Nei primi anni ‘70 Bruce Springsteen aveva poco più di vent’anni. Una delle prime canzoni che scrisse tra quelle che vennero poi pubblicate sul primo album Greetings From Asbury Park, N.J., fu Growin’ Up. Nella sua versione nuda, solo chitarra e voce, fu uno dei pezzi che Springsteen presentò all’audizione del 2 maggio 1972 davanti al mitico talent scout della CBS, John Hammond. Benché il testo di Growin’ Up sia colmo di metafore e di immagini fantasiose, l’ispirazione fu fortemente personale, in reazione alle istituzioni, in particolare alle scuole che Bruce frequentò da adolescente. Il mezzo di fuga era il rock, la metà nemmeno tanto lontana. Asbury Park, l’approdo sull’Oceano Atlantico dove Bruce provava a inseguire i suoi sogni rock, era a pochi chilometri da Freehold, la sua cittadina natale. Growin’ Up è talmente autobiografica che sarà la prima del ristretto novero di canzoni che Bruce inserirà nello spettacolo Springsteen On Broadway (2017/2018).

LA RIBELLIONE ROCK

Growin’ Up è una canzone di ribellione. Non la ribellione politica, quella delle canzoni di protesta degli Anni ‘60, perché la consapevolezza politica di Springsteen emergerà solo anni più tardi. Si tratta invece dello scontro generazionale che portò un ragazzo disadattato ma pieno di energia e di sogni a scontrarsi con la scuola, il primo baluardo tra quelle istituzioni che volevano metterlo a sedere (“quando mi dicevano ‘siediti’, io mi alzavo in piedi). Springsteen scelse di raccontare la storia in prima persona, ma al passato, proprio per rappresentare un periodo della sua vita, l’adolescenza, vissuta nell’aspirazione di fuggire altrove. Un tema, la fuga da posti che sentiva come gabbie, che accompagnerà profondamente la sua scrittura anche negli anni successivi.

LE ASTRONAVI E LE ZONE RADIOATTIVE

La scrittura di Springsteen mostrò in Growin’ Up quella creatività e quella generosità di parole e immagini che caratterizzerà soprattutto i primi due album, quelli liricamente più riconducibili all’influenza di Bob Dylan, di cui doveva rappresentare l’erede nella visione della CBS. L’esuberanza giovanile, la ricerca della libertà e, inevitabilmente, la ribellione alle imposizioni scolastiche vengono descritte con l’utilizzo di metafore che trasformavano il protagonista in una sorta di supereroe. Il ragazzo prima prende le sembianze del capo di una gang che, ferito, attraversa zone radioattive, uscendone illeso. Poi diventa un fantasioso aviatore che distrugge il suo liceo, bombardandolo di musica. Infine si trasforma in un ragazzino astronauta che, dopo essersi fatto un giro tra le stelle, torna sulla terra e mette tutta la sua vita nel motore di vecchia auto.

 

IL JUKE-BOX VOLANTE CHE SPARA BOMBE DI BLUES

Springsteen armeggia le figure retoriche con la saggezza dei poeti più esperti. Nella seconda strofa di Growin’ Up il ragazzo salpa su una nave di pirati in compagnia di una ragazza che sa cantare divinamente. Poi con un aereo-jukebox spara e devasta il suo liceo. Non è una bomba vera, ma è comunque una bomba: il blues. Springsteen gioca nel far coincidere il tasto schiacciato, il B52, con il nome del famoso aereo bombardiere americano. È forte il richiamo a quel ragazzino timido e introverso di Freehold che alle feste scolastiche faceva tremare i muri delle palestre e degli auditorium con la sua chitarra.

LA MUSICA È SALVEZZA

È chiaro fin da subito al giovane Bruce quanto la musica restituisca libertà, soprattutto dagli schemi rigidi dell’insegnamento scolastico. Un argomento che rimarrà a lungo nella sua testa. Ad esempio, oltre dieci anni più tardi Bruce scriverà No Surrender e il celebre verso “Abbiamo imparato di più da un disco di tre minuti che da quello che abbiamo mai imparato a scuola”. Ma il parallelo tra Growin’ Up e No Surrender non si limita a questa citazione. Basta accostare il “piccolo posto carino tra le stelle” che il giovane protagonista di Growin’ Up si ricava con la musica al posticino che i giovani uomini di No Surrender vogliono ritagliarsi con le loro batterie e le loro chitarre. Infine, per completare il parallelo, le persone a cui il giovane si ribella alzandosi quando gli chiedevano di stare seduto in Growin’ Up, non sono altro che i fools, i pazzi, da cui i ragazzi di No Surrender volevano scappare.

LE FUGHE IN AUTOMOBILE

Growin’ Up è anche la prima canzone di Springsteen che dà centralità all’automobile come mezzo di fuga. Quel verso fondamentale (“giuro di aver trovato la chiave dell’universo nel motore di una vecchia auto parcheggiata”) si riflette nei successivi capolavori inclusi nell’album Born To Run. In Thunder Road il ragazzo avvisa la ragazza che “tutta la redenzione che posso offrire è sotto questo sporco cofano d’auto”. Ecco quindi ancora il vano motore di un’auto vecchia e sporca come luogo di salvezza e redenzione. Sarà proprio da esso che Bruce partirà per andarsene dalla città di perdenti e verso il sole. Poi, però, nell’album Darkness On The Edge Of Town, l’album della disillusione, quell’automobile si trasformerà per i suoi personaggi in un mezzo di sostentamento o di spostamento senza meta tra tanti sogni infranti.

DAL FOLK AL ROCK’N’ROLL

La poesia giovanile di ribellione in Growin’ Up è accompagnata da un brano musicale che nasce acustico, basato su un semplice arpeggio di tre accordi. Rispetto alla versione con la sola chitarra dell’audizione alla CBS, in studio Springsteen aggiunse le partiture di pianoforte, che diventò così lo strumento dominante, e la base ritmica. L’eclettico assolo di pianoforte, suonato da David Sancious prima dell’ultima strofa, successivamente verrà sostituito da un bellissimo intreccio di chitarra e sassofono nelle versioni rock dal vivo. Nel tempo, infatti, Springsteen aggiungerà ulteriori arrangiamenti e strumentazione, trasformando Growin’ Up in un pezzo rock’n’roll molto trascinante. Inoltre, proprio al termine del citato assolo, in molte occasioni Bruce prese a inserire dal vivo monologhi nei quali narrava racconti e aneddoti di gioventù. Tra i principali argomenti gli scontri col padre (“nella mia casa c’erano due cose impopolari, una ero io, l’altra era la mia chitarra”) e la totale dedizione al rock (“non so se sarete degli avvocati o degli scrittori di libri, ma stasera fareste meglio a prepararvi per il rock’n’roll”). Molto esilaranti anche i siparietti che Springsteen introdurrà durante il maestoso Born In The USA Tour. In quello più noto lo stesso Bruce e Clarence Clemons fingono di perdersi nel buio di un bosco con l’auto in panne, ma l’arrivo di due orsi con una chitarra e un sax li salverà. Torna il valore salvifico della musica.

 

Un ammirato David Bowie

Nonostante le decise differenze di personalità e di carriera, David Bowie, allora già affermato e in costante ascesa di successo, rimase colpito dalle canzoni di quel giovane musicista proveniente dalla provincia americana, in particolare da Growin’ Up e da It’s Hard To Be A Saint In The City. Di entrambe incise sue versioni cover nel corso delle sessioni di registrazione del disco Diamond Dogs (1974). Queste registrazioni rimasero inedite fino agli anni ’90, quando il Duca Bianco decise di pubblicarle in successive raccolte (Growin’ Up come bonus track nella riedizione del disco Pin Ups del 1973).

TIRA TU LE CONCLUSIONI…

  • Conosci Growin’ Up di Bruce Springsteen?
  • Le tre versioni della canzone: da one man band, in studio e dal vivo. Quale preferisci?
  • La ribellione verso la scuola e le istituzioni. Elementi che oggi sembrano molto più blandi. Cosa ne pensi?
  • Anche Frank Joyce, il protagonista del mio romanzo Coupe DeVille, scappa da casa in contrasto con il padre e con gli insegnanti. Lo hai letto? Qui trovi info, recensioni e piattaforma di acquisto
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