Recensione Goin’ To California, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums
Goin’ To California è la settima traccia dell’album Faithless, il terzo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Un album che in realtà è la colonna sonora, commissionata a Springsteen, di un film, che non uscì mai nelle sale. È un genere spiritual western di cui non si sa niente di più, se non che avrebbe dovuto essere girato intorno al 2004 e intitolarsi proprio Faithless. Il brano Goin’ To California non è facile da inquadrare nel contesto della trama del fantomatico film. Questo perché, nella tracklist dell’album, la canzone arriva dopo brani che ci mostrano il protagonista come un peccatore all’entusiastica ricerca della fede. Il testo di Goin’ To California, come vedremo a breve, sembra andare in senso inverso. È invece una conferma piena dello stile dell’album l’aspetto musicale. Il brano è un piacevolissimo folk western retto da un arpeggio di chitarra decisamente buono e da cori che rendono bene l’idea del sogno di una terra promessa. O di una terra di attraenti tentazioni? Ne scrivo qui di seguito.

Goin’ To California: paradiso di fede o di tentazioni?

Non conoscendo la trama del film, abbiamo visto come alcune interpretazioni rimangano aperte. Una di queste è proprio relativa a Goin’ To California: cosa rappresenta la California per il protagonista? Una sorta di paradiso terrestre, nel quale le bellezze della natura (tra cui le donne piacenti che danzano) sono simbolo della bellezza del Creato? Oppure un luogo di tentazione/perdizione, dove l’indole del peccatore viene stimolata a cedere alle tentazioni umane? Alcuni dettagli mi fanno propendere per la seconda ipotesi. Intanto, a differenza delle altre canzoni, in Goin’ To California non è presente alcun riferimento al fattore religioso. Non un Dio a cui rivolgersi, non un richiamo al sacro e alla preghiera. Al contrario, nel Golden State ci sono frutti dolci (come non pensare alla prima tentazione biblica della mela di Adamo ed Eva). Ci sono poi belle donne che danzano sinuose e fiumi nei quali scorrono il whisky e il gin. Elementi, soprattutto questi ultimi, che fanno decisamente più riferimento ai piaceri profani della vita che all’approccio sacro della rinuncia. La vista del bello, il gusto del buono, i piaceri dei sensi. Questi dettagli rendono improbabile il riferimento alla California in un ottica religiosa. Certo, la bellezza dei suoi luoghi e la bontà dei suoi frutti potrebbe portare a questa interpretazione. Ma la presenza così esplicita di elementi più comunemente legati al piacere terreno è in netto contrasto con il messaggio spirituale presente nelle canzoni precedenti.

Goin’ To California: l’incidente di percorso?

Se dunque l’uomo si dirige verso la California non con un’intenzione sacra ma in un’ottica profana, i casi sono due. Il primo – a mio parere molto improbabile – è che le canzoni dell’album Faithless non siano nell’ordine che avrebbero avuto a supporto della trama del film. In questo caso la canzone alluderebbe alla situazione dell’uomo ancora peccatore, prima del suo percorso di fede. Si potrebbe anche pensare che il film prevedesse dei flashback cronologici sul passato. Il secondo caso, a mio parere più probabile, è che quel percorso di fede, così deciso nella prima parte dell’album e dell’ipotetico film, rischi di interrompersi bruscamente. In tal caso, dando pieno senso all’ordine cronologico delle canzoni dell’album, avremmo il rischio del fallimento nella ricerca della fede. L’uomo, nell’indirizzare il suo cammino verso la California, è consapevole della presenza di tante tentazioni e del rischio di compromettere il suo percorso di fede. Un rischio che, considerando il significato delle canzoni successive, si risolve con un nuovo rigurgito di fede (chiarissimo in My Master’s Hand).

Goin’ To California: il folk diventa western

Quale che sia il suo significato, Goin’ To California è un notevole esemplare di canzone folk-western, nel quale il veloce fingerpicking di Springsteen alla chitarra acustica regge l’armonia della canzone, accompagnato soltanto dal contrabbasso, suonato da Ron Aniello, e dal pianoforte suonato dallo stesso Bruce. Soltanto nella seconda parte si aggiungono anche battiti di mani in un gioioso spirito di ritmo e di festa. Springsteen poi incide una seconda parte di chitarra, ottenuta da una steel guitar che porta il folk verso suoni western. Il canto solista di Bruce è il classico canto folk, relativamente pulito come nelle altre canzoni dell’album, se si fa eccezione per All God’s Children. Le tre coriste che hanno fatto presenza costante nell’album – Patti Scialfa, Soozie Tyrell e Lisa Lowell – qui fanno da controcanto in risposta alla linea vocale di Bruce, adottando uno stile più sussurrato, quasi da voci bianche. Si discostano così dal timbro più tipicamente gospel, adottato nelle canzoni a maggiore sfondo religioso. Potrebbe essere un’ulteriore conferma del significato più “mondano” del testo.

Ascolta Goin’ To California

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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