High Sierra è l’ottava traccia dell’album Twilight Hours, il sesto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. High Sierra è la prima delle canzoni di Twilight Hours per le quali Springsteen ha previsto l’utilizzo di una vera e propria orchestra, completa di sezione archi e sezione ottoni. Questa caratteristica e, in parallelo, il ritorno ad ambientazioni rurali californiane, contrapposte a quelle metropolitane presenti in gran parte dell’album, forniscono un forte indizio: High Sierra è definitivamente una outtake dell’album Western Stars. Un’ipotesi che diventa ancora più concreta se si pensa che il sound generale, specie nel suo attacco di chitarra acustica e pianoforte è decisamente riconducibile proprio alla canzone Western Stars. Una storia amara, quella narrata in High Sierra. Una vicenda che, come altre raccontate proprio in Western Stars, coniuga le relazioni umane a drammatiche storie di vita vissuta.
High Sierra: l’amore e la caduta
High Sierra racconta la tristissima storia di una relazione amorosa che si interrompe bruscamente nella violenza. Il protagonista aveva conosciuto sventure nella sua vita da malavitoso e dalla città era fuggito per cercare rifugio sulle High Sierras, le montagne californiane che si ergono nell’entroterra di San Francisco. Lì l’uomo aveva conosciuto una ragazza, probabilmente di origine messicana, dati i “suoi lunghi capelli neri“. Una ragazza che, ignara dell’ingombrante passato dell’uomo, con il suo amore lo aveva aiutato a dimenticarsene. Il suo passato delinquenziale riemerge, però, nella forma di un tizio che dalla città viene a riprenderlo, perché “bisogna restituire ciò che si deve“. Così lui è costretto ad abbandonare la sua amata, sperando di tornare da lei quanto prima. Ma non tornerà mai più: verrà trafitto da colpi d’arma da fuoco. Da allora lei, ancora con un filo di speranza, lo aspetta invano.
High Sierra: la dote dello storyteller
High Sierra ci mostra lo Springsteen storyteller in grande spolvero. Racconta in una manciata di versi una storia che potrebbe rappresentare la trama di un film. La sua dote non è soltanto quella di originare dal nulla una storia che, in realtà, potrebbe essere sulla falsariga di vicende già lette o viste. La sua capacità maggiore è quella di condensare azioni, pensieri e dettagli nei pochi versi di una canzone. Due punti del testo rappresentano esempi lampanti di questa sua dote. Il primo è il campanellino che suona quando si apre la porta del bar dove la co-protagonista lavora. È l’elemento che vediamo all’inizio della storia, quando i due si incontrano, ed è l’elemento che la lascia sospesa. Tutte le volte che risente suonare quel campanellino, lei guarda alla porta e spera invano che sia il suo uomo a rientrare nel locale. Un dettaglio emotivamente forte, a maggior ragione se lo si immagina trasportato in un film. Il secondo esempio riguarda la morte del protagonista. Bruce non ci dice che l’uomo muore, soltanto che l’ultima cosa che ricorda è la sua camicia sporca di sangue. Il resto lo capiamo implicitamente nell’evoluzione finale della vicenda.
Ricorrono i fantasmi del passato
High Sierra trasporta una vicenda di delinquenza che riporta ad altre storie simili che Springsteen ha narrato lungo la sua carriera. Pur avendo un epilogo meno esplicitamente tragico, Atlantic City vede una coppia che cerca la fuga da situazioni di malavita, ma anche quel protagonista rimane invischiato in un ultimo sporco “lavoretto” che deve compiere. Lui non muore esplicitamente, ma il fatto che nel celebre ritornello Bruce canti “tutto muore, tesoro, è un fatto“, non lascia intendere alcunché di buono. Anche altre canzoni dello stesso periodo di Atlantic City, che compariranno poi nelle L.A. Garage Sessions ’83 di Tracks II, vedono uomini che devono chiudere i loro conti con il passato. Anche in esse troviamo coppie che vivono giorni sereni, prima che uno straniero arrivi e ricordi all’uomo di avere conti in sospeso da chiudere. Le due versioni di Fugitive’s Dream e Unsatisfied Heart narrano situazioni che, pur non portando alla morte dei protagonisti, tuttavia comportano la crisi del florido rapporto sentimentale che legava questi uomini alle loro donne.
La sorella di Western Stars
Le sonorità di High Sierra, fin dalle prime note, riportano pienamente a quelle dell’album Western Stars, in particolare della sua title-track. Le due canzoni condividono lo stesso inizio, con il pianoforte suonato sulle ottave basse e la chitarra acustica battuta sulle corde alte. Anche la dinamica della canzone è relativamente simile, con un graduale aumento dell’intensità verso l’approccio sinfonico. C’è infatti un crescendo ritmico con l’ingresso della batteria e del basso, ma anche armonico, grazie all’ingresso delle sezioni di archi e ottoni. Fanno da solisti il flicorno suonato da Kurt Ramm, specie nella prima parte della canzone, e il violino nel bellissimo ritornello che precede il gran finale. Nei suoi sei minuti e mezzo di durata, High Sierra ha anche più variazioni di intensità rispetto a Western Stars. Questo perché Springsteen prevede un ritorno a sonorità lievi e drammatiche, quando la storia racconta del ferimento dell’uomo e della vana attesa della donna. Un brano che a mio parere sarebbe stato eccellente a completamento di Western Stars, o perfino in sostituzione di alcuni dei suoi brani.
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