautore, allora solo ventunenne, si serve abilmente delle figure retoriche e lo si percepisce dalle trasformazioni che imprime al mondo animale. Una lumaca con le ali diventa un drago, una cimice con un fucile diventa un carro armato volante, una falena è una vecchia donna che con la sua pelliccia va a ballare la sera.

L’uomo fa la guerra, la cimice è pacifista

La trasposizione di un piccolo, scomodo insetto come la cimice nel mondo degli umani è un esempio di come Lucio Corsi sferzi sarcasmo nei confronti del genere umano. Divenute carri armati volanti, le cimici verrebbero sfruttate per fare la guerra. Eppure, le cimici rivelano al narratore di non voler sottostare a questo diktat. Loro, insetti innocui e privi di ogni bellicosità, in realtà si dichiarano pacifiste. La metafora è servita: l’uomo al comando, potente e despota, costringe altri uomini, gente innocua e pacifica, a combattere le guerre. Sono conflitti che nessuno vuole e nessuno capisce, a cominciare dai tanti soldati semplici che, come le cimici armate volanti, vivrebbero volentieri la loro vita in pace.

La falena contro i luoghi comuni

Un altro esempio di umanizzazione di un insetto con risvolti di critica, velata dal sarcasmo, al genere umano è quello delle falene. Questi lepidotteri, molto meno attrattivi per colori e per bellezza delle farfalle, sono dipinte come donne anziane, di quelle che, ancora piene di vitalità, vanno a ballare la sera, vestite della loro pelliccia più bella. Nel suo viaggio immaginario tra uomini e insetti, Lucio Corsi, pur senza adottare gli schemi lirici espliciti della canzone di protesta, si chiede perché gli uomini, solo per una questione di bellezza, rispettino le farfalle e denigrino le falene, al punto di ucciderle quando entrano nelle loro case in cerca di luce e calore. Proprio come se stessero andando a ballare.

 

Ascolta Godzilla

 

Torna alla recensione dell’album Altalena Boy/Vetulonia Dakar

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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